Game of Thrones: il secondo episodio della settima stagione rimette in gioco alleanze e strategie, in perfetto stile GOT, così come i fan amano.

Game of Thrones è tornato  questa notte, alle 3.00, su Sky Atlantic HD col secondo episodio della settima stagione. Dopo la prima puntata, in cui tutti i personaggi hanno avuto un ruolo e sono stati collocati nel proprio contesto, nella seconda si prefigura una situazione  di cambiamento. Le alleanze vengono portate avanti con l’obiettivo di prevalere sui propri nemici; nuovi piani vengono messi sul tavolo di guerra per evitare di essere schiacciati; nuove forze emergono in tutta la loro pericolosità mettendo in pericolo le antiche strategie.

SPOILER

Daenerys, dopo essere giunta a Roccia del Drago, si avvale della propria squadra per pianificare un attacco ad Approdo del Re. Prima di schierare le sue armate però, è necessario che tutti comprendano che non approfitterà. come già suo padre fece, della forza bruta, distruggendo il popolo per poter sedere sul Trono. Non sarà la “Regina delle ceneri”, non trasformerà i Sette Regni in dei mattatoi per brama di potere. Dopo aver stabilito il proprio ruolo di regina dinanzi a Varys, i cui continui cambiamenti di padrone non possono che destare sfiducia, finalmente conosciamo le sue intenzioni: circondare Approdo del Re con le armate fornite da casa Dorne e casa Tyrell, mentre l’esercito degli Immacolati assedia Castel Granito, antica fortezza in mano ai Lannister da generazioni.

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La visita inaspettata che giunge a Roccia del Drago è quella di Melisandre, la quale tenta di offrire a tavolino a Daenerys un’alleanza con Jon Snow, adesso Re del Nord e già noto a Tyrion per la sua lealtà.

A Nord, anche Jon Snow deve fare le sue valutazioni e considerare l’ipotesi, paventata a partire da un corvo inviatogli da Sam dalla Cittadella, di recarsi presso Roccia del Drago, dove una grande quantità di ossidiana potrebbe aiutarli ad ostacolare l’arrivo degli Estranei.

Ricevuta la richiesta di presentarsi al cospetto della Regina dei Draghi, sottopone ai suoi il bisogno di correre un grosso rischio (i Targaryen non sono conosciuti per la propria bontà d’animo), quello di ritrovarsi in una trappola, per un fine più grande, quello di proteggere tutti gli uomini da un nemico ancor più pericoloso. Ma, come già più volte abbiamo visto in Game of Thrones, la lucidità di Jon deve scontrarsi con pareri discordanti, primo fra tutti quello di Sansa, la quale continua ad ostacolare il volere di Jon. L’idea che Ditocorto, in combutta con lei, stia tentando di manipolarla, è ormai quasi certezza. Jon lo affronta, mettendo in chiaro la sua posizione e ciò che pensa su di lui.

Ma non si può più tentennare, tutto è deciso: Jon, accompagnato da Ser Davos, partirà verso Roccia del Drago lasciando (temporaneamente?) il Nord nelle mani di sua sorella.

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Intanto, Cersei sta pianificando un contrattacco, chiamando all’appello tutti gli uomini nobili del Regno, cui chiede un appoggio incondizionato contro Daenerys Targaryen, degna figlia di suo padre, il Re Folle, e, come lui, crudele e spietata. Cersei è perfettamente consapevole di trovarsi a corto di alleanze che possano tutelare casa Lannister e Approdo del Re. Per questo le viene offerto da Qyburn uno strumento che potrebbe aiutarla a scalfire il suo potere (i draghi): una mega catapulta in grado di ferirli, e quindi ucciderli.

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In Game of Thrones le storyline sono moltissime, e anche quando appaiono completamente distanti dalla trama principale spesso assumono un’importanza rilevante. Un caso è quello di Jorah Mormont, che si trova adesso presso la Cittadella, affetto dal Morbo Grigio, e per questo destinato a una morte infausta. Samwell, che in queste prime puntate si sta facendo valere come uomo più di molti altri personaggi, si offre di aiutarlo, sebbene le tecniche in possesso dei Maestri siano rischiose e quindi messe al bando: un trattamento doloroso ma che potrebbe finalmente salvare Jorah e permettergli di ricongiungersi alla sua regina.

Ritroviamo Arya, nuovamente sola, nuovamente in viaggio. Intrattenutasi nella locanda dove lavora Frittella, in attesa di ripartire, entra a conoscenza di un evento che fino ad allora ignorava e che potrebbe compromettere il suo obiettivo: raggiungere Cersei ad Approdo del Re ed ucciderla. Scopre infatti che Grande Inverno non è ormai più dominio dei Bolton, scacciati da Jon durante la Battaglia dei Bastardi. Jon è il nuovo Re del Nord, e questo rappresenta probabilmente un barlume di speranza per la ragazza. Prenderà un’altra strada, adesso che sa di non essere più sola?

Il finale di puntata è ovviamente ricco di colpi di scena. Ci eravamo sorpresi di non vedere Euron Greyjoy, il quale aveva fatto la sua comparsa nel primo episodio offrendosi come sposo a Cersei per sugellare un’alleanza contro Daenerys e per permettere a lui di diventare Re delle Isole di Ferro. Le aveva promesso un regalo, un presente che lei non avrebbe potuto rifiutare.

Ed infatti, a sorpresa per tutti i fan, mentre le flotte alleate di Daenerys e guidate da Yara Greyjoy si stanno lentamente dirigendo a Sud, ecco che Euron arriva con forze molto più potenti, pronto a schiacciarle. La battaglia vede Euron prevalere, uccidere due delle Serpi, catturare sua nipote Yara sotto gli occhi terrorizzati di Theon. Questo sconvolge totalmente i piani di Daenerys. Come reagirà alla notizia?