Dal 4 luglio su Netflix, Stranger Things 3 ci sorprende con una storia avvincente che supera in qualità le prime due stagioni

Finalmente, dopo un’estenuante attesa, è uscita su Netflix la terza stagione di Stranger Things. C’è chi ha duramente criticato la scelta di aspettare ben 2 anni per tornare nel Sottosopra, ma i motivi c’erano: la seconda stagione non ha ottenuto il consenso che ci si aspettava, quindi gli sceneggiatori hanno chiesto più tempo per scrivere una storia che andasse oltre ogni previsione.

In effetti questa nuova stagione è nettamente superiore: mantiene il mood delle origini, sviluppa i suoi personaggi, racconta avventure coinvolgenti e aumenta il tasso di comicità. A noi è piaciuta moltissimo e vi spieghiamo il perché.

LA TRAMA

Hawkins, 1985. Undici e Mike stanno vivendo una mielosa storia d’amore adolescenziale. Lucas, Will e Max trascorrono l’estate nel nuovo centro commerciale Starcourt. Dustin sta tornando a casa da un campus estivo. Sembra tutto tornato alla normalità nella cittadina americana, ma in realtà non è così: da una cantina buia e nascosta il Mind Flayer sta progettando un piano per radere al suolo la città e poter vivere in pace. Le sue intenzioni sono di possedere e controllare quanti più corpi possibili, per poi ucciderli e conquistare Hawkins.

Per arrivare a queste conclusioni ci sono voluti 8 episodi al cardiopalma che hanno sviluppato quattro diversi filoni narrativi.

Abbiamo Max, Mike, Lucas, Will e Undici che sospettano il ritorno del Mind Flayer a causa di percezioni mistiche e viaggi nell’inconscio. Ci sono Joice e Hopper che notano lo strano comportamento di alcuni magneti da frigo e iniziano ad indagare. Abbiamo Nancy e Jonathan che sono sulle tracce di uno scoop giornalistico che riguarda dei topi portatori di malaria. E infine c’è un nuovo – fantasmagorico – gruppo formato da Steve, Dustin, Erica (sorella di Lucas) e Robin (nuova collega di Steve). Questi ultimi captano dei messaggi cifrati provenienti da un laboratorio segreto russo e provano ad intrufolarsi.

La carne al fuoco è molta, tanto che viene da chiedersi se non abbiano un tantino esagerato con la strutturazione narrativa. Ma quei 2 anni di tempo per scrivere la sceneggiatura sono proprio serviti a creare una storia pazzesca e inattaccabile: ad un certo punto tutte le vicende riescono a congiungersi e si incastrano alla perfezione in una narrazione da capogiro.

I PERSONAGGI

Quello che appare chiaro fin da subito è che i ragazzini delle prime due stagioni di Stranger Things sono decisamente cresciuti. Mike, Lucas, Dustin, Will, Undici e Max sono ormai degli adolescenti alle prese con ormoni e prime cotte. Nel caso delle due protagoniste viene introdotto un elemento “girl power” che strizza l’occhio ai movimenti femministi: Max insegna a Undici il valore dell’indipendenza dagli uomini (nel suo caso Hopper e Mike) e la capacità di scegliere le sue sorti in autonomia.

Oltre alla gang di Hawkins e ai personaggi che abbiamo già imparato ad amare, ce ne vengono presentati due di nuovi: Erica, la sorella di Lucas e Robin, la nuova collega di Steve. La prima è una ragazzina furba e scaltra, amante del gelato e voce di una delle citazioni che stanno conquistando il web: “You can’t say America without saying Erica”. La seconda, invece, è interpretata dalla figlia di Uma Thurman e Ethan Hawke e ci conquista subito con il suo entusiasmo e la sua ironia pungente. Insieme a Steve e Dustin, questi due nuovi personaggi formano una “dream squad” tutta da ridere.

GLI ANNI ’80

Protagonisti indiscussi di Stranger Things 3 sono gli straordinari anni ’80. Compaiono qui e là in moltissime forme diverse: dalle citazioni musicali, ai riferimenti cinematografici, passando per gli abiti indossati dai personaggi. Indimenticabile la scena in cui Undici e Max passano il pomeriggio al centro commerciale, provandosi vestiti sgargianti sulle note di Material Girl di Madonna.

Per non parlare dei numerosi richiami cinematografici anni ’80: degli amici che abitano in una cittadina americana, girano in bicicletta e vivono un’avventura fuori dal comune… Vi viene per caso in mente niente? Oltre a E.T. e I Goonies, nella terza stagione sono presenti citazioni da La Storia Infinita, Terminator, Shining e hanno addirittura inserito una scena in cui alcuni personaggi vanno al cinema per vedere Ritorno al Futuro. Conditi da t-shirt colorate dentro a pantaloni a vita alta, questi riferimenti si portano dietro un grande omaggio per quegli iconici anni.

IL FINALE E LE TEORIE (SPOILER ALERT!)

Come succede nelle stagioni precedenti, queste incredibili avventure con il Mind Flayer portano alla morte di alcuni personaggi, che si sacrificano per il bene comune (sì, siamo ancora sconvolti per la dipartita di Bob Newby). In questa stagione tocca a Billy, impossessato dal mostro, e a Hopper, che si trova nel laboratorio russo quando viene disintegrato.

Ma attenzione, perché se per il primo non c’è nulla da fare, per il secondo abbiamo degli indizi che ci portano a nutrire qualche speranza in un ritorno. Nella scena post-credit, infatti, veniamo catapultati in una remota e segreta base russa, davanti a una cella che sembra parte di una prigione. Le guardie che si trovano lì devono prelevare un detenuto, ma una delle due dice: “No, non l’americano” e si dirige verso un’altra cella. Chi è l’americano di cui parlano?

Inoltre, in una scena della sesta puntata, Hopper detta il numero di telefono dell’abitazione di Bauman: 618-625-8313. Molti fan della serie hanno provato a digitarlo e si sono trovati davanti a qualcosa di davvero sorprendente! Telefonando si viene reindirizzati a una segreteria, in cui la voce di Bauman dice “Se sei Joice, per favore richiamami perché ho una notizia. Non è né buona né cattiva, ma almeno è qualcosa”.

Sorvolando sulla genialità degli autori, potremmo pensare che Bauman si stia riferendo a qualche novità riguardante la fine di Hopper, che con tutta probabilità verrà svelata in Stranger Things 4. Non ci resta che aspettare…