A pochi giorni dalla prima italiana, vale la pena preparare i bagagli e rinfrescarci la memoria su quel monumento della cinematografia gialla che è Assassinio sull’Orient Express, tratto dall’omonima pietra miliare scritta da Agatha Christie nel 1934 che divenne un successo mondiale grazie alla sua trama e al geniale finale a sorpresa.

Sul treno

Cominciamo da lui, dal protagonista: l’Orient Express, ovvero un lussuoso treno passeggeri che collegava Parigi a Istanbul, Costantinopoli fino a qualche anno fa. Oltre 2.200 chilometri di rotaie, e tre diversi tragitti, che dal 1883 al 1977 lambivano Austria, Jugoslavia (non ancora ex) e Bulgaria regalando viaggi talmente emozionanti e iconici che sono finiti anche in altre pellicole come Dracula di Bram Stoker, 007 dalla Russia con amore di Terence Young, Il treno d’Istanbul di Graham Green, Orient Express – Viaggio senza ritorno di Mark Roper. Per amore di precisione, il viaggio descritto dalla Christie corrisponde al tragitto Simplon Orient Express.

 

Sulle première

Cominciamo dall’ultima in ordine cronologico, quella che si è svolta a Londra lo scorso 5 novembre. Spettacolare la scenografia, che ha visto la locomotiva originale esposta accanto al teatro, fatta arrivare direttamente da Parigi per l’occasione. Ma la première mondiale londinese del mese scorso sarà ricordata per altro: ha visto un barcollante Johnny Depp percorrere il red carpet sorretto dalla sua guardia del corpo, con il papillon slacciato sulla camicia immacolata. Alcune foto della passeggiata stentata hanno fatto il giro del mondo, alimentando il disgusto degli hater che propendono per l’ipotesi etilica frutto di una serata brava ad alta gradazione, l’ennesima conferma del periodo devastante vissuto dall’attore. I fan invece gridano al complotto, e credono al comunicato stampa diramato successivamente che recita “Questa notizia è completamente falsa. Johnny non era ubriaco ed è arrivato all’anteprima direttamente dal set. La sua guardia del corpo lo stava accompagnando sul red carpet, come ha sempre fatto da diversi anni a questa parte”.

 

assassinio sull'orient express

Più altolocato e meno pittoresco il parterre della prima mondiale della versione del 1974, alla quale partecipò anche Agatha Christie, alla sua ultima apparizione pubblica, soddisfatta di aver collaborato alla sceneggiatura del film di Sidney Lumet. Oltre alla scrittrice, presenziò anche la Regina Elisabetta che, il giorno dopo, mandò i suoi complimenti al cast e una lettera di stima alla Regina del giallo.


Sugli Oscar

Il film del 1974 piacque molto anche agli Studios, che decisero per 6 candidature alla statuetta: miglior attrice non protagonista (Ingrid Berman), miglior fotografia (Geoffrey Unsworth), miglior attore protagonista (Albert Finney), miglior colonna sonora originale drammatica (Richard Rodney Bennett), miglior sceneggiatura non originale (Paul Dehn), migliori costumi (Tony Walton). Di queste soltanto Ingrid Bergman portò a casa l’Oscar.

 

Sui baffi di Poirot

A Kenneth Branagh piace osare. Lo dimostra il piglio con cui ha confezionato Assassinio sull’Orient Express, il cast che ha selezionato, e anche la decisione d’interpretare Hercule Poirot. Ma, soprattutto, nello scegliere lo stile dei celebri baffi che rendono riconoscibile l’investigatore in tutto il mondo. Il regista ha ammesso di essere consapevole del valore iconico dei baffi per Poirot e i suoi fan e che ha impiegato ben 6 mesi per decidere, insieme alla sua troupe, i baffoni perfetti per questa nuova versione del belga più acuto del panorama cinematografico.

assassinio sull'orient express

Sul romanzo

Assassinio sull’Orient Express nasce durante un viaggio a Istanbul di Agatha Christie nella stanza 411 del Pera Palas Hotel, che oggi è diventato un piccolo museo per onorare la scrittrice. La prima traduzione italiana fu pubblicata da Mondadori nel 1935, in piena epoca fascista, famosa per i tagli, le censure e i cambi nelle opere di molti autori polizieschi anglosassoni. E infatti anche la traduzione di Alfredo Pitta fu massacrata alquanto, con l’eliminazione del suicidio che viene raccontato nelle prime pagine, e con il cambio di nome e nazionalità dei due italoamericani, Cassetti e Foscarelli, che divennero O’Hara e Pereira. Soltanto nel 1987 venne pubblicata una versione attinente al testo originale, a cura di Lidia Zazo.


Su Hercule Poirot

Per anni ci si è chiesti da dove venisse la capacità di Agatha Christie di caratterizzare così finemente i suoi personaggi. Lei spesso diceva che era la gente comune, quella che incontrava per strada, a fornirle l’ispirazione.

Michael Clapp, studioso inglese, pare aver scovato la musa grazie alla quale è nato Hercule Poirot. Si tratterebbe di un gendarme belga in pensione, tale Jacques Hornais, fuggito con il figlio in Inghilterra dopo l’invasione tedesca della Prima Guerra Mondiale.

Un rifugiato accolto a Torquay, città natale di Agatha Christie, dove i due si sarebbero incontrati durante una serata in cui la scrittrice avrebbe intrattenuto gli ospiti suonando il pianoforte.

Vi lasciamo al trailer di Assassinio Sull’Orient Express, dal 6 dicembre al cinema. 

Photo Credits: 20th Century Fox