Tutto il mio folle amore: la recensione del nuovo film di Gabriele Salvatores

Tutto il mio folle amore: la recensione del nuovo film di Gabriele Salvatores

Alla Mostra del Cinema di Venezia è stato presentato Tutto il mio folle amore, il nuovo film diretto da Gabriele Salvatores con Claudio Santamaria, Giulio Pranno, Valeria Golino e Diego Abatantuono

Alla Mostra del Cinema di Venezia, Gabriele Salvatores ha presentato Tutto il mio folle amore, il suo ultimo film realizzato dopo il dittico de Il ragazzo invisibile.

Il regista napoletano (Marrakech Express, Mediterraneo, Puerto Escondido, Quo vadis, baby?, Educazione siberiana), con questo film, ha deciso di tornare al road movie, un genere da lui abbandonato da qualche anno e ripreso con grande armonia e gioia.

In questo caso, Tutto il mio folle amore è ambientato nell’Europa dell’est, lungo il tragitto che collega l’Italia alla Croazia, passando per la Slovenia, diventando a tutti gli effetti un road movie che segue le vicende di Vincent e Willi.

Willi (Claudio Santamaria), che fa il mestiere di cantante, si trova un giorno a pensare alla sua vita e a quel figlio, Vincent (Giulio Pranno), avuto diversi anni prima da Elena (Valeria Golino). Dopo sedici, finalmente Willi decide di conoscerlo e quello che sembrava solo essere un semplice gesto di conoscenza superficiale si trasforma e diventa fonte di un legame profondo tra il padre naturale e quel ragazzo che non è esattamente come egli se lo era immaginato.

I due saranno protagonisti una grande avventura che li porterà a conoscersi vicendevolmente e anche a conoscere meglio se stessi: un viaggio, attraverso i Balcani, che prosegue e si sviluppa sui sentieri della crescita personale e dello scoprirsi fuori dagli schermi. E lo stesso vale per Elena e Mario (il compagno di Elena, interpretato da Diego Abatantuono) che, una volta messi all’inseguimento del figlio, troveranno il modo di dirsi quello che, forse, non si erano e non si sarebbero mai detti.

Non è un caso che Salvatores sia tornato al road movie per raccontare al vita, perché è proprio li che la si trova, mettendo in scena un folle amore che non riesce a trovare un modo per esprimersi a pieno, senza puntare su una confezione troppo drammatica o di pietà.

Perché Willie non si mette a trattare il suo giovane figlio con pietismo, ma lo tratta come se fosse un suo pari, andando oltre le convenzioni, la chiusura e l’insicurezza che, invece, tendono a far parte del carattere della madre di Vincent.

Tutto il mio folle amore si basa sul romanzo Se ti abbraccio non aver paura di Fulvio Ervas che racconta la storia vera di Andrea e Franco Antonello, un padre che decide di lasciare tutto e di compiere un viaggio per l’America, alla scoperta di nuovi ambienti e nuove culture e soprattutto alla scoperta di loro stessi.

Questo road movie non altro che un viaggio alla scoperta di se stessi e dell’altro, un modo per imparare a vivere e convivere, per crescere, diventare uomini convivendo e cercando di abbattere gli ostacoli della vita.

Un film rischioso, che ha richiesto diversi accorgimenti per essere realizzato, per cercare di restituire una che andasse al di là della superficialità e del disturbo autistico, dimostrando come la vita sia fatta di esperienze da cogliere, le stesse che sono in grado di migliorarci con noi stessi e con gli altri.

Al netto di alcune trovate narrative di dubbia utilità alla trama principale, il film di Salvatores fa leva soprattutto sulle interpretazioni, come quella di Claudio Santamaria e del giovane Giulio Pranno, in grado di restituire un’interpretazione unica e costituita dall’essenza di Andrea Antonello, senza dare prova di macchiette o di una performance limitata alla copia.

Tutto il mio folle amore uscirà nelle nostre sale il prossimo 24 ottobre grazie a 01 Distribution.

Circa l'autore

Mara Siviero

Classe 1992, nata e cresciuta con Hitchcock, Stanley Donen e Vincente Minnelli, ama tanto gli anni ’50 che un giorno vorrebbe viverli alla Midnight in Paris. Mentre prova a laureasi in Comunicazione e Culture dei media, guarda film, scrive articoli, guarda film, parla usando citazioni senza neanche accorgersene (ah, e guarda film, l’ha già detto?) e adora viaggiare per allargare i suoi orizzonti. Nutre un amore incondizionato e iperprotettivo per Clark Gable.

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