Tutto il mio folle amore: il ritorno al road movie di Gabriele Salvatores

Tutto il mio folle amore: il ritorno al road movie di Gabriele Salvatores

Alla Venezia 76 si è svolta la conferenza di stampa di Tutto il mio folle amore, il nuovo film di Gabriele Salvatores. Ecco tutto quello che è stato detto riguardo al film e al libro a cui si è ispirato

Alla Mostra del Cinema di Venezia è stato presentato, fuori concorso, il nuovo film di Gabriele Salvatores, Tutto il mio folle amore.

Questa pellicola è stata una nuova opportunità, per il regista napoletano, di tornare sul grande schermo con un road movie, genere che lo ha sempre appasionato e che ha contraddistinto la maggior parte dei suoi film.

E questo ritorno non è stato esattamente un caso: ciò lo si deve al fatto che solo nelle strade si può rintracciare la vita vera, quella vissuta, la scoperta di se stessi e dell’altro.

E se per Valeria Golino, che interpreta la madre di Vincent, protagonista del film, recitare in questo film ha significato un ritorno parziale a Rain Man – L’uomo della pioggia, uno dei primi film che hanno affrontato l’autistmo, per Claudio Santamaria questo film è la messa in scena di un folle amore che non riesce ad esprimersi a pieno.

Secondo l’attore “Il film è ispirato al libro, ma ha in comune il viaggio tra padre e figlio con una forma di autistmo, di un folle amore che non si esprime. Il lavoro è stato interessante, ci si è sorpresi, c’è stata una grande sensibiltà da parte di Gabriele e Giulio (Gabriele Salvatore e Giulio Pranno, il ragazzo protagonista del film, ndr.), il fatto di abbandonarci alla sorpresa come in un vero viaggio, esteriore ed interiore.

Un viaggio a riflesso, verso la scoperta di se stessi. Willi non sa, in realtà, cosa abbia il figlio e non lo tratta con una forma di falso pietismo o con i guanti bianchi, ma lo tratta da pari a pari. Così, Vincent ha la possibilità di esprimere il suo folle amore, diventando uomo”.

Ispirato al romanzo Se ti abbraccio non aver paura di Fulvio Ervas – libro che racconta la storia vera di Andrea a Franco Antonello, padre e figlio con sindorme di autismo che hanno compiuto un viaggio in moto lungo l’America – Giulio Pranno, per interpretare la parte del protagonista ha passato due giorni in casa con la famiglia Antonello.

Inoltre, ha avuto modo di frequentarlo anche durante le riprese e, come dichiarato dal giovane attore “Andrea mi ha aperto gli occhi nei confronti del mio personaggio, facendo sì che non ne realizzassi una copia, ma di riprendere la sua essenza, la sua anima. Andrea è una persona magnetica, frizzante, briosa, con una grande vitalità”.

Per gli sceneggiatori – Umberto Contarello e Sara Mosetti – è stato interessante realizzare uno script che parlasse di tematiche importanti e che riunisse diversi altri elementi ed attori come, ad esempio, far interpretare a Diego Abatantuono il ruolo di un letterato, eliminando i clichè e adattando al ruolo il corpo, la lingua e la sintassi dell’attore.

Inoltre, si è puntato molto anche sulla fluidità, la presenza dell’acqua e i suoi molteplici significati. Come dichiarato dallo stesso regista, l’acqua è un elemento molto importante e si fa anche portatore di diversi significati: in un certo senso, la madre ripartorisce il figlio e non rimane solo il simbolo dell’inconscio, ma assume anche quello del liquido amniotico.

Per i produttori, Marco Cohen e Paolo Del Brocco, realizzare un film del genere ha richiesto una certa dose di rischio, ripagato dal fatto di aver realizzato un film pieno di vita, mai pesante o troppo drammatico, con una piena felicità di vivere.

Da quello che sarebbe dovuto essere un viaggio in terra americana e che poi si è spostato lungo la Dalmazia, il film di Salvatores riprendere la concezione del viaggio tale per cui non è importante la meta, ma il durante, il momento in cui si è anche più vulnerabili e in cui si effettua una continua ricerca su se stessi, essenziale per la propria crescita personale.

Tutto il mio folle amore arriverà nelle nostre sale il prossimo 24 ottobre grazie a 01 Distribution.

Circa l'autore

Mara Siviero

Classe 1992, nata e cresciuta con Hitchcock, Stanley Donen e Vincente Minnelli, ama tanto gli anni ’50 che un giorno vorrebbe viverli alla Midnight in Paris. Mentre prova a laureasi in Comunicazione e Culture dei media, guarda film, scrive articoli, guarda film, parla usando citazioni senza neanche accorgersene (ah, e guarda film, l’ha già detto?) e adora viaggiare per allargare i suoi orizzonti. Nutre un amore incondizionato e iperprotettivo per Clark Gable.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Giocattoli Image Banner 300 x 250

Facebook