Durante la Mostra del Cinema di Venezia e dopo aver ricevuto il Leone d’oro alla carriera, Julie Andrews si è raccontata a cuore aperto al pubblico durante una masterclass

Il giorno dopo la consegna del Leone d’oro alla carriera, Julie Andrews ha parlato al pubblico nel corso di una masterclass, raccontando dei suoi inizi cinematografici e del suo rapporto artistico e sentimentale con Blake Edwards.

Se dobbiamo ringraziare qualcuno per la sua carriera cinematografica, quel qualcuno è proprio Walt Disney: infatti, è grazie a lui che l’attrice ha potuto interpretare la governante volante.

Infatti, ben prima di Mary Poppins, Julie Andrews avrebbe dovuto interpretare la protagonista di My Fair Lady che già interpretava a teatro: ruolo negatole dalla Warner per il fatto di non essere molto conosciuto all’epoca, assegnato poi a Audrey Hepburn.

Nell’interpretare la governante del Viale dei Ciliegi, l’attrice ha dichiarato “io credo che Mary Poppins abbia una vita segreta, determinata dai tanti colori sotto le gonne, mentre al di fuori ha un aspetto molto formale. L’idea di una vita segreta, di un’altra personalità, rende il tutto molto più divertente”.

Eppure, prima di girare Tutti insieme appassionatamente, l’attrice non se la sentiva di interpretare la protagonista di un film che, a suo parere, correva il rischio di essere eccessivo, sdolcinato e molto nobile. Così insieme a Robert Wise (West Side Story), si è deciso di optare per realizzare un film che non fosse eccessivo, che potesse raccontare le vicende affrontare in maniera più serie a diretta e che fosse un film per famiglie.

Riguardo a questo film, l’attrice britannica ha parlato di una scena in particolare, quella in cui all’inizio del film corre sulla collina. Nonostante la scena sia posta, appunto, ad inizio film, in realtà è stata girata per ultima e con dei problemi tecnici di un certo tipo: per colpa dell’elicottero che effettuava le riprese dall’altro, l’attrice è caduta più volte, travolta dalla raffica di vento.

Ma durante la masterclass non si è parlato solo di questi due film, ma anche de Il sipario strappato (rimanendo ammaliata dall’estro artistico di Fellini e dalla bellezza di Paul Newman) e del suo rapporto professionale e sentimentale con Blake Edwards.

I due, infatti, hanno realizzato ben sette film insieme – Operazione Crêpe Suzette, Il seme del tamarindo, 10, S.O.B., Victor Victoria, I miei problemi con le donne e Così è la vita – e del loro rapporto l’attrice ha dichiarato “Credo che lui mi capisse molto bene, credo che abbia voluto vedermi non solo come la brava di turno, non solo nei ruoli in cui faccio la brava, ma in qualcosa di diverso”.
Insomma, nei loro 41 anni di matrimonio i due hanno avuto modo di conoscersi molto e di capirsi in maniera approfondita.

Passando poi a Victor Victoria (film proiettato dopo la consegna del Leone d’oro), il timore generale era che il pubblico non recepisse il film e non ne comprendesse a pieno il messaggio, per non parlare del fatto che un’attrice come lei potesse interpretare una donna che finge di essere un uomo che finge di essere una donna.

Per fare ciò, l’attrice ha dovuto studiare gli uomini, capire come si muovessero, come si sedessero e trasformare la sua voce in un tono più profondo.

Inoltre, la realizzazione di Victor Victoria ha goduto di un successo e di una fortuna inconsapevole: il fatto di effettuare le riprese presso i Pinewood Studios, nei pressi di Londra, ha potuto dare al film un tono intimista che, altrimenti, non avrebbe avuto.

Eppure, nel diventare l’icona transgenerazionale che è oggi, Julie Andrews ha dovuto imparare molto, fare molta gavetta: nel libro Home: Work – A Memoir of my Hollywood Years, che verrà rilasciato a metà ottobre, l’attrice ha descritto cosa crea la magia del cinema, cercando di spiegare al pubblico cosa sia la settima arte e cosa significhi fare un film per la prima volta.

Tra i ricordi dei film da lei interpretati e l’incontro con registi che le hanno cambiato la vita e di cui ha un bel ricordo – vedi Alfred Hitchcock e Federico Fellini, incontrato quando l’attrice gli consegnò l’Oscar – c’è stato spazio anche per la sua vita privata, raccontando al pubblico dell’affetto della sua famiglia e del fatto che sia incapace a cucinare e di essere una che non si cuce la bocca.

Photo credits: La Biennale