In occasione delle première europea di Maleficent – Signora del male, evento di preapertura di Alice nelle città, Angelina Jolie e Michelle Pfeiffer hanno presentato il film a Roma.

Ieri, in quel di Roma, abbiamo partecipato alla conferenza stampa di Maleficent – Signora del Male, il nuovo film Disney in uscita il prossimo 17 ottobre ed evento di preapertura di Alice nelle Città. All’anteprima europea hanno partecipato Angelina Jolie e Michelle Pfeiffer, protagoniste del film e interpreti, rispettivamente, di Malefica e Ingrith.

In Malefica – Signora del male, Malefica e Aurora si trovano a dover affrontare la complessità dei legami famigliari quando le loro strade vengono separate da un matrimonio imminente. A ciò, si uniscono alleanze inaspettate e l’ingresso di nuove forze oscure mai viste.

Il tempo è stato gentile con Malefica e Aurora: il loro rapporto, nato da un tradimento, dalla vendetta e, infine, dall’amore, è cresciuto ed è diventato sempre più forte. Ciononostante, c’è ancora dell’astio tra gli uomini e le creature magiche.

Il matrimonio di Aurora con il Principe Filippo è motivo di festeggiamenti in tutto il Regno e nelle terre vicine, poiché le nozze uniranno i due mondo. Tuttavia, un incontro inaspettato darà vita ad una nuove e potente alleanza: Malefica e Aurora si ritroveranno sui fronti opposti di una Grande Guerra che metterà alla prova la loro realtà e le porterà a chiedersi se potranno essere davvero una famiglia.

Una delle considerazioni più importanti emerse nella conferenza è che le tre protagoniste, Malefica, Aurora e Ingrith siano tre donne molto forti e lo sono in modi diversi: mentre Malefica e Ingrith sono contraddistinte da una dimensione della maternità intensa in modo differente.
Secondo Angelina Jolie:

Malefica diventa madre in un modo molto curioso: pensava di non farlo – così come valeva per me – non crede di poter essere la persona giusta per Aurora e, quindi, si pone un sacco di domande. Per lei, la lotta per essere madre le ha salvato la vita e le ha dato un gran equilibrio.

Per Michelle Pfeiffer:

Ingrith è la madre del suo regno. Prende molto seriamente questo ruolo e farà di tutto per proteggere il suo regno e i suoi abitanti, identificandosi come leader e, in quanto leader, deve far sei sacrifici per un bene più grande.

Per entrambe le attrici è stato entusiasmante entrare nei panni dei loro personaggi. Se per la Jolie fare la fata gigante cattiva è una delle cose più liberatorie che si possano fare, perché permette di ad un artista di poter giocare con il proprio ruolo e con le dinamiche del film, per la Pfeiffer interpretare Ingrith è stata una forma di divertimento, soprattutto per il fatto di averle dato una multidimensionalità.

Parte essenziale del film precedente e di questo sequel sono i rapporti famigliari, soprattutto quello tra Aurora e Malefica: ma cosa fa una vera famiglia?
Secondo Angelina Jolie:

Credo che la famiglia non dipenda solo dal sangue. Sono così fortunata ad avere la famiglia che ho in questa vita, i figli che ho: ho imparato tanto da ognuno di loro. Nel momento in cui il personaggio di Ingrith fa una battuta sulla situazione familiare di Malefica, mi ha toccato delle corde personali tutto ciò lo abbiamo fatto intenzionalmente. Il modo in cui Michelle fa quella battuta mi colpisce in pieno e credo proprio che essendo entrambe madri, anche se magari non di sangue, fa spingere i personaggi al litigio, tanto che essere possono essere comprese in quanto persone e in quanto madri.

Insomma, per ogni personaggio si è cercato di trovare una loro umanità e complessità ed ognuno di loro assume determinate posizioni per un motivo: ad esempio, Ingrith è un personaggio mosso dalla paura e, come detto dalla Jolie, “è interessare alzare un po’ il sipario e capire che le persone che sembrano avere sempre il controllo della situazione non sono così”.

Tornando al fatto che le tre protagoniste siano tutte donni forti alla loro maniera, è stato opportuno sottolineare come Aurora sia molto femminista per la sua dolcezza. Come affermato dalla stessa Jolie, c’è stata proprio una scelta dello sviluppo del personaggio di Aurora:

Se doveva diventare dura, tosta, prendere la spada e combattere per emanciparsi non andava bene, non sarebbe stata Aurora. La sua forza risiede nella dolcezza e nella sua morbidezza: ci sono tanti modi di essere una donna forte, e in questo caso Aurora lo è pur non combattendo fisicamente nel film.

Ma non solo: perché Maleficent parla anche di persone non accettate.
Secondo Michelle Pfeiffer:

Il film tratta dei temi che riguardano il mondo d’oggi: i ragazzini di oggi sono maggiormente esposti ai contenuti e Maleficent è riflesso di tutto questo, tratta il bene e il male in maniera più complessa e questa è una delle cose che ha reso il primo film così fortunato. Nel corso della nostra vita viviamo in un’area grigia per molto tempo, non sappiamo di preciso cosa siano le due cose e credo che questo film tratti in maniera fiabesca argomenti ed emozioni più complesse.

Angelina Jolie, nel fare il film, si è sentita attirata da questa motivazione:

Questo copione mi ha attirato molto per l’idea delle differenze. Io ho rapporti solo con le nazioni unite o con i rifugiati, ma combatto per chiunque si sia mai sentito diverso e non accettato per qualsiasi motivo. In Maleficent viene detto a Malefica che non è buona e che non vale niente perché è diversa e sua figlia viene presa di mira per questo. È inevitabile che queste questioni mi abbiano toccato delle corde: mi arrabbio molto davanti a queste cose. Invece di capire e vedere la bellezza nel diverso e nella diversità e quanto valore essa porti, abbiamo paura, ci allontaniamo e facciamo male agli altri.