Photo: Netflix

Marco Mengoni, Carla Signoris e Francesco Pannofino presentano Klaus, il primo lungometraggio d’animazione di Netflix, disponibile dal 15 novembre in tutto il mondo

Netflix apre le porte per la prima volta all’animazione e lo fa con Klaus, lungometraggio animato, ideato e diretto da Sergio Pablos – co-ideatore di Cattivissimo me, animatore in Hercules e character designer di Rio – che sarà disponibile in tutto il mondo dal 15 novembre.

Klaus si inserisce abilmente nel filone dei film di Natale e lo fa in modo del tutto originale, portando lo spettatore alla ricerca delle origini di un personaggio amatissimo da grandi e piccini: Babbo Natale. Ed è un ritorno alla tradizione anche per il tipo di animazione utilizzata: il disegno fatto a mano in 2D che prende vita attraverso il digitale.

A dare la voce al postino Jesper, protagonista del film, a pochi mesi dal suo Simba de Il Re Leone, Marco Mengoni, sorprendente in queste nuove vesti: “sono felice, questo personaggio mi ha dato più di quanto mi aspettassi: è un viziato bipolare, molto sensibile, con alcune caratteristiche che mi corrispondono. Ho avuto la possibilità di “darmi” di più. Mi sono impegnato molto. Spero si senta! Continuerò? Se mi danno l’opportunità di farlo, sicuramente sì. Certo è stancante, ma le cose più stancanti e più difficili sono le più belle, perché sono quelle dove ci metti ancora più impegno.”

Al suo fianco, Francesco Pannofino, perfetto con la sua profondità vocale, nel doppiare Klaus, il boscaiolo che diventa Babbo Natale: “È un mestiere faticoso, poi i film animati ti chiedono di andare sopra le righe. Il mio lavoro più faticoso in assoluto è stato il Diavolo della serie Mucca & Pollo, sembra strano dirlo!”, e Carla Signoris, indimenticabile nelle pinne del pesciolino Dory, qui nei panni della capoclan Mrs. Krum, la cattiva della storia: “Secondo me i doppiatori hanno superpoteri: devi essere multitasking, guardare la luce rossa, leggere le labbra del tuo personaggio, il testo e magari in cuffia sentire l’originale. È veramente un casino. Ogni volta che mi chiedono di farlo so che andrò lì a dimagrire!”

Tutti e tre hanno, poi, sottolineato di essersi emozionati nel rivedere il film finito soprattutto per alcune corde emotive che tocca: “Il film l’ho visto ieri in treno per intero per la prima volta e mi sono anche un po’ estraniato dalla mia voce. E mi sono concesso un po’ di sana emozione!” ci confessa Mengoni.

“Vabbè che io sono un piagnone, ma il film tocca corde emotive particolari. Da alcuni punti di vista mi ha ricordato Polar Express, doppiai anche quello, all’inizio dovevo fare solo il Capostazione e alla fine feci tutti i ruoli di Hanks tranne uno. Ma in generale mi piace piangere coi film di Natale” sottolinea Pannofino.

Gli fa eco la  Signoris, che racconta di averlo visto con suo figlio diciannovenne che si è commosso ma ha anche apprezzato la storia delle origini di Babbo Natale: “Ti libera da quell’immagine del Babbo Natale della Coca-Cola!”

Klaus, che è stato prodotto interamente a Madrid, in Spagna, e realizzato da un team internazionale composto da alcuni dei più talentuosi disegnatori a mano provenienti da tutto il mondo, sarà solo il primo di una lunga serie di film animati che arriveranno tra il 2020 e il 2021, tra cui l’attesissimo Pinocchio di Guillermo del Toro.

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