Stephen King’s Doctor Sleep è il seguito della storia di Danny Torrance, a 40 anni dalla sua terrificante permanenza all’Overlook Hotel in Shining

Danny Torrance è cresciuto, ma i fantasmi del passato ancora lo tormentano e il presente non è tanto meglio, tra problemi economici e alcolismo. Ma Dan riesce a risollevarsi: si trasferisce in una tranquilla cittadina, conosce un amico fidato che lo aiuta nel percorso di disintossicazione e viene assunto come inserviente in una casa di riposo, dove trova un modo per utilizzare benevolmente la propria luccicanza. Il suo destino si incrocia con quello della giovane Abra, anch’essa in possesso di (straordinari) poteri magici, che lo contatta per chiedergli aiuto per fermare una setta di strani individui che girovaga per l’America uccidendo le persone dotate di luccicanza e cibandosi di essa. 

Stephen King aveva rischiato notevolmente pubblicando nel 2013 il sequel del suo celebre romanzo The Shining (1977), che, a seguito del capolavoro di Kubrick datato 1980, aveva acquisito uno status di classico intoccabile. E l’operazione di trasposizione cinematografica sembrava ancora più ardua: l’iconografia dello Shining di Kubrick era qualcosa di intoccabile, scolpito nell’immaginario comune e parte della storia del cinema.

Affrontare una tale impresa poteva spaventare più di una notte all’Overlook Hotel. Ma dopo lo straordinario successo di It nel 2017, la Warner Bros., accortasi del potenziale economico del progetto, ha presto individuato un regista a cui affidare il progetto: Mike Flanagan, già celebre in campo horror per OculusIl gioco di Gerald e la serie Netflix The Haunting of Hill House. La trasposizione di Doctor Sleep è un’impresa riuscita?

doctor sleep

Era indubbiamente impossibile ignorare l’universo creato da Kubrick nel 1980, e in effetti Flanagan non può che adattarsi a quella visione: il prologo di Doctor Sleep è una sorta di rifacimento di alcune scene del film originale, rigirate per l’occasione con nuovi attori. Se l’operazione ad un primo sguardo può lasciare interdetti, con l’avanzare del film capiamo che il richiamo all’infanzia di Danny era assolutamente necessario per introdurre alcuni dei temi principali del film: il superamento delle paure più profonde e la maturazione personale vista come un riscatto. Il destino di Dan è un percorso di redenzione volto a espiare non solo le proprie colpe, ma anche quelle del padre Jack. L’interpretazione di Ewan McGregor è misurata ma compassionevole, agli antipodi della performance attoriale di Nicholson. 

Se The Shining vedeva protagonista un innocente bambino non ancora pronto per l’orrore del mondo degli adulti, Doctor Sleep affianca al personaggio principale di Dan la giovane e coraggiosa Abra, interpretata con grande sicurezza da Kyliegh Curran. Il suo personaggio è costretto a fare i conti con la stravagante ma temibile setta capitanata da Rose Cilidro, rappresentata come un’affascinante hippie dal look un po’ eccessivamente retrò. Gioca a suo favore l’ottima interpretazione di Rebecca Ferguson, che dona al personaggio un fascino veramente magnetico. 

La durata di Doctor Sleep sfiora le 2 ore e mezza, un minutaggio che poteva essere veramente letale, ma qui entra in gioco la grande varietà della pellicola: se la vicenda di Danny è chiaramente fedele al più classico stile dell’horror sovrannaturale, il filone riguardante Abra e la setta di Rose Cilindro è molto più vicino a delle atmosfere fanta-horror che per certi versi richiama ai capitoli più oscuri di Harry Potter. Una scelta rischiosa, ma è forse grazie a questa svolta fantastica che Doctor Sleep riesce a trovare una propria identità. La narrazione è avvincente ed incalzante, indubbiamente aiutata da un cast che ben amalgama celebri star e facce più sconosciute. La fotografia è carica d’atmosfera, ben dosata tra luci crepuscolari e colori autunnali. Asso nella manica, sopratutto per i nostalgici, è la colonna sonora, composta per lo più da rimaneggiamenti della score originale del film di Kubrick. 

Photo Credits: Warner Bros.