Venerdì 27 aprile, in quel di Roma, si è tenuta la conferenza stampa del film A Beautiful Day. Una conferenza che ha visto la presenza della regista Lynne Ramsay e dell’attore protagonista, Joaquin Phoenix.

Joe (Joaquin Phoenix) è un ex marine e agente FBI, che vive nella sua casa d’infanzia e si prende cura della madre. La sua vita, però, non è facile perché è tormentata da continui flashback del suo passato violento.
Disposto a sacrificarsi pur di salvare delle vite innocenti, Joe si guadagna da vivere liberando delle giovani ragazze dalla schiavitù sessuale. Un giorno viene contattato da un famoso politico newyorkese, che crede che sua figlia Nina sia stata rapita da una di queste organizzazioni e che sia stata costretta a prostituirsi. Il coraggioso ex militare accetta il lavoro e grazie al suo sangue freddo riesce a liberare la ragazzina, ma scopre che dietro al suo rapimento ci sono delle persone corrotte e molto potenti. Così Joe si rende conto che questa volta si tratta di una faccenda molto più grande di lui e che per risolverla avrà bisogno di aiuto.

La conferenza stampa inizia subito con una domanda per la regista, alla quale si chiede da dove arrivi la sua originalità visiva, il tipo di narrazione che a poco a che fare con quello che si vede solitamente al cinema, per poi chiedere a Phoenix come abbia costruito il personaggio e quali siano state le ispirazioni.
A Lynne Ramsay piace fare un tipo di cinema dove recitazione e montaggio si uniscono e si cercano per dare luogo a qualcosa di spettacolare <<oggi siamo abituati ai film spettacolari, una serie di modi di narrare e raccontare>>.
Parlando del personaggio protagonista, Joe, Phoenix dice di averlo costruito, partendo dalla sceneggiatura e da grandi chiacchierate con la regista, che <<sembravano andare come un labirinto, non portavano da nessuna parte>>.
Per formare il personaggio, Phoenix si è impegnato nella lettura, studiando circa lo sviluppo del cervello in età infantile, come e che influenza possono avere le esperienze di abuso.

Successivamente viene chiesto alla Ramsay se si sia ispirata a fatti di cronaca e a Phoenix se ci siano degli insegnamenti, indicazioni ricevuti da bambino che continuano accompagnarlo (nel film viene più volte detta dal protagonista, la frase “schiena dritta”.

Mentre la regista dice di essersi inizialmente ispirata al libro pur cambiando diverse cose, come l’ultimo atto, il personaggio della madre di Joe con un ampliamento del loro rapporto famigliare e con continue modifiche apportate alla sceneggiatura (con apporto del direttore della fotografia, dello scenografo e Joaquin), lo stesso Phoenix dice di ricordare bene due moniti che i suoi genitori gli hanno insegnato: ricorda di fare agli altri quello che vorresti facessero a te e segui la tua cazzo di verità <<forse cazzo non lo dicevano, a me piace metterlo>>.

Nel film Joe si definisce un sicario più che un giustiziere. Un duro che rivela tenerezza nei confronti della madre e della ragazza che lui stesso aiuta. Per Phoenix, questa parte buona del protagonista, si è evoluta piano piano. <<C’è una parte di buono in Joe, e non credo di esserne stato consapevole dall’inizio. Uno si concentra su alcune scene e si trascura qualcos’altro>>.
Per Phoenix è stato importante mostrare entrambe la facce del suo personaggio, non solo quella violenta ma anche quella buona, mostrare il conflitto interiore che vive e, nel mentre, mostrare il rapporto con la madre, anziana e malata.
Mostrare questi due aspetti nella stessa scena è difficile, e raramente avviene.

Il film è stato scritto da Lynne Ramsay stessa mentre era in Grecia, a Santorini, con un silenzio quasi totale. Quando le è stato chiesto quale fosse il suo rapporto con la musica del film (la colonna sonora è stata scritta da Jonny Greenwood, chitarrista dei Radiohead) <<Mi piace dare indicazioni sui suoni, dei punti di vista, senza riferimenti tecnici. Quando sono andata a New York e ho sentito parte della musica, sembrava il suono dell’inferno. La musica diventa come un personaggio, ci si aspetta qualcosa e poi la musica porta altrove. La collaborazione con l’autore delle musiche è avvenuta in economia, magari mandavo un pezzo di girato di una decina di minuti e lui costruiva le musiche, mi mandava dei file audio e tagliavamo e montavamo poi il girato in base alla musica>>.

Ma a Joaquin, che il film abbia avuto un basso budget, non interessa. <<Non decido se fare parte di un film in base ai soldi, ma in base alle persone coinvolte. Mi interessa il materiale, la sostanza, chi vi lavora. È stata una grande gioia lavorare in questo film, so per Lynn è stato difficile lavorare a ritmo serrato con un attore che non ha molto tempo a disposizione, cercando di fare in ogni ripresa, in ogni inquadratura, qualcosa di diverso per capire cosa potesse funzionare meglio. Io la ringrazio per avermi potuto dare l’opportunità di correre questo rischio>>.

A Beautiful Day arriverà nelle nostre sale l’1 maggio distribuito da Eurovision, in associazione con Dragon Production. A questo film è stata data totale fiducia e stima, nonostante il fatto che il film uscirà in un momento cinematografico stravolto dalla presenza di Loro e di Avengers: Infinity War.
A Beautiful Day sarà distribuito in 100 copie e con questo titolo (l’originale è You Were Never Really Here).

Photo Credits: Europictures Italia