Era il 2001 e il mondo ancora non sapeva che sarebbe stato testimone di uno dei film più maestosi e coinvolgenti della storia del cinema

Diciassette anni fa usciva al cinema un film che oggi è un autentico cult: Moulin Rouge!

Tra champagne, cilindri, strati di sottogonne e corpetti, vi è il racconto di una storia d’amore. Di un sentimento autentico che travolge la materialità di quei luoghi “di perdizione” .

Nella Parigi del cambio di secolo, arriva Christian (Ewan McGregor), un giovane aspirante scrittore, che proviene direttamente da Londra. Egli è un sognatore, crede molto nella potenza dell’amore e decide si insediarsi nel cuore della capitale francese, per poter respirare la ventata bohemienne che imperversava in quel periodo. Ma come poter scrivere un romanzo sull’amore se non si è mai stati davvero innamorati?

All’improvviso, quando un argentino narcolettico gli cade nel piccolo locale in affitto, fa la conoscenza di una compagnia teatrale: stanno provando uno spettacolo da presentare a Harold Zidler (Jim Broadbent), organizzatore degli spettacoli di uno dei luoghi di maggiore perdizione: il Moulin Rouge.
Ah, gli scambi di identità… caso vuole che Christian venga scambiato per il Duca di Monroth (Richard Roxburgh): Zidler spera che, concedendogli una notte con Satine (Nicole Kidman), la sua ballerina di punta del Moulin Rouge, possa ottenere il finanziamento per un nuovo spettacolo e, quindi, far diventare il tutto un vero e proprio teatro. Chistian, rimane incantato dalla bellezza di Satine e viene erroneamente confuso per il Duca.

Christian pensa di dover esporre le sue doti artistiche, mentre Satine cerca di provocarlo eroticamente. È proprio qui che ci sarà forse il brano più bello e intenso del film: Your Song.
Quando il duca sorprende i due, essi fingono di provare lo spettacolo che lui dovrebbe finanziare, ovvero Spettacolo Spettacolare. Christian inventa la trama di sana pianta, il Duca acconsente a finanziarla, ma… c’è un ma. I due giovani artisti scoprono di essere profondamente innamorati uno dell’altro e di non poterne fare a meno.
Tra questo amore travolgente, si nascondono diversi spettri: quello di Zidler, che cerca di dividerli per far sì che il suo progetto possa andare in porto, e quello di Satine. Infatti, la ragazza, è vittima della tubercolosi, che si fa sempre più manifesta.

Ispirato a varie opere teatrali, tra cui La traviata di Giuseppe Verdi, il film analizza tutti e quattro i punti chiave delineati: freedom, beauty, truth and love (libertà, bellezza, verità e amore).
Baz Luhrmann, che ha diretto e sceneggiato il film, lo fa con assoluta meticolosità, conferendo al musical una nuova pietra miliare, dando al film una propria cifra stilistica.

Forte del surrealismo della Parigi dell’epoca e di performance eccellenti, Luhrmann ha ridato linfa ad un genere che era in totale fase di stand-by. Lussuoso come i musical della MGM, dai colori caldi come quelli di Vincente Minnelli, usati in diverse tonalità a seconda della drammaticità del momento, il film gravita completamente attorno al fruitore, lo attira e lo travolge fortemente, come lo è l’amore tra i due protagonisti. Un amore vissuto tra sotterfugi, che combatte tanti ostacoli, ma che non ha battute d’arresto. immerso in un vertigo senza fine, lo spettatore si trova immerso nel 1900 parigino, tra bicchieri di assenzio, mille strati di sottogonne dai colori diversi, tra la potenza della drammaticità e la forza dell’amore infinito.

Un film che propone musiche riadattate, come quella di Madonna ed Elton John, cantante da David Bowie e Christina Aguilera, oltre che dagli stessi attori che hanno dimostrato una certa completezza di performance. Musiche moderne, che rievocano quel passato neanche fin troppo lontano, che vengono adattate al presente. Musiche che rielaborano quei quattro princìpi di cui sopra, che innalzano al cielo, dove volano le aquile, la vita e la sua voglia di libertà. Perché ognuno è un eroe, anche per un solo giorno.