In occasione della proiezione della versione restaurata di Miracolo a Milano abbiamo parlato con il Direttore Commerciale di Infinity, che ha collaborato a questa realizzazione: ecco cosa ci ha detto.

Dopo Ladri di bicilette, il Cinemino – in collaborazione con Infinity – ha riproposto un altro capolavoro del cinema italiano nato dalla collaborazione tra Vittorio De Sica e Cesare Zavattini, Miracolo a Milano.

Tratto dal romanzo Totò il buono dello stesso Zavattini, il film del 1951 è tornato in versione restaurata, grazie alla Fondazione Cineteca di Bologna, sulla Croisette dopo la Palma d’oro (ai tempi chiamata Grand Prix) per il film, vinta nel 1951. La versione restaurata, proiettata quest’anno, è stata presentata in occasione del 72° Festival di Cannes, nell’ambito della sezione Cannes Classics.

Oltre alla partecipazione di Mauro Palazzini, Marco Raimondi ed Edoardo Veronesi Carbone, autori del libro Il cinema racconta Milano, la serata che si è svolta ieri è stata organizzata grazie anche al supporto di Infinity, inserita nel programma della Milano Movie Week.

Il restauro di Miracolo a Milano, realizzato dal laboratorio L’Immagine Ritrovata, è promosso da Fondazione Cineteca di Bologna e Compass Film, in collaborazione con Mediaset, Infinity, Artur Cohn e Variety Communications, con Luca Bigazzi a revisionare la copia e a curarne il restauro.

In occasione della proiezione di Miracolo a Milano, abbiamo avuto modo di parlare con Pablo Falanga, direttore commerciale di Infinity.
Ecco, di seguito, cosa è stato detto.

L’evento di questa sera è stato promosso da Infinity e avete collaborato attivamente con la Fondazione Cineteca di Bologna per il restauro.
Quali sono i motivi che vi hanno spinto a fare questo, ad attuare questa collaborazione?

Il motivo è he cerchiamo di portare il più possibile il cinema nelle case degli italiani e per farlo dobbiamo spaziare un po’ tra tutti i titoli, dalle major fino ad arrivare ai titoli italiani blasonati come quello portato al Cinemino.
Per Infinity è importante cercare di focalizzarsi sulla distribuzione del cinema: la promessa che facciamo, cioè il cinema prima di tutto, vogliamo che venga rispettata. Oggi, in un mercato molto frammentato, come quello in cui altri competitor si focalizzano sulle serie tv e chi sullo sport, noi abbiamo trovato un po’ quest’area, un cinema che cerchiamo di far tornare in auge, motivo per cui abbiamo scelto Miracolo a Milano di Vittorio De Sica, poi fortemente voluto dalla fondazione della Cineteca di Bologna che ci ha aiutato a selezionare i titoli.
Noi abbiamo altri titoli restaurati all’interno della nostra offerta, come Mediterraneo e Borotalco. È importante presidiare i titoli nuovi, che sono quelli più visti, ma non disdegnamo il restauro dei titoli, soprattutto quelli italiani. E questo la fa da padrona.

Miracolo a Milano è un film “difficile” da mettere sul mercato, nel senso che il pubblico tende a focalizzarsi sui film appena usciti o comunque recenti.

È assolutamente vero, il pubblico tende a focalizzarsi sui film cosiddetti popolari. Detto questo, la promessa che facciamo, cioè il cinema prima di tutto, fa sì che si focalizzi anche verso gli amanti del cinema.

Per quanto riguarda la collaborazione con Il Cinemino, come è nata e come si sta sviluppando?

Ci auguriamo, innanzitutto, che questa collaborazione abbia un futuro: ha avuto sicuramente un passato, nel senso che l’anno scorso , proprio di questi tempi, abbiamo presentato Kamikazen – Ultima notte a Milano, anch’esso restaurato, che abbiamo avuto modo di presentare qui al Cinemino con una parte del cast. Quella di oggi è l’ennesima volta in cui Infinity, invece di portare il cinema a casa degli italiani, va nella casa del cinema. E ciò fa parte di quella che è la distribuzione del cinema. Siamo sicuri, così facendo, di portare la nostra notorietà a chi è proprio appassionato di cinema, soprattutto quando si tratta di quello meno popolare.

Potrebbe essere, dunque, un modo ulteriore per farsi conoscere in maniera differente, cioè più a contatto con lo spettatore.

Assolutamente sì. Essendo, la nostra, una library che spazia da titoli popolari a titoli, invece, per appassionati come questo, è corretto parlare, per ogni canale, del contenuto più corretto. Quindi, al Cinemino veniamo a parlare di questi titoli.

È interessante notare, dunque, la vostra politica: quella di parlare ad un pubblico più generalista e anche ad un pubblico di nicchia. Invece di concentrarvi su una grande fetta di pubblico, pensate proprio a quella parte che, tendenzialmente, viene sempre un po’ lasciata fuori.

A differenza dei colossi americani, che cercano di comperare quello che fa più volume, a noi interessa cercare di coprire tutto quello che è realmente cinema, quindi, da quello che fa volume a quello che ne fa meno, ma che, in maniera più verticale, si può chiamare cinema, come Miracolo a Milano. Quindi, per coprire veramente gli appassionati di cinema.
Sarebbe difficile andare contro questi colossi, come Amazon, Netflix e via dicendo che autoproducono prodotti che sono molto larghi, spendendo molti soldi per produrre prodotti molto popolari. Tanto larghi da cercare di coprire un pubblico mondiale. Noi non abbiamo questo vincolo, anzi, per essere complementari abbiamo scelto la strada del cinema, che è molto ampia.
A maggior ragione, noi puntiamo sull’Italia e questi titoli, come Miracolo a Milano, si trovano solo sulla nostra piattaforma.
È una scelta di business che ci porta a parlare di cinema alla popolazione italiana. Oggi abbiamo questa velleità.