“Zitto e nuota” dice lei, “Zitto e leggi”, dico io.
Dove eravamo rimasti?

E’ risaputo, quando si parla di lei potreste soffrire di episodi di perdita di memoria a breve termine. Tranquilli, tranquilli. E’ praticamente impossibile dimenticarsi della mirabolante avventura che coinvolse Marlin e Dory nel capolavoro Disney Pixar del 2003. Marlin, un padre troppo protettivo, vagava alla ricerca del piccolo Nemo che, ribelle e impavido, aveva deciso di disobbedire agli ordini del genitore. Risultato? Venne catturato da un sub e con un motoscafo (o motoschifo) si allontanava: destinazione Sidney. Superati squali, correnti oceaniche, meduse, gabbiani, piccioni, balene e bambini indemoniati Marlin ritrovava Nemo e vissero tutti felici e contenti. E’ altrettanto risaputo che un eroe Disney può vivere tranquillo e sereno solo per qualche anno e, nel caso di Marlin, Dory e Nemo ne sono passati ben 13. Eccoci quindi di nuovo qui, nella Grande Barriera Corallina dell’Oceano Pacifico, ad ammirare l’ultima opera della casa di produzione più amata di sempre.

Abbiamo visto in anteprima “Alla Ricerca di Dory” che sarà nelle nostre sale dal 15 settembre e, come volevasi dimostrare, si è rivelato ai nostri occhi un meraviglioso film di animazione, commovente, intriso di buoni sentimenti, pieno di umorismo e di solidità narrativa in grado di intrattenere anche il pubblico adulto. Il film è stato distribuito nelle sale cinematografiche statunitensi il 17 giugno 2016 ed ecco quella che è la sinossi ufficiale rilasciata dalla Disney:

Dory inizia ad avere sogni frammentari e flashback della propria vita prima di incontrare Marlin e Nemo, in particolare dei suoi genitori. Dopo aver sentito una lezione di Mr. Ray sulla migrazione, dove animali marini usano l’istinto per tornare a casa, i ricordi di Dory vengono innescati e lei ha il bisogno improvviso di trovare i suoi genitori, solo ricordando vagamente che vivono a “Jewel di Morro Bay, California”. Marlin, ancorché riluttante, accetta di accompagnare Dory. Con l’aiuto di Scorza, Dory, Marlin e Nemo cavalcano la corrente oceanica fino in California.”

 

C’è da considerare principalmente un aspetto: pur muovendosi sullo stesso filone narrativo del prequel, qui abbiamo un palese ribaltamento di prospettiva dato dal fatto che questa volta vediamo una figlia impegnata alla ricerca dei suoi genitori e non un genitore alla ricerca del figlio: la famiglia, come sempre, è il valore preferito dalla Disney, che tu sia un paracanthurus hepatus (pesce chirurgo) o una principessa di Arendelle. Alla ricerca di Dory è molto di più: oltre ad ammirare la tecnica strepitosa con cui viene messo sullo schermo un oceano digitale semprè più perfetto, possiamo contemplare e apprezzarne l’interno di un parco di divertimenti acquatico. Oltre al valore integerrimo della “famiglia” Dory esplorerà il valore dell’amicizia grazie a tre personaggi riuscitissimi: Hank, Destiny e Bailey, rispettivamente un polipo rosso, uno squalo balena e un beluga. Non mancheranno gag esilaranti che faranno ridere grandi e piccini.
Hank e Dory. Photo Credits: Disney Pixar.
Riuscirà Dory a trovare i suoi genitori? Questo non ve lo diciamo e vi invitiamo a trascorrere una serata al cinema per nuotare con i nostri tre pesciolini preferiti.

Siamo certi che questo film farà parlare di sè anche durante la prossima edizione degli Oscar® giocandosi il premio finale con Oceania (Natale 2016) con Pets e con Sing, lungometraggio di animazione targato Universal Pictures. Buona Visione!

Testo: Roberta – My Red Carpet Photo Credits: Disney Pixar

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