Presentato in anteprima al Torino Film Festival il nuovo film di Clint Eastwood.
Sully, con protagonista Tom Hanks, è tratto da una storia vera.
Ecco la nostra recensione.

In anteprima nazionale, il 19 novembre, il pubblico del Torino Film Festival ha potuto assistere alla proiezione dell’ultima opera di Clint Eastwood.

Sully, questo il suo titolo, è tratto dalla vera storia del pilota Chesley “Sully” Sullenberg, coraggioso comandante che riuscì a salvare 155 persone (tra passeggeri ed equipaggio) del volo di linea 1549 della US Arways, il 15 gennaio del 2009.
Un volo normale di un Airbus, appena decollato dall’aeroporto LaGuardia di New York, perse il controllo e l’uso di entrambi i motori a causa di un “bird strike”, un impatto con uno stormo di anatre canadesi.
Impossibile ritornare ed atterrare in aeroporto, Sully e il suo co-pilota decisero di eseguire un ammaraggio d’emergenza, salvando così la vita a tutti coloro che si trovava sul velivolo.
Osannato dal paese e dalla stampa internazionale, divenne subito un eroe. Ma quello che agli occhi di tutti era un evidente gesto di coraggio e di professionalità, per qualcuno è stato rischioso.
Nel film, infatti, Sully dovrà affrontare (paradossalmente) il sistema giudiziario prima che il suo gesto venga certificato come eroico e unica soluzione possibile.

LA PRESENTAZIONE AL TORINO FILM FESTIVAL

Non solo la proiezione, dunque. Una bellissima sorpresa per il pubblico accorso in sala. A presentare la pellicola, con grande commozione, è proprio lui, il pilota Chesley Sullenberg, introdotto da una splendida presentazione della padrona di casa, Emanuela Martini. Accompagnato dalla moglie, il vero Sully è apparso visibilmente commosso. Per lui una standing ovation.
I complimenti per il regista Clint Eastwood si sprecano: è, senza ombra di dubbio, uno dei migliori registi del panorama mondiale, basti pensare al proverbiale “Gran Torino” o al pluripremiato “Million Dollars Baby”. Lo avevamo lasciato a dirigere un possente Bradley Cooper nei panni del cecchino più spietato e conosciuto della storia bellica americana, Chris Kyle, in American Sniper. Grandi attimi di suspense e una candidatura all’Oscar come Migliore Attore Protagonista per Cooper.  A due anni di distanza, Eastwood torna a dirigere un biopic, un’opera sull’eroismo e sul fattore umano, componente indispensabile per la lettura finale del film. Ecco le parole del regista che ha inviato un video al pubblico in sala: “Ciao a tutto il Torino Film Festival. L’Italia è da sempre uno dei miei paesi preferiti e Torino è una bellissima città. Vi ringrazio per il supporto e per l’accoglienza che avete riservato alla presentazione di Sully. Mi dispiace moltissimo non poter essere lì con voi ma ci sarà al mio posto una meravigliosa persona, il comandante Chesley Sullenberg.
I hope you enjoy the film. Ciao!”

LA PROFESSIONALITA’ FA LA DIFFERENZA

Un film straordinario, non ci nascondiamo e lo dichiariamo da subito. In un’ora e mezza, nonostante si conoscano sin dalle prime sequenze l’esito e il focus della pellicola, il cineasta riesce a tenerci con il fiato sospeso, senza cadere nella banalità della commozione più commerciale.
In Sully gioca un ruolo fondamentale il lavoro, la professionalità: svolgere il proprio compito in maniera impeccabile per il bene comune.
Il film, però, non sarebbe così perfetto senza il talento di Tom Hanks. Il due volte premio Oscar regala ancora una volta una grande interpretazione che colpisce per eccellenza e raffinatezza. Delicato è il suo modo di descrivere i turbamenti di colui che, sopravvissuto ad una probabile tragedia, combatte psicologicamente contro lo shock e lo smarrimento iniziale e contro i dubbi e l’insonnia.

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Tom Hanks è Sully. Photo Credits: Warner Bros.

Sully deve fare i conti con una tormentata indagine della NTSB (National Transportation Safety Board) costretta dalle procedure a verificare le responsabilità dell’accaduto, con un carico di stress per l’autore del “Miracolo sull’Hudson”.
Clint Eastwood alterna momenti in cui descrive emotivamente il graduale sovrapporsi delle tante voci ‘secondarie’ – di cittadini, colleghi, passeggeri increduli e riconoscenti – allo strazio del personaggio interpretato da Tom Hanks.
Se con American Sniper avevano percepito qualche lacuna nella sceneggiatura, qua la storia regge dal primo istante. Un sincronismo scenografico da brividi che regala allo spettatore attimi da pelle d’oca e risate che smorzano la tensione.
Il gesto non ci viene raccontato solo come atto eroico di chi salva miracolosamente 155 persone, viene descritto come una pragmatica conseguenza del fattore umano unito alla componente della fortuna (che non guasta mai). L’eroismo c’è, ma è una diretta conseguenza di chi svolge il proprio lavoro con dignità e precisione, senza lasciare nulla al caso e filtrando le emozioni che, in casi come questo, potrebbero essere letali. Tom Hanks riesce a descrivere con precisione il dolore di colui che ha dedicato la sua vita alla sicurezza e all’aviazione e che, mettendosi in discussione, può solo far ricorso alla sua coscienza, alla sua esperienza e alla sua famiglia. Se la National Transportation Safety Board si affida ai numeri e alle simulazioni studiate a tavolino e provate più volte, Sully e Jeffrey Zaslow (co-pilota interpretato egregiamente da Aaron Eckhart) si affidano alle procedure giustificando il loro gesto con il fattore umano creando subito empatia con lo spettatore e, dopo circa 90 minuti, anche con la commissione disciplinare.
Salvare 155 persone non significa salvare solo quel numero, significa salvare anche la vita di chi sta attorno a loro e da 155 si passa ad un mille e più persone e famiglie coinvolte. Dopo il tristemente conosciuto 11 settembre, New York il 15 gennaio 2009 ha potuto ricordare e raccontare una storia che coinvolge aerei e che ha un lieto fine.

Nella narrazione nulla è lasciato a caso: il regista non perde un momento, un racconto, uno sguardo. Una perfetta sintonia che unisce Hanks e Eastwood in quella che, secondo noi, è una delle opere più emozionanti del regista californiano degli ultimi 10 anni.

Terzo Oscar per Tom Hanks? Ci sono altissime probabilità.
Sully sarà distribuito nelle sale dal 1 dicembre da Warner Bros.