Ad un mese di distanza dalla sua uscita in sala, torniamo volentieri a parlare del cinecomic dell’anno, Avengers: Infinity War. Campione di incassi in patria, attualmente il film Marvel più visto in Cina, la pellicola è un vero e proprio capolavoro tecnico, il prodotto migliore che i Marvel Studios potessero confezionare per festeggiare i 10 anni di attività.

Dopo avervi descritto i dettagli dell’opera (e perchè apprezzarla) nella nostra recensione, oggi siamo qui per parlarvi di qualcosa di decisamente più frivolo, dimenticandoci per un momento le azioni del villain Thanos e le sue ferali conseguenze. Pop-corn a portata di mano e occhi ben aperti, qui si parla di classifiche.

OGGI INTERROGHIAMO…

I nostri eroi, tra un combattimento e una decisione sbagliata, sono vittime e carnefici. Chi non sa come affrontare l’ennesima minaccia aliena, chi tenta il tutto e per tutto per salvare i compagni e chi, dilaniato dal dolore, compromette l’eventuale vittoria. Chi avrà superato l’esame finale?

Attenzione: le descrizioni che seguono contengono SPOILER!

DRAX, L’INVISIBILE

Conosciuto dagli amanti dei fumetti come “Il Distruttore”, il simpatico componente dei Guardiani della Galassia – interpretato da un perfetto Dave Bautista – non eccelle in materia di intelligenza e nel corso della pellicola ci regala forse i momenti più esilaranti. Prima si crede invisibile e spia Gamora e Star Lord convinto di non essere visto e di non produrre alcun rumore, poi, in una sequenza ben più drammatica, improvvisa una battuta ancora oggi oggetto di meme sul web. Promosso a pieni voti!

“Dov’è Gamora?”
“Io ho una domanda migliore: Chi è Gamora?”

Soprattutto: “Perché è Gamora?”.

HULK (NON TROPPO INCREDIBILE)

Amiamo Mark Ruffalo, e questo è fuori discussione, ma l’Hulk visto in Thor: Ragnarok prima, e in Avengers: Infinity War poi, non ci sembra particolarmente combattivo e brillante. Bruce Banner non doveva essere sempre arrabbiato? I due anni trascorsi nei panni del mostro verde devono aver alterato le capacità intellettive del dottore che ora non riesce più a trasformarsi a comando. Hulk e Bruce bocciati!

SPIDER-MAN, IL SENSITIVO

Tobey Maguire e Andrew Garfield, levatevi proprio! Come lo stesso Stan Lee ha confermato, Tom Holland è l’Uomo Ragno che tutti aspettavano: fresco, giovane, insicuro, spericolato, audace, incosciente, temerario ma sensibile. Complice una nuova armatura ideata da Zio Tony, Peter Parker è tra i protagonisti di Avengers: Infinity War perché brilla di luce propria. Sua una delle scene più toccanti del film: sfruttando i suoi poteri sensoriali, capisce ancora prima di svanire che sta morendo, si abbandona alle braccia di Iron Man e scompare in un mucchio di cenere. Alla fine avevano ragione gli 883! Promosso, e con lacrime!

STAR LORD, IL TROMBAMICO PASTICCIONE

Gelosone, romanticone e “ad un panino dall’obesità”: questo è il “capo” dei Guardiani della Galassia. Star Lord è da diverse settimane il più odiato del web. Ma cosa si nasconde dietro a tutta questa indignazione? Semplicissimo. Si deve allo scatto d’ira che Peter Quill ha avuto nel momento (peggiore) in cui scopre che Thanos, per ottenere la Gemma dell’Anima, ha ucciso sua figlia Gamora, sua amata fidanzata. L’ira funesta di Peter risveglia il Titano Pazzo da un sonno illusorio indotto da Mantis, il resto è storia… Star Lord è bocciato con 7 in condotta!

THOR, IL BULLETTO DELLA SCUOLA

La storyline di Thor in Avengers: Infinity War è, a nostro modesto parere, una delle migliori. Visibilmente provato a causa della perdita del fratello Loki e dell’amico Heimdall, Thor viene recuperato dai Guardiani della Galassia all’inizio del film, partecipando al simpatico siparietto, scritto da James Gunn, che lo vede protagonista insieme a Star Lord, Drax e Rocket. Conosce i piani di Thanos, lo ha visto in azione, e vuole fermarlo a tutti i costi. Inizia così un viaggio con Groot e con il “coniglio” (Rocket, per l’appunto) fino ad uno dei pianeti dell’orbita di Asgard, Nidavellir. Qui incontra Re Eitri (Peter Dinklage), il quale lo aiuta a forgiare l’unica arma in grado di distruggere Thanos, Stormbreaker. Fin qui grande eroe. Ma è il suo arrivo sulla Terra a deludere: colto da esibizionismo adolescenziale non riflette, e al posto di colpire Thanos laddove viene generata la sua follia (in testa) lo fa al petto. Risultato? Una sufficienza scarsa.

O CAPITANO! MIO CAPITANO!

L’eleganza del Capitano la si nota addirittura dalla sua ombra. Fa la sua comparsa in una movimentata notte scozzese, per salvare Visione e Scarlet Witch dall’Ordine Nero. La barba di Captain America/Nomad è stata la protagonista della fase promozionale del film, scatenando non pochi commenti sui social dopo l’uscita dei trailer e orgasmi visivi durante la pellicola. Si ricongiunge al suo caro amico Bucky, rimasto per anni in rehab in Wakanda e sfida Thanos a mani nude in uno dei momenti iconici di Avengers: Infinity War. Nonostante questo, però, la sua forza non è sufficiente e viene anche lui malamente accoppato. Promosso, ma con qualche lacuna.

IRON MAN, WTF?

Se siete fan di Tony Stark e pensate che egli debba essere promosso a pieni voti, non continuate la lettura di questo paragrafo, siete avvisati! Salvo qualche scambio di insulti con Doctor Strange e qualche battuta con Star Lord e compagni, l’Iron Man che abbiamo amato e conosciuto in questi 10 anni, in Avengers: Infinity War è a dir poco irriconoscibile. Stanco, provato, stordito e sottomesso, riesce a regalare qualche emozione solo nel momento in cui sfoggia la nuova armatura che sfrutta la nanotecnologia, in una scena che farebbe invidia anche alle trasformazioni delle Guerriere Sailor. Ma la tecnologia non basta per fronteggiare Thanos: viene umilmente sconfitto e quasi ucciso da quest’ultimo. Salvato in corner da Doctor Strange, è costretto ad assistere alla morte dei Guardiani della Galassia, di Spider Man e Doctor Strange, rimanendo solo con Nebula in esilio sul pianeta Titano. Gravemente insufficiente.

DOCTOR STRANGE, IL PRIMO DELLA CLASSE

Lui ha visto la vittoria. Lui sa. A risollevare le sorti degli Avengers ci pensa sicuramente l’amatissimo Doctor Strange di Benedict Cumberbatch, che nonostante debba dividere la scena con decine di attori tiene strettissimo nelle sue mani lo scettro del comando. La fine che abbiamo visto in Avengers: Infinity War è forse uno stratagemma dello stregone? Non lo sappiamo, ma quel possiamo intuire dalle ultime parole pronunciate prima di svanire nel nulla è che far vincere Thanos “era l’unico modo”. Tra portali del tempo, atti di coraggio e previsioni alla Paolo Fox, Doctor Strange passa l’esame con la lode!

GAMORA, ANEMA E CORE

A Gamora tocca rappresentare i sentimenti. L’amore verso Peter Quill, l’amore/odio nei confronti di un padre folle, il bene fraterno per Nebula, la disperazione per la morte che incombe. In un tripudio di emozioni, Zoe Saldana è il riassunto di un meccanismo funzionante, quello dei Marvel Studios. In un film di supereroi, in cui dovremmo vedere solo botte da orbi, la casa delle idee supera argutamente l’ostacolo parlando al cuore del pubblico prima, e ai suoi occhi poi. Promossa con tutta “l’anima”.

Siete d’accordo con le nostre considerazioni sui principali personaggi di Avengers: Infinity War? Fatecelo sapere nei commenti.