IN OCCASIONE DI VIEW CONFERENCE 2018, Matt Aitken ha svelato alcuni segreti delle scene più iconiche di AVENGERS: INFINITY WAR

Il film campione di incassi Avengers: Infinity War non poteva che essere grande protagonista dell’edizione 2018 di View Conference, l’evento italiano che ogni anno richiama a Torino i grandi maestri degli effetti speciali e della computer grafica. A rappresentanza del kolossal Marvel c’era Matt Aitken, visual effects supervisor di Weta Digital, artista nominato all’Oscar e ai BAFTA per il suo lavoro in District 9 (ma ha lavorato anche a pellicole come Le avventure di TinTin, King Kong e i tre film de Lo Hobbit).

Ecco alcune curiosità che ha rivelato sulla creazione degli effetti speciali di Avengers: Infinity War.

TITAN

Per realizzare il pianeta in cui si svolge il combattimento contro Thanos, gli artisti sono partiti da un unico principio: volevano che fosse più realistico possibile, più somigliante alla Terra possibile, affinché non fosse una distrazione per lo spettatore. L’attenzione doveva essere rivolta ai personaggi e all’azione, non agli elementi fantastici dello sfondo. Il pianeta è realizzato totalmente in CGI e ha 3 set principali corrispondenti a diversi momenti e diverse atmosfere della storia. Il cielo limpido indica l’ottimismo degli eroi quando sperano di poter vincere la battaglia; l’atmosfera più apocalittica corrisponde alla realizzazione che non sarà così facile sconfiggere Thanos; infine si passa al tramonto quando avviene il famoso schiocco di dita e la speranza non è più possibile.

IRON MAN E IRON SPIDER

Per Iron Man si è trattato “semplicemente” di un update della sua classica armatura, con una importante variazione: la Mark 50 ha la possibilità di far comparire delle armi, per le quali è stato quindi necessario progettare il design e la loro manifestazione.
Quanto al nuovo costume di Spidey, la base d’ispirazione sono stati i fumetti sia per il design che per le pose, che sono state realizzate come riferimento non da Tom Holland ma dagli stunt, e poi interamente ricreate al computer.

DOTTOR STRANGE

Anche per lui, nonostante sia un personaggio legato alla magia e a una dimensione fantastica, si è cercato di mantenere ogni effetto speciale il più realistico possibile. L’ispirazione principale è stato ovviamente il primo film di Strange e in particolare le scene di ambientazione cittadina con la deformazione degli edifici. Questo ha fatto sì che gli effetti, in Avengers: Infintiy War, potessero avere una forte componente fisica e “reale”. Per esempio, quando Strange colpisce le rocce con la sua magia, gli artisti di Weta hanno immaginato che queste potessero sciogliersi diventando colate laviche.

Il “blip”

L’elemento più difficile da creare è stato sicuramente il cosiddetto “blip”, cioè il momento in cui alcuni dei protagonisti scompaiono dopo lo schiocco di dita di Thanos. I fratelli Russo, registi del film, hanno richiesto espressamente che l’effetto avesse una componente di sofferenza e che sembrasse definitivo, qualcosa da cui non si può tornare indietro. Gli artisti hanno dovuto sperimentare con diverse prove prima di riuscire a trovare quella definitiva. Inizialmente, ad esempio, avevano previsto la smaterializzazione attraverso una luce verde, ma sono stati costretti a cambiare idea in quanto sembrava che il personaggio non morisse ma venisse teletrasportato in un’altra dimensione. L’effetto è stato applicato sui personaggi realizzati in digitale, ovvero sui digital double degli attori. Proprio per questo, la scena più complessa da realizzare è stata quella in cui Spidey morendo abbraccia Tony Stark, in quanto il primo è realizzato al computer mentre il secondo è reale.