Sky Cinema trasmette in anteprima LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT

Gabriele Mainetti nell’ultimo anno cinematografico si è reso protagonista di una grande rivoluzione dal punto di vista del cinema di genere che, in Italia, non è mai stato cinema ufficiale, soprattutto perché a noi manca, per ragioni storiche, una narrativa di genere in qualsiasi forma.
Partendo da una cultura che è fatta di fumetti e di amore per la storia della Settima Arte, e distaccandosi dai kolossal hollywoodiani o dai grandi blockbuster, Gabriele Mainetti è riuscito, primo nella storia del cinema nostrano, a fare un film popolare italiano che ha come protagonista un supereroe. Supereroe italiano e romano.

LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT

Perchè, secondo noi, è uno dei migliori film degli ultimi anni?
Lo Chiamavano Jeeg Robot è un’opera unica nel genere e nell’idea. Non ci era riuscito nell’impresa nemmeno Gabriele Salvatores con “Il Ragazzo Invisibile”, film troppo immaturo rispetto al genere cinematografico a cui lo si voleva fare appartenere.
Gabriele Mainetti ha realizzato qualcosa di straordinario e, al di là della grandezza di Claudio Santamaria, il vero supereroe è proprio il regista.
La pellicola è stata presentata in anteprima alla decima edizione della Festa del Cinema di Roma il 17 ottobre 2015 ed in seguito al Lucca Comics & Games 2015 il 30 ottobre 2015. Il film è stato distribuito nelle sale italiane dal 25 febbraio 2016 ed è stato accolto positivamente sia dal pubblico che dalla critica. Un successo annunciato anche durante i David di Donatello 2016: 16 nomination di cui 7 portate meritatamente a casa, tra cui miglior produttore, miglior regista esordiente, miglior attore protagonista, migliore attrice protagonista e miglior attore non protagonista.
Insomma, un capolavoro di quelli che nel nostro paese ancora non si erano visti. Non che il nostro cinema sia povero di talenti e storia, ma un supereroe romano, coatto e così ben contestualizzato non era mai stato realizzato.

Enzo Ceccotti (Claudio Santamaria) abita in un quartiere malfamato e vive di espedienti. Un giorno ruba un orologio in centro e viene inseguito dalla polizia. Si nasconde tuffandosi nel Tevere, proprio dove sono stati scaricati abusivamente dei bidoni di una sostanza tossica di cui non è dato sapere. E’ proprio questa sostanza a conferirgli un super potere: una forza inaudita e una sorta di immortalità.
Santamaria è perfetto nel suo ruolo e vive un contrasto tra il suo carattere sottomesso e la nuova realtà in cui dovrà accettare e gestire i poteri.
La vita del neonato supereroe si incrocia con quella della banda dello Zingaro (Luca Marinelli), malavitoso e pericoloso antagonista. Luca Marinelli regala un’interpretazione di una tale perfezione da far rabbrividire il Joker di Jack Nicholson e Heath Ledger. Trasformista d’eccellenza e perfetto in ogni singolo frame.


Protagonista e rivelazione del nostro cinema è Ilenia Pastorelli che nel film interpreta Alessia, una ragazza traumatizzata da violenze del passato e che è ossessionata dalla serie di animazione giapponese Jeeg robot d’acciaio. Perfettamente inserita nella narrazione, l’attrice riesce a restituire allo spettatore il disagio dei traumi subiti, la sua romanità e il collegamento con le eroine manga.

C’è anche un rapporto riuscitissimo tra Roma, la sua lingua, le sue strade, le sue periferie, e un gruppo di personaggi che ne fanno parte, sono vivi e divertenti, ma non ricadono né nella commedia di cui sono pieni i film di Natale, né nel realismo sociale che i nostri registi impegnati amano frequentare. Sia la sceneggiatura sia la regia in questo senso sono impeccabili, perché si muovono con grazia e naturalezza senza mai lasciare intendere quanto siano controcorrente.

Questo è un film appassionante, che esalta, diverte e commuove con uno stile, una cura e una perfezione ai quali non siamo stati sempre abituati. Quando si parla di cinema d’autore, si parla di questo.

Lo Chiamavano Jeeg Robot è un capolavoro.

A cura di Alessandro Gerardi
Photo Credits: Bad Taste