Elle Fanning torna al cinema con Teen Spirit – A un passo dal sogno, film di debutto alla regia di Max Minghella

Teen Spirit – A un passo dal sogno non è tanto il racconto di una nuova Cenerentola, ma di un distaccamento dalla massa per seguire le proprie passioni e realizzare i propri sogni.

Non solo quelli di Violet (Elle Fanning), che si trova a vivere con una madre apatica e recessiva, in perenne attesa del ritorno di un marito, e padre della protagonista, che non tornerà mai.

Forse, il sogno rincorso è quello di Max Minghella, figlio del compianto Anthony (Il talento di Mr. Ripley, Il paziente inglese), quello di uscire finalmente dal guscio e sbocciare, come la giovane Violet, e dimostrare di essere un regista competente e preparato, in grado di restituire uno stile che si avvicina al padre ma che se ne discosta anche in parte, mettendo un po’ di cuore e un po’ di influenze di chi se n’è andato troppo presto.

Perché quello di Max è uno stile che rievoca il vecchio per assemblarlo al nuovo, contraddistinto da un montaggio che dona un ritmo sostenuto tra una favola moderna e dura realtà, tra cadute indesiderate e forza d’animo celate.

Quello che si vede sul grande schermo è un po’ il cuore di Minghella stesso, che racchiude la storia dei genitori, come il fatto di voler ambientare poco più di metà film nei territori quasi favolistici dell’Isola di Wight, luogo di nascita del padre.

L’occasione per dare vita ai sogni della protagonista (e del regista stesso) si chiama Teen Spirit, un talent show che prevede un solo vincitore canoro.

Eppure, il film non si limita ad affrontare apaticamente tutte le fase previste dal talent e non ne descrive vita, morte e miracoli, così come evita di mostrare il momento clou della fase finale in quel di Londra, puntando più sul riscatto della vita che sulla dimensione relativa del successo.

L’importante è credere in se stessi, fare delle proprie insicurezze e paure un punto di forza, usarle come leva per far emergere il nostro io più profondo, con umiltà e senza perdere candore e un po’ di innocenza che rischiano d’incrinarsi e di perdersi inevitabilmente, senza via di ritorno.

Alcune cose potrebbero essere imputabili al film di debutto di Minghella (che vede anche Jamie Bell tra i produttori esecutivi), tra cui la genericità con cui vengono descritti i personaggi, leggeri e quasi appena delineati (soprattutto se si considerano i ruoli che vanno oltre la protagonista), così come la trama con pochi dettagli e affidata a quel tipo di montaggio di cui si è parlato sopra.

Per quanto riguarda le interpretazioni, sembra quasi inutile dire qualsiasi cosa quando si parla di Elle Fanning, che dimostra di avere una carriera lanciatissima nel settore cinematografico e che potrebbe strizzare l’occhio anche ad una possibile e parallela carriera musicale.

Eppure, sebbene sia un film godibile ma anche abbastanza passeggero, diventa difficile puntare il dito nei confronti del regista quasi trentaquattrenne che, con un passato di attore e qualche esperienza tra sceneggiatura e produzione, si è trovato a un passo dal sogno: diventare artigiano della regia e confrontarsi, lasciarsi influenzare ed elaborare (in questo caso con toni rosei del pop e dei videoclip di genere) uno stile registico che sa di passato e che guarda al futuro.

Teen Spirit uscirà nelle nostre sale il 29 agosto distribuito da Notorious Pictures