7 Sconosciuti a El Royale, film d’apertura della 13a edizione della Festa del Cinema di Roma, arriva al cinema dal 25 ottobre

7 Sconosciuti a El Royale, prodotto dalla 20th Century Fox, è stata la pellicola d’apertura (il termine non è casuale) della 13° edizione della Festa del Cinema di Roma scaldando il pubblico prima dell’uscita ufficiale nelle nostre sale, che avverrà il prossimo 25 ottobre.

Questa la sinossi del film:

All’interno di un misterioso e fatiscente hotel al confine tra California e Nevada, l’El Royale sul lago Tahoe, si tiene l’incontro tra  sette estranei, ognuno con un passato da nascondere e un segreto da proteggere. La notte del loro arrivo sarà un momento decisivo: tutti avranno un’ultima, fatidica possibilità di redenzione. 

Attualmente il pubblico cinematografico è diviso in due, grandi fazioni: chi apprezza remake, sequel, prequel e spin-off, spinti dalla curiosità di rivedere in sala le storie e i personaggi che hanno tanto amato, senza rischiare eccessivamente e garantendo un incasso sicuro per i produttori, e chi, carichi dello stesso sentimento, porta avanti una lotta sperando che le grandi case di produzione decidano di favorire la realizzazione di film completamente originali.

La 20th Century Fox, forse ascoltando i secondi, ha permesso di mettere in cantiere a Drew Goddard una colossale opera come Bad Times  at the El Royale (questo il titolo originale).

Nato dalla mente (e dalla penna) dello stesso regista, il film è quello che solitamente si definisce come due ore di intrattenimento puro.

In una gigantesca location, tra stupefacenti pianisequenza e ricorrenti primi piani, in modo molto spontaneo e naturale conosciamo la storia di 7 personaggi che non cercano il proprio autore ma la propria salvezza, cercando di sottrarsi con corde, pistole e rischiosi giochi dall’eterna lotta tra il bene e il male.

Tuttavia l’originalità della produzione sulla carta non è la stessa nella sua realizzazione.
il film risulta alquanto tarantiniano, sia per la presenza assolutamente non edulcorata del sangue che per la suddivisione in capitoli e per quel filo conduttore con The Hateful Eight dettato dall’unica location e dalla base della trama. Nonostante ciò, che non necessariamente deve esser visto come controproducente, visivamente ci viene regalato uno spettacolo unico, neo-barocco, che con una splendida fotografia, un’eccellente composizione dell’immagine e quella suggestione data dall’avere girato in pellicola l’intero film incanterà i vostri occhi (e sotto questo punto di vista si allontana dall’ultima produzione di Quentin Tarantino).

Ricco di musica (in linea con le tendenze del cinema di oggi) ma soprattutto di colpi di scena pronti a ribaltare la scena, la prospettiva e gli eventi narrati, 7 Sconosciuti a El Royale porta all’esasperazione i dubbi dell’uomo mostrandoli sotto più sfaccettature, come se ci trovassimo in un videogioco e potessimo cambiare camera, riuscendo a collegarli tra loro nonostante la diversità dei protagonisti presentati.

Debolezze e paure, buoni e cattivi, è un’eterna lotta quella che vi accomunerà alle anime ideate dal regista, che accantonando la critica alla struttura del film già arrivata in sala poco più di tre anni fa, funziona e incanta secondo dopo secondo.