Edison – L’uomo che illuminò il mondo getta una luce sulla battaglia delle correnti che ha visto confrontarsi Thomas Edison con George Westinghouse e Nikola Tesla

A distanza di un paio di anni dalla sua effettiva realizzazione, finalmente è uscito nelle nostre sale Edison – L’uomo che illuminò il mondo, la storia di un genio come Thomas Edison che si misura con altri due menti brillanti dell’epoca, George Westinghouse e Nikola Tesla.

Il film si trova ad essere indicato come uno degli ultimi progetti della The Weinstein Company, tanto aver avuto degli inevitabili problemi con la distribuzione derivanti dalle accuse di molestie sessuali nei confronti di Harvey Weinstein.

Presentato per la prima volta al Toronto Film Festival di quasi due anni fa, il film è stato poi acquisito dalla 101 Studios per la distribuzione ed stato sottoposto ad un nuovo montaggio, con l’aggiunta di alcune scene inedite, per poi essere distribuito nella metà del 2019.

Edison – L’uomo che illuminò il mondo si concentra sulla battaglia delle correnti (come ben specificato nel titolo originale del film, The Current War) vigente tra Thomas Edison (Benedict Cumberbatch) e George Westinghouse (Michael Shannon) con Nikola Tesla (Nicholas Hoult). La competizione nata tra la fine dell’ottocento è spietata e si sviluppa sull’idea di due tipi di corrente, quella alternata (di Tesla e Westinghouse che viene usata comunemente e può essere usata sulle lunghe distanze con l’ausilio di trasformatori) e quella continua (che, sostenuta da Edison, può essere immagazzinata in batterie e funziona sulla breve distanza).

Ma lo scontro non è solo sul piano lavorativo, lo è anche su quello personale: i due principali combattenti, Edison e Westinghouse, a cui si aggiunge anche un terzo, Tesla, dimostrano di essere due poli opposti. Uno formula i brevetti mentre l’altro si acquisisce e li usa come strumento per la sua idea di trasmissione elettrica.

Ad Edison, solitario, asociale e dalla mentre brillante, non basterebbero 12 vite per poter dare concretezza a tutte le idee che gli balenano in mente, mentre l’altro è ben disposto ad una collaborazione con la controparte, pronto a tendere la mano per il cambiamento, possessore di tutti i mezzi e gli strumenti necessari per poter estendere la sua corrente alternata su larga scala.

La battaglia che nasce tra loro, e che non rimane esente da colpi bassi inferti da e tra gli ambedue concorrenti, così come l’energia sfoderata dalle menti brillanti dei protagonisti, viene mostrata dal lavoro di regia di Alfonso Gomez-Rejon (Quel fantastico peggior anno della mia vita), che ha messo in scena la sceneggiatura di Michael Mitnick (Sex Lives of our Parents).

La sua messa in scena, o alla luce se si vogliono utilizzare giochi di parole, rientra nel campo del tradizionale biopic, dove ogni personaggio rappresenta un punto di vista differente, dove ogni membro del cast corale serve per definire e dare informazioni ai personaggi e alle questioni affrontate nel film stesso.

Questa coralità, messa in campo tra split screen, quadri, digressioni spaziali, riesce a creare un buon grado di fascinazione, lanciando qualche lampo di interesse, sebbene risulti essere comunque sotto le premesse di un prodotto elettrizzante, portato avanti anche dal mito e dalla storia che attornia i protagonisti.

E anche se a volta sembra non sussistere una certa armonia tra i personaggi, come Tesla di Hoult e Samuel Insull (fedele aiutante di Edison) interpretato da Tom Holland, Edison – L’uomo che illuminò il mondo riesce a mettere in luce la mente di chi ha inventato la lampadina elettrice e di chi ha consentito che un giorno venisse raccontata una parte della sua storia sul grande schermo, ovvero Edison stesso, ideatore del kinetoscopio, precursore di quello che oggi chiamiamo cinema.