Dopo aver raccolto nelle sale circa 30mila spettatori in tre giorni, torna al cinema Anne Frank. Vite parallele. Il docu-film scritto e diretto da Sabina Fedeli e Anna Migotto

Anne Frank quest’anno avrebbe compiuto 90 anni. Il docu film a lei dedicato lo racconta attraverso le pagine del diario: un testo straordinario, animato dalla voce di Helen Mirren, che ha fatto conoscere a milioni di lettori in tutto il mondo la tragedia del nazismo, ma anche l’intelligenza brillante e il linguaggio moderno di una ragazzina che voleva diventare scrittrice.

Come sarebbe stata la vita di Anne Frank se avesse potuto vivere dopo Auschwitz? Cosa ne sarebbe stato dei suoi desideri, delle speranze di cui scriveva nei suoi diari? Come avrebbe interpretato la realtà attuale, il rinascente antisemitismo, i nuovi razzismi?

Risposte a queste domande non esistono, ma ci accompagnano per tutto il film: un viaggio catartico nei racconti di chi la tragedia della Shoah l’ha vissuta sulla propria pelle. #Anne Frank. Vite Parallele è il docu-film dedicato all’adolescente più importante del XX secolo.

Tanti quesiti senza risposta. Un talento unico che le vicende novecentesche hanno divorato nella foga dei nazionalismi. L’unica cosa certa è che Anne Frank e la sua storia continuano ad essere il punto di riferimento di molti giovani: il suo diario è un modo di scoprire le tragiche vicende della Seconda Guerra Mondiale attraverso i sogni e le speranze di una ragazzina.

Un libro che tutti dovrebbero leggere, soprattutto chi scrive commenti gratuiti e avanza congetture di fantasia, che ultimamente stanno crescendo a dismisura, legittimati da forze politiche incompetenti e attori di una becera demagogia. Ma non vogliamo entrare nel dettaglio della vicenda di Liliana Segre, per altro tirata in causa più volte dagli ospiti presenti durante la conferenza stampa di presentazione del film, un misfatto dell’attualità italiana che rende chiaro quanto sia ancora necessaria la produzione e la visione di questi film.

Le due registe Sabina Fedeli e Anna Migotto (storiografe e giornaliste televisive) hanno diretto il premio oscar Helen Mirren (per The Queen – La regina, 2007) che, nel bugigattolo di Anne Frank (ricostruito nei minimi dettagli grazie alla collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano) ripercorre alcune pagine del diario di Anne: le più tormentate, le più introspettive, le più intime che Helen recita con grande pathos in una delle sue interpretazioni più credibili che uniscono la fisicità richiesta a teatro e un’espressività tipica della cinematografia. Helen ci ha messo tutto: intensità, crudezza e verità, una verità che lascia completamente inerme l’occhio di chi lo guarda.

Ma l’obiettivo del docu film, come sottolineano le registe, è quello di proporre un modo diverso di raccontare la storia di Anne Frank, più vicino alle nuove generazioni, il cui unico linguaggio comprensibile sembrano essere Instagram, Facebook, gli hashtag e così, un’inedita Martina Gatti, ha il compito di guidarci nei luoghi dove Anne e le superstiti della Shoah hanno vissuto e sofferto continuando ad aggiornare la sua pagina Instagram. “Cosa sognavi? Cosa avresti fatto se fossi sopravvissuta ad Auschwitz?” continua a chiedersi Martina mentre si sposta tra Bergen Belsen, a Westerbork, in Macedonia al memoriale di Skopje, di Parigi, di Milano, a Terezin. Da qui nasce Vite parallele, dove le vite che si intrecciano, si sfiorano e condividono emozioni e dolori sono quelle di Anne e delle sopravvissute ad Auschwitz, grazie alle testimonianze di Helga Weiss, Tatiana e Andra Bucci, Arianna Szorenyi, Sarah Montard, Doris Grozdanovicova, Fanny Hochbaum. Un viaggio fisico ma anche mentale tra i luoghi, i racconti, le testimonianze che oggi, come mai, non devono essere dimenticate.

Un film imperdibile che tiene incollati dall’inizio alla fine dove il cospicuo contenuto di informazioni va a braccetto con una struttura multistrato ben proporzionata e che non annoia mai. La trasposizione cinematografica è un’occasione più unica che rara per poter godere di un film interessante e ben girato.

In occasione dell’uscita del docu-film, nasce anche il profilo Instagram @CaraAnneFrankdove giovani e adulti possono raccontare i loro pensieri ed emozioni sul tema della memoria.