Chiudete per un istante gli occhi, immaginate di poter salire a bordo del transatlantico più famoso della storia e di poter intraprendere un viaggio emozionante che vi coinvolgerà dall’inizio alla fine.

Ideata dall’americana Premier Exhibitions, proprietaria del relitto del Titanic, e promossa in Italia da Dimensione Eventi, la mostra Titanic – The Artifact Exhibition, in esposizione a Torino dal 18 marzo al 25 giugno presso Promotrice delle Belle Arti, zona Valentino, offre la possibilità di conoscere da vicino le storie personali dei passeggeri e dell’equipaggio, la nascita di una leggenda, il progetto, la sua costruzione e il tragico epilogo che tutti conosciamo.
Durante la visita avrete la possibilità di vedere da vicino pezzi autentici della nave, oggetti originali sapientemente conservati, la ricostruzione in scala di una cabina di prima classe e di terza classe e, inoltre, potrete sentire il rombo delle caldaie e toccare con mano una parete di ghiaccio che vi farà comprendere le condizioni di freddo delle prime ore del mattino del funesto 15 aprile 1912. La mostra vanta anche un accompagnamento musicale piacevole e commovente.

TITANIC – the ARTIFACT EXHIBITION – Photo Credits: Roberto Troisi Photo

 

LA STORIA

Iniziamo questo percorso museale parlando brevemente della storia della nave e del suo progetto, storia che vi verrà raccontata proprio nelle prime sale dell’esposizione.

L’RMS Titanic (Royal Mail Steamer) avrebbe dovuto tradurre in realtà un sogno maestoso, un progetto che avrebbe dovuto raggiungere un equilibrio tra forza e bellezza e che avrebbe dovuto superare le aspettative di grandezza anche del passeggero più ricco e difficile da impressionare.

La storia dell’ RMS Titanic iniziò una sera del 1907, quando un dirigente della White Star Line e il presidente dei cantieri navali Harland and Wolff decisero di costruire un trio di transatlantici; il Titanic, assieme ai suoi due gemelli Olympic e Britannic, fu progettato nei minimi dettagli e avrebbe dovuto rappresentare la massima espressione tecnologica navale del tempo.
Joseph Bruce Ismay, amministratore delegato della White Star Line, incontrò Lord Pirrie della Harland & Wolff Company ed insieme idearono questo ambizioso progetto che aveva a capo l’architetto navale Thomas Andrews. La costruzione del Titanic, finanziata dall’armatore americano John Pierpont Morgan, iniziò il 31 marzo 1909. Il design doveva superare quello della compagnia rivale, la Cunard Line, e, oltre alla sicurezza, doveva essere sinonimo di lusso e sfarzo. Lo scafo fu varato il 31 maggio 1911, giorno in cui più di 100.000 persone si radunarono per assistere all’evento.

In esclusiva per l’esposizione italiana è stata realizzata una stanza dedicata ai 37 italiani che salparono con la nave dei sogni. Per il ristorante di Prima Classe, la White Star aveva chiesto che i camerieri fossero tutti rigorosamente italiani, altro aneddoto che potrete approfondire durante il percorso. Ad impreziosire ancora di più la parte dedicata al nostro Paese anche il modellino in scala 1 a 100 con i quattro ponti superiori completamente arredati costruito da Duilio Curradi, che dopo una carriera in marina è oggi uno dei massimi esperti del Titanic.

IL CAPITANO EDWARD J. SMITH

Di umili origini, il Capitano Smith aveva 62 anni ed era diventato Commodoro della White Star Fleet nel 1904. Carismatico e stravagante, Smith rubò il cuore di innumerevoli viaggiatori i quali richiedevano di  viaggiare solamente su navi da lui guidate con esperienza. Il Capitano stava pianificando di andare in pensione nel 1911 ma la White Star Line lo convinse a rimanere per supervisionare il primo viaggio del Titanic. Smith promise a moglie e figlia che sarebbe andato in pensione dopo attraversamento transatlantico del Titanic. Smith diede l’ordine di “abbandonare la nave” liberando l’equipaggio dal suo lavoro e da quel momento seguì il destino del Titanic, come un vero Capitano che si rispetti. Il suo corpo non fu mai ritrovato.

LE CLASSI DEL TITANIC

Come tutte le grandi navi dell’epoca, anche i passeggeri del Titanic erano suddivisi in classi, concetto così profondamente radicato nella cultura e nella società Edoardiana.
La prima classe poteva godere dei privilegi più lussuosi: palestra, bagno turco, sala per fumatori, ristorante d’élite e un prestigioso caffè, il Verandah Café sul Ponte A.
Anche i passeggeri di seconda classe, per lo più esponenti del clero, insegnanti e borghesi, potevano vantare cabine confortevoli.
Procedendo tra le sale della mostra possiamo scorgere la riproduzione fedele ed in scala reale di una cabina di prima classe e di una cabina di terza classe.
Tra i passeggeri di prima classe vi erano magnati dell’industria dell’epoca, personalità autorevoli e membri dell’impero economico-finanziario del tempo tra i quali: il colonnello John Jacob Astor IV, proprietario di alcuni preziosi immobili tra cui il noto Waldorf-Astoria Hotel di New York, e la giovane moglie Madeleine, l’imprenditore Benjamin Guggenheim, il co-proprietario dei magazzini Macy’s e membro della camera dei rappresentanti Isidor Straus.
I passeggeri della Terza Classe, invece, erano per la maggior parte emigranti in cerca di una vita migliore in America. Un biglietto di terza classe sul Titanic per New York costava $40 (circa $900 oggi), mentre in prima classe si viaggiava al prezzo minimo di $4,500.
Il percorso guidato vi emozionerà e vi trascinerà alla scoperta di oggetti che sono stati recuperati da alcune cabine di prima classe, compresi piatti e stoviglie.

Uno dei corridoi del Titanic – Photo Credits: Roberto Troisi Photo

 

Giunti a questo punto, superate le cabine e la divisione in classi, si arriva alla grande scalinata che, per cinefili come noi, vi riporterà alla mente alcune scene della trasposizione cinematografica di Cameron del 1997 e, in mostra, viene riprodotta con una testimonianza fotografica. La Grande Scalinata era una tra le più spettacolari caratteristiche del Titanic: era posizionata all’estremità anteriore della nave ed aveva una cupola in vetro che permetteva il passaggio della luce naturale così da creare un suggestivo gioco d’illuminazione.

 

La Grande Scalinata – Photo Credits: Roberto Troisi Photo

Non solo i passeggeri, Titanic – The Artifact Exhibition celebra e commemora anche l’equipaggio della nave dei sogni con una sala dedicata ai portatori di carbone, ai fuochisti e alle testimonianze.

IL TRAGICO EPILOGO

Era il 14 aprile del 1912 e il Titanic avanzava a 21 nodi, la massima velocità raggiungibile. Nonostante diverse segnalazioni di avvistamenti iceberg, sia il Capitano Smith che il personale di bordo decisero di proseguire la rotta senza rallentare. Alle 23:40 (ora locale), le vedette Frederick Fleet e Reginald Lee videro un iceberg di fronte alla nave. L’avvistamento avvenne “a occhio nudo” a causa della mancanza dei binocoli, e quindi in ritardo. Inutile ogni operazione, l’iceberg colpì la nave e al momento dell’urto – in base a recenti studi  – dovrebbe aver sviluppato una pressione di almeno 985 kg/cm² sull’acciaio della murata del transatlantico. Nella sezione della mostra che è dedicata alla tragedia del Titanic è stata inserita una lastra di ghiaccio, ciò permette al visitatore di comprendere le condizioni climatiche. Nella notte tra il 14 e il 15 aprile del 1912 le acque del Nord Atlantico erano a – 2° C. E’ noto che l’acqua salata congela ad una temperatura inferiore rispetto all’acqua dolce pertanto molte delle vittime del Titanic morirono per ipotermia.

Il percorso museale termina con il memorial wall in cui sono ricordati tutti i passeggeri, compreso l’equipaggio, e con una speciale dedica a Millvina Dean, ultima superstite del naufragio del Titanic, morta il 31 maggio del 2009.

 

La parete di ghiaccio che potrete toccare – Photo Credits: Roberto Troisi Photo

 

L’esposizione è stata organizzata in maniera impeccabile ed accompagna con ordine lo spettatore all’interno di un’esperienza davvero unica.
Dalla sua storia al suo progetto, dagli oggetti recuperati e accuratamente descritti ai personaggi realmente esistiti, fino al toccante momento del naufragio. La suggestiva cornice in cui la mostra è stata allestita, la Promotrice delle Belle Arti di Torino, regala un potenziale artistico e solenne alla mostra. Un evento assolutamente da non perdere che ci auguriamo possa tradursi per il capoluogo piemontese in un’occasione turistica e culturale di grande rilievo.

A cura di Panetta Roberta
Photo Credits: Dimensione EventiRoberto Troisi Photo