In attesa di vedere al cinema la nuova trasposizione cinematografica della sua opera Assassinio sull’Orient Express
che vi ricordiamo uscirà il 30 novembre, vi raccontiamo di quando Agatha Christie scomparve e si vendicò del marito.

Quello del dicembre 1926 aveva tutti gli ingredienti per diventare il mistero del secolo: un marito a spasso con l’amante, soldi in ballo, una moglie tradita che scompare, il ritrovamento della sua auto, una medium, Conan Doyle. E Agatha Christie.

Perché quella che stiamo raccontando è la temporanea sparizione della celebre scrittrice, un buco nero esistenziale durato 11 giorni dei quali nessuno ha saputo e sa nulla, terminato con il suo ritrovamento in un lussuoso albergo termale.

Ma cosa fece Agatha Christie in quegli 11 freddi e bizzarri giorni del dicembre 1926?

Vale la pena fare qualche passo indietro.

Era il 1926 e Agatha era un nome noto nella letteratura europea, con alle spalle la pubblicazione di 6 romanzi di successo, tra cui il celebre L’assassino di Roger Akroyd. Nonostante la gratificazione personale, per la scrittrice non è un bel periodo: nello stesso anno in cui muore l’amata madre, il matrimonio con il Colonnello Archibald, dal quale era nata Rosalind di 7 anni, vive una fase piuttosto turbolenta. Il segreto di pulcinella che si sussurrava nei salotti bene riguarda la smodata passione del Colonnello per le gonne e la sua romantica tresca con la sua segretaria (l’originalità evidentemente era dote esclusiva di Agatha), tale Nancy Neele, conosciuta su quei campi da golf ai quali era stato iniziato proprio dall’ignara consorte.

È la sera del 3 dicembre 1926. Agatha e Archie discutono animatamente della figlia, del patrimonio, dei tradimenti. A un certo punto lui comunica che sta per partire per un fine settimana nel Surrey con la sua amante. E se ne va. Alle 21.45 Agatha si prepara, dà il bacio della buonanotte alla sua bambina, ed esce di casa, rassicurando la servitù su un suo viaggio nello Yorkshire. Poi svanisce nel nulla.

Lapidario il comunicato della Polizia: “E’ scomparsa dalla propria casa Styles, situata a Sunningdale, nel Berkshire, Mrs Agatha Christie, moglie del colonnello Christie, di 35 anni, alta 5 piedi e 7 pollici, capelli biondo cenere tagliati corti, occhi grigi, carnagione chiara, robusta, vestita con una gonna di maglia grigia, un maglione verde, un cardigan grigio scuro, un piccolo cappello di feltro verde, con un anello d’oro con una perla. E’ partita da casa con una Morris Cowley alle 9,45 di venerdì sera, lasciando un biglietto in cui diceva di andare a fare una gita in auto. La mattina seguente la macchina è stata trovata abbandonata a Newlands Corner”.

I giornali si buttano a pesce sulla notizia succulenta, il Daily News offre 100 sterline a chi può fornire informazioni utili. Si muovono mille agenti e oltre 15 mila volontari e nella ricerca viene addirittura coinvolto nientepopodimeno che Arthur Conan Doyle, che consegna a una medium amica sua un guanto appartenuto alla Christie. La relazione tra il Colonnello e la segretaria diventa di dominio pubblico e si comincia a temere per la sorte della scrittrice. Sono in molti a pensare che il marito fedifrago, pur di ottenere il patrimonio familiare e vivere liberamente la sua tresca, abbia pensato di eliminare il problema alla radice. Altri credono che la disperazione abbia addirittura spinto Agatha a scegliere di morire, di uccidersi e porre fine ai suoi tormenti. I più cinici, invece, hanno visto nel mistero un’astuta mossa di marketing moderno per promuovere il romanzo in uscita.

Poi, la svolta. Il 14 dicembre una turista segnala una donna straordinariamente somigliante alla Regina del giallo all’Hotel Hydro, stazione termale dello Yorkshire. Si era registrata con lo pseudonimo di Teresa Neele, curiosamente lo stesso cognome della segretaria golfista entrata nel cuore del caro Archie. Alla polizia dice di non ricordare cosa ci facesse in quell’albergo e al momento di incontrare il marito, lo scambia per suo fratello. Per i dottori non ci sono dubbi: crisi amnesica da psicosi. Caso chiuso.

Però. Però davvero una mente geniale come quella di Agatha Christie può essere andata in stand-by per il dolore del tradimento? Basta leggere alcuni dei suoi romanzi per scorgere una lucidità, una determinazione tale che sembra davvero impossibile crederla sola, sperduta e smemorata a fare i fanghi.

La verità è che non sapremo mai esattamente cosa volesse fare. Lei non ha mai parlato dell’episodio e nessuna delle sue biografie chiarisce i mille dubbi sulla sua temporanea scomparsa. Restano in piedi le ipotesi che riguardano il marito, ovvero la volontà di far ricadere su di lui la colpa della sua sparizione, magari provando a farlo accusare di omicidio. Qualcuno addirittura pensò che lei volesse uccidersi e lasciare che l’opinione pubblica divorasse il Colonnello. Forse, la verità, è più semplice di quelle arzigogolate proposte in questi anni. Forse Agatha Christie voleva semplicemente far andare di traverso a marito e amichetta il fine settimana, rompere le uova nel paniere. Voleva vendicarsi comunicando a tutto il mondo come il suo uomo la trattasse, e lo ha fatto seminando indizi, depistando e non contraddicendosi mai. Insomma, come diceva ogni tanto: “La stupidità è il peccato che non viene mai perdonato e sempre punito”.

Capito, Archie?

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