Presentato in concorso l’ultimo film di Roan Johnson con Blu Yoshimi e Luigi Fedele.
La nostra recensione 
Ma chi lo dice che durante i Festival Cinematografici debbano essere presentate solo opere drammatiche, pellicole appartenenti al cinema d’essai e destinate ad un pubblico elitario? Cos’ha la commedia che non va? Assolutamente nulla. Con grande sorpresa in questa 73. edizione della Mostra Cinematografica di Venezia tra i film in concorso troviamo una commedia corale all’italiana: “Piuma” e questo comportamento poco “snob” della Biennale a noi è piaciuto veramente tanto.

Facciamo infatti un salto nel 1997, quando un livornese di 33 anni vede il suo terzo film in concorso a Venezia: è una commedia, un genere poco apprezzato durante i Festival e che, diciamola tutta, non vince neanche un premio. Quell’uomo, che risponde al nome di Paolo Virzì, sorprende tutti e si aggiudica il Leone d’Argento con Ovo Sodo.

Oggi, a quasi 20 anni di distanza, un pisano arriva in concorso con la sua nuova commedia: Piuma, il cui regista è l’italianissimo Roan Johnson.
Il titolo, evocativo, ci parla di leggerezza, come leggeri e spensierati sono i due protagonisti: due ragazzi diciottenni che, finita la maturità, scoprono di essere “incinti”.

Il tema potrebbe essere anche tragico, ma a sdrammatizzare la tensione ci pensano le rispettive famiglie in perfetto stile “italiano medio”. Il film dipinge il “fattaccio” con ironia, i due ragazzi sono buffi e per la prima volta si trovano di fronte al senso di responsabilità. Roan Johnson è uno che sa far ridere e lo aveva dimostrato con il film d’esordio “I Primi della Lista”.

In conferenza stampa il regista ha dichiarato: “Se mi avessero detto che il film che stavo girando e scrivendo sarebbe andato in concorso a Venezia, non gli avrei creduto. Avere una commedia qui è più unico che raro. Piuma ci parla di questi due ragazzi e di questo guaio, questa gravidanza inaspettata, che in realtà poi coinvolge le generazioni più grandi; è una sorta di bomba ad orologeria e l’orologio segna i nove mesi, trascorsi i quali il figlio comunque arriva.”

Luigi Fedele interpreta Ferro: “Il film è un po’ un viaggio, mentre cresce questa pancia e mentre cresce questa bambina è come se crescessero anche i personaggi che la circondano.”

A proposito della pancia, la protagonista femminile, Blu Yoshimi nei panni di Cate, ha dichiarato: “…avere la pancia è stato molto strano, abbiamo camminato a volte per la strada per capire cosa volesse dire avere l’aspetto di una mamma giovane e le reazioni sono state tante e diverse. E’ stato anche divertente.”

A far da cornice una canzone giovane, ma avvolgente: è Almeno tu, cantata dalla vincitrice di X Factor 5, Francesca Michielin.

Piuma porta sicuramente una ventata d’aria fresca al cinema italiano anche se gli addetti ai lavori hanno accolto il film in concorso a Venezia con una serie di fischi. Dall’altra parte, invece, il pubblico ha apprezzato: alla proiezione ufficiale gli applausi sono partiti fin dai titoli di coda e sono durati più di dieci minuti.
Si sa, il pubblico è sovrano.

A cura di Roberta Panetta
Photo Credits: Lucky Red