L’assassinio di Gianni Versace è la seconda stagione della serie antologica di FX American Crime Story, che nel 2016 ha ottenuto un enorme successo di critica e pubblico raccontando la nota vicenda giudiziaria di O.J. Simpson. Fin dalle prime notizie riguardanti il tema della nuova stagione, la serie FX si è attirata gli sguardi curiosi degli spettatori, ma allo stesso tempo – come per ogni biopic – ha generato dubbi sull’accuratezza e la veridicità della messa in scena. Pochi giorni prima della messa in onda, è giunto il comunicato ufficiale da parte dell’azienda Versace, che prende le distanze da quanto mostrato all’interno della serie.

Nel teso e presago incipit del primo episodio, osserviamo da vicino gli ultimi minuti della vita di Gianni Versace (interpretato dal somigliantissimo Édgar Ramírez). L’opulenza della villa di famiglia, la fierezza dello stilista ed il nome stesso della maison verranno macchiati di sangue da Andy Cunanan (un convincente Darren Criss) , un giovane di origini filippine ed italiane, che – come i successivi minuti dell’episodio ci mostreranno – era giunto in America proprio con l’intenzione di farsi strada nel scintillante mondo della moda. L’icona della moda era divenuta per il giovane Cunanan una vera e propria ossessione.

Il modus operandi del giovane killer passa per bugie ed artificiosi e teatrali racconti di una fittizia vita passata, il tutto compiuto con lo scopo di ammaliare l’ispirato stilista in continua ricerca di nuove ispirazioni per la sua arte. Il fidanzato di Gianni Versace, Antonio D’Amico (interpretato da Ricky Martin), cela un segreto che potrebbe intaccare la reputazione dello stilista. La vicenda alterna avvenimenti dei primi anni ’90, mostrandoci le origini del rapporto tra Cunanan e Versace, ed il 1997, l’anno in cui lo stilista perderà la vita.

Pénelope Cruz interpreta il ruolo più difficile di questa stagione: Donatella Versace. Con grande conoscenza della fisicità e delle movenze della stilista, la Cruz porta in scena con grande eleganza la “vedova” Versace. È ora compito di Donatella gestire l’intera maison, nel periodo più buio per la casa Versace.

La ricostruzione storica è stata compiuta con gran cura, siccome catturare l’essenza dello stile Versace senza scadere nell’eccessivo e nel pacchiano non dev’essere stato un compito facile. Lo scenario di L’Assassinio di Gianni Versace è curato e convincente: costumi, trucco ed architetture sono divisi tra le due facce di Miami, quella lussuosa e dorata della maison protagonista e quella degradata e povera in cui Cunanan deve vivere mentre cerca di raggiungere i “piani alti” della moda. Un’affresco spaccato a metà tra eleganza e violenza. Sappiamo come la storia andrà a finire, ma l’abilità con cui essa ci viene raccontata è indubbiamente attraente.

Photo credits: FX, EW Magazine.