Ci sono attori che ti accompagnano nel corso della tua vita. Li vedi in moltissimi film che ti sono piaciuti e hanno, ormai, un volto familiare. Quello di un parente alla lontana che fa sempre piacere rivedere quando capita. Bill Paxton era uno di quelli. Purtroppo deceduto all’età di 61 anni in seguito a un’operazione.

Un attore dal sorriso rassicurante che era presente in molti film cult della mia generazione. C’era in “Terminator”, “Aliens”. Era uno dei tre astronauti di “Apollo 13”, quelli che dicevano: Houston, abbiamo un problema. Andava a caccia di tornado nel blockbuster “Twister”. Ma, sicuramente, interpretando il cacciatore di tesori  Brock Lovettche ha avuto più visibilità. Quello che conduceva una spedizione per recuperare dal relitto di una transatlantico naufragato un favoloso diamante chiamato il Cuore dell’Oceano. Quel film era Titanic. Pellicola che è entrata di diritto nell’olimpo dei classici del cinema, campione di incassi e pluripremiato.

Nel 2001 Bill Paxton aveva anche debuttato come regista nel film “Frailty – Nessuno è al sicuro” inusuale thriller interpretato, tra gli altri, da  Matthew McConaughey. Esperienza che ripeterà qualche anno più tardi dirigendo “Il più bel gioco della mia vita”

Per anni è stato anche protagonista di “Big Love” una serie Tv in cui  interpretava un poligamo con tre mogli. Qualche giorno fa, casualmente, ho visto su Netflix un film intitolato “Cani sciolti” un film d’azione senza troppe pretese interpretato da Denzel Washington e Mark Wahlberg. L’antagonista era Bill Paxton. Baffuto, corrotto ed estremamente sadico. Lontano anni luce da quel sorriso rassicurante a cui ci aveva abituato. Ho pensato che ci sono attori che non hanno le caratteristiche per essere sempre protagonisti  ma che sanno recitare qualsiasi parte con grande professionalità.  E spesso ci dimentichiamo che è grazie a loro se i film funzionano.
Era sempre piacevole vedere Bill Paxton, ti faceva sentire al sicuro.

A cura di Claudio Marinaccio

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