DALLA COMICITÀ ASSOLUTA AGLI OSCAR (PAPABILI E STORICI): RENÉE ZELLWEGER COME NON L’AVETE MAI VISTA (NÉ SENTITA)

In vista dell’uscita di Judy (nelle nostre sale dal 16 gennaio 2020), un ruolo che potrebbe valerle un altro Oscar (questa volta nella categoria Miglior Attrice Protagonista), vogliamo omaggiare l’attrice statunitense ricordando cinque ruoli iconici, in cinque distinti momenti della sua strabiliante carriera. 

Il diario di Bridget Jones, 2001 di Sharon Mcguire

Era impossibile non nominare il ruolo più iconico, divertente e spregiudicato di Renée Zellweger, che ad inizio millennio ci ha fatto innamorare di noi stesse: un po’ imperfette, ironiche e tanto romantiche. Tra risate, figuracce e tanto amore, conosciamo una Renée nel suo lancio hollywodiano che le darà la fama di attrice più divertente tanto da dedicarle una trilogia conclusasi nel recente 2016 con Bridget Jones’s Baby. Chi potrebbe mai dimenticare questo suo ruolo, tanto affascinante quanto manifesto della perfetta imperfezione di ogni donna? E soprattutto, come non invidiarla poichè contesa da Hugh Grant e Colin Firth?

CHICAGO, 2002 di Rob Marshall

Tra musical, omicidi, carceri e soubrette, citiamo anche uno dei film più discussi della Zellweger. Ispirato all’omonimo musical del 1975, che alla prima di Broadway ottenne solo un modesto successo, la trasposizione cinematografica di Chicago è accattivante, seducente, tecnicamente ineccepibile. Per Renée è stato il film che ha consacrato il suo inestimabile talento, dimostrando di essere versabile oltremisura, tra parti cantante e danze. A fianco di una Catherine Zeta Jones nel pieno della sua carriera, di un Richard Gere ormai affermato, Renée non sfigura, anzi, si prende il merito e il posto che le spetta tra le star di Hollywood.

Ritorno a Cold Mountain, 2003 di Anthony Minghella

Photo: The Academy

A dieci anni dall’esordio televisivo (avvenuto nel 2003 con il film La vita è un sogno di Linklater), Renée conquista l’Academy con il ruolo di Ruby Thewes in Ritorno a Cold Mountain, a fianco della giovanissima Nicole Kidman e il “bello e dannato” Jude Law. Ambientato durante la guerra di secessione, nel film Renée interpreta il ruolo di una vagabonda piena di energie e molto rude, che arriva in aiuto di Ada per mandare avanti la fattoria di Black Cove. Tra incidenti, minacce e fango, Ruby dovrà lottare per sé stessa, per Ada e per tutte le donne che, durante la guerra, aspettavano invano il ritorno del loro amore.

Case 39, 2009 di Christian Alvart

Dopo l’Oscar, Renée viene ingaggiata per altre due importanti produzioni che la vedono nel ruolo della scrittrice di favole Beatrix in Miss Potter (Noonan, 2006) e nel drammatico Appaloosa (Ed Harris, 2008), fino ad approdare al suo primo ruolo in un film horror con Case 39. Qui, interpreta un’assistente sociale che, presasi carico di una bambina abusata, si affeziona e decide di adottarla. Ma il mistero dietro le violenze domestiche si rivela qualcosa di molto più oscuro. Renée Zellweger convince di nuovo anche in un ruolo che non è nelle sue corde: un horror ben riuscito e una performance da ricordare. 

What If, 2019 di Mike Kelley

Nella lunga lista di successi di Renée mancava da spuntare il piccolo schermo. Dopo un’assenza dai riflettori lunga ben 6 anni (dopo My One and Only del 2010 la rivediamo nel 2016 con Una doppia verità) e, dopo le sterili polemiche legate ai presunti interventi di chirurgia plastica, Renée non si è arresa ed è tornata più carica di prima. Per capirlo basta vederla nella serie tv prodotta da Netflix, What If. Qui, interpreta Anne Montgomery, una ricca benefattrice, una donna disposta a tutto pur di ottenere ciò che vuole, il leitmotiv della serie? Scoprire il suo vero obbiettivo tra inganni, tradimenti, minacce, segreti inconfessabili e proposte indecenti. 

Renée Zellweger torna al cinema il 16 gennaio 2020 con il tanto acclamato e atteso Judy, film che sarà presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma. Il biopic riprende la storia dell’attrice, cantante e ballerina statunitense (nonché madre della famosa Liza Minnelli). Judy ottenne il successo interpretando Dorothy ne Il Mago di Oz (1949) e Vicki Lester in È nata una stella (1954). Il film del 2019 racconta dell’arrivo di Judy a Londra nel lontano ’68 alle prese con il tutto esaurito di un’audience londinese piuttosto esigente. Judy dovrà combattere contro il passare del tempo, le scarse finanze economiche e contro un’immagine da diva che va scomparendo e che lo star system schiaccia e dimentica non appena non resti più nulla da “spremere”. Un altro Oscar per l’attrice? Staremo a vedere.