Ospiti del Giffoni Film Festival, Natalia Dyer e Charlie Heaton parlano del successo di Stranger Things

Il terzo giorni di Giffoni Film Festival è stato quasi interamente dedicato a Stranger Things.

La terza stagione ha spopolato su Netflix (leggi qui la nostra recensione) a partire dal 4 luglio scorso e, per celebrarla con i tanti appassionati dello show, Jonathan e Nancy sono venuti in Italia.
Difatti sia Charlie Heaton che Natalia Dyer ci hanno deliziato della loro presenza rispondendo a numerose domande sui loro personaggi e sul loro futuro.

  • Quanto sono cresciuti i vostri personaggi in questa nuova stagione?

C: Tanto. In questa fase della storia sono letteralmente passati dall’essere ragazzi all’essere adulti. E con i fratelli Duffer, che sono molto aperti, abbiamo potuto parlare a lungo e dire la nostra sui personaggi.

N: Anche per Nancy è stato molto interessante questa stagione. La sua cresciuta è stata sia a livello umano che professionale dovendosi confrontare con una dualità tra la lotta contro il soprannaturale, che svela le sue fragilità, e la lotta contro le ingiustizie, che la rendono più forte contro il maschilismo presente nella redazione dove lavora. Questa cresciuta è stata anche un po’ anche l’iter professionale fatto all’interno della troupe di Stranger Things, e mi sento molto fortunata per averlo potuto fare.

  • Come vivete l’idea del futuro, dopo Stranger Things?

C: Nulla è per sempre. Lo sappiamo, ma questo non deve essere una preoccupazione. Io guardo sempre avanti, in cerca di nuovi progetti. É vero che ha avuto un successo enorme, e non saprò mai se troverò un nuovo progetto così forte, ma non so quanto questo sia importante. Spero che un attore non faccia questo mestiere solo per la notorietà. Quando abbiamo iniziato con Stranger Things non c’era l’idea di fare qualcosa di successo ma solo qualcosa di valido. Per il futuro, quindi, spero questo.

M: Io penso che essere un attrice voglia dire spesso di vivere situazioni diverse, Prima o poi finirà lo show ma la fortuna di un attore è poter vestire panni diversi e ruoli diversi di volta in volta. Il nostro punto forte è sicuramente stato quello di partire da un’esperienza grande e familiare come Stranger Things.

  • Cosa ne pensate della “lotta” tra le piattaforme come Netflix e la loro fruizione da casa e il cinema?

M: È sicuramente molto interessante analizzare questo rapporto. C’è un contrasto molto evidente ma in entrambi i mezzi ci sono anche tanti pro e contro. Mi è difficile pensare che a Netflix potrebbe sostituire la sala cinematografica, è un’alternativa ma non l’unica. E la cosa più interessante è che Stranger Things sottolinea e si sviluppa in un’epoca dove non c’era la connessione.

C: C’è sicuramente un contrasto tra serie e film. Ma oggigiorno le serie si sono elevate su alto livello. La qualità sta aumentando tantissimo e credo che questa sia una cosa importante, avere grande qualità e poter vedere crescere i personaggi aggraverei 15 ore di produzione. Ovviamente non credo che il cinema stiamo morendo, anzi, è bello andare al cinema e vedere la produzione su uno schermo molto grande ma altre cose sono belle vederle sul piccolo schermo.

  • Le persone si sono affezionate, oltre che alla serie, anche al rapporto tra i vostri personaggi. Secondo voi come potrebbero crescere queste storie?

M: Effettivamente sono cresciuti tanto come personaggi sia insieme che individualmente, soprattutto in questa terza stagione, dove questo processo viene evidenziato molto. Tuttavia i registi non sono molto aperti neanche con noi su cosa accadrà in futuro, quello che è certo Jonathan e Nancy che sono partiti da due contesti sociali molto diversi e sono stati uniti dalla necessità di combattere insieme mostri e traumi personali. Ora che i mostri “fisici” sono venuti meno subentra la crescita personale e le paure di tutti i giorni. Cosa farò dopo la scuola? Cosa voglio dalla mia vita? Queste sono le loro nuove sfide e spero che le continuino ad affrontare sia individualmente che come coppia. Spero abbiano abbastanza spazio per farlo.

  • Natalia, sei esplosa qui in un periodo ricco di lotte per le attrici, portate avanti dalle colleghe un po’ più grandi te. Tu come nuova generazione su quali sfide e rivendicazioni pensi di dover lottare e come?  

N: Penso che come donna e come attrice il problema vada oltre l’industria cinematografica. Parliamo a livello mondiale. Il dialogo è sicuramente il modo migliore di parlare di ciò. Per Hollywood spero che ci siano sempre più storie di donne, dirette e scritte da donne. Inoltre vorrei che venissero esplorate maggiormente come tematiche i rapporti tra madre e figlia questo perché se c’è un modo per risolvere la questione è parlarne, metterci sul tavolo e discuterne.

  • Quali personaggi degli anni ‘80, inserireste nella sceneggiatura di Stranger Things?

C: Mi trovi in difficoltà anche se è un ottima domanda I fratelli Duffer avevano inserito già alcuni personaggi dai Gremlins, ma se potessi… non saprei cosa dire, forse ancora da Gremlins o da Ritorno al Futuro? Ma in realtà non saprei davvero.

N: Oh, anch’io!

La terza stagione di Stranger Things è ora disponibile su Netflix.
Quanto amate i personaggi di Nancy e Jonathan?