Giunti nel capoluogo piemontese in occasione del Torino Comics, David Chevalier e Massimiliano Manfredi hanno parlato del complesso e impegnativo lavoro di doppiaggio che si cela dietro le produzioni Marvel. Abbiamo avuto modo di porre loro alcune domande; tra curiosità e gusti cinematografici, ecco la nostra intervista ai doppiatori di Loki e Thor

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David Chevalier (Loki) 
Francesca Fiorentini (Virginia “Pepper” Potts)
Massimiliano Manfredi (Thor)

Qual è stata la vostra prima esperienza cinematografica? Che ricordo avete?

 MM: La mia prima esperienza cinematografica è stata quando avevo 5 anni, con un film che si chiamava “Lo Yeti”, il direttore era uno dei più grandi direttori dell’epoca che Renato Izzo, è stata meravigliosa come esperienza, perché è stata quella che mi ha permesso poi di arrivare sino ad oggi, quindi non potrò mai dimenticarla: meravigliosa!

DC: Bella domanda, perché quando ero piccolo, beh, ne ho varie, insomma, in qualche film dove c’erano bambini, quindi mi ricordo “Un poliziotto alle elementari”, “Hook, Capitano Uncino”, però erano più esperienze diciamo tra virgolette “corali”.

Uno dei primi ruoli che mi ricordo, un po’ più importante, è stato “Salvate li soldato Ryan” nel ’98 e me lo ricordo come una bella esperienza, perché c’era in sala anche il supervisore per il doppiaggio di Spielberg e quindi era tutta una situazione un po’ controllata e poi c’era un po’ di pressione, perché il film era molto importante.

Oggi, chiaramente, ci sono abituato a quel tipo di situazione, però all’epoca avevo 18 anni, mi sembra, o 19 anni e quindi forse l’ho subita un pochino come situazione, per l’importanza di quel lavoro e perché avevo colleghi più esperti di me affianco.

All’epoca si faceva ancora tutto insieme, non c’erano le colonne separate come oggi, mi ricordo che c’erano tantissimi turni, anche se poi alla fine non avevo così tante righe, non era un personaggio che parlava così tanto, i turni erano comunque tanti e stavi al turno con tutti gli altri colleghi, quindi le scene passavano per tutti, si provavano insieme, insomma è stata una bella esperienza mi ricordo.

Come funziona la selezione per un doppiatore?

 MM: Praticamente, se ci sono degli attori che normalmente tu hai sempre doppiato, spesso vieni richiamato direttamente, oppure, in base alla vocalità, cioè: se l’attore in originale ha una vocalità simile alla tua, vieni scelto in base a quello, all’esperienza, alla bravura… Alle caratteristiche vocali, diciamo.

DC: Dipende… Di solito, in condizioni normali, è il direttore di doppiaggio che propone dei doppiatori per i ruoli della lavorazione, che sia un film , o una serie TV, però diciamo che negli ultimi anni questa cosa è cambiata molto, sempre più velocemente e drasticamente, perché in questo processo decisionale, per l’Italia, subentrano i capi-edizione delle TV, che poi trasmetteranno la serie, oppure i capi-edizione delle distribuzioni cinematografiche, che distribuiranno il film in Italia.

Altre volte addirittura, i provini vengono richiesti dall’America, per cui la selezione dei provinanti viene, sia proposta dal cliente della distribuzione italiana, che dal direttore di doppiaggio: vengono fatti questi provini, che vengono inviati in America ed i ruoli vengono scelti dallo staff del regista, o addirittura dal regista stesso.

Non è una leggenda metropolitana, per esempio, che in passato Kubrick, che si è sempre interessato molto della distribuzione dei suoi film negli altri paesi, fosse lui personalmente, questo lo si sapeva, a scegliere i doppiatori in ogni paese in cui usciva il suo film.

Oggi le cose sono un po’ cambiate, nel senso che il processo decisionale sulla scelta dei doppiatori è un po’ uscito dalla sfera strettamente artistica e si è spostato verso una sfera un più… Non saprei come chiamarla… Politica? (ride n.d.r.) …Diciamo burocratica, ecco, chiamiamola così.

Passiamo al mondo Marvel, il doppiaggio dei film è realizzato in colonna separata, o con gli altri attori?

 MM: Il doppiaggio delle opere Marvel è sempre realizzato in colonna separata per due motivi: primo, per consegnare delle piste pulita a chi poi mixerà il film e quindi ha bisogno sempre delle nostre voci pulite da ogni cosa e mai accavallate ad altre, quindi dobbiamo farlo sempre da soli e secondo, per ottimizzare un po’ i tempi, visto che ognuno di noi poi ha sempre molti impegni, per stringere i tempi.

Logicamente, lavorando con altri, dovremmo allungare un po’ le lavorazioni e quindi per questo motivo si sceglie di farlo in colonna separata e quindi farlo in meno giorni: magari così in due o tre giorni si riesce a fare un film, invece insieme ad altri attori ci vorrebbero una settima o dieci giorni.

DC: In generale, ormai si incide quasi sempre in colonna separata, soprattutto per le grandi produzioni, di conseguenza anche per i film della Marvel, ormai incidiamo sempre tutti in colonna separata.

Cosa significa per voi essere i doppiatori di grandi protagonisti dell’Universo Cinematografico Marvel? Vi aspettavate tutto questo successo all’inizio dell’avventura?

MM: Significa far parte di un mondo enorme, un mondo fantastico pieno di cose anche “stravaganti”, se andiamo a vedere, però decisamente belle.

No, sinceramente tutto questo successo obiettivamente io non me lo aspettavo: è venuto, è stato molto bello e me lo godo tutto e spero che ce ne saranno ancora tanti altri.

DC: In realtà mi fa molto piacere, cioè è una cosa che mi diverte fare, perché comunque il personaggio che faccio mi piace, però insomma, cerco di prenderla un po’ alla leggera, non è che mi senta investito di chissà quale responsabilità… Voglio dire che un medico (ride n.d.r.) sicuramente ha molte più responsabilità di quelle che ho io con il lavoro che faccio, quindi, a parte la battuta, per me è divertente doppiare un personaggio del mondo Marvel.

Certo che uno si aspettava che avrebbero avuto tutto questo successo i film, visto comunque il seguito che c’era a livello, appunto, di fumetti e di comics in generale: era un successo annunciato, lo si sapeva.


Thor e Loki nel corso degli anni hanno subìto grandi cambiamenti, in particolare Thor. 
Preferite la versione del personaggio più shakespeariana, adattata da Kenneth Branagh nel 2011, o quella più scanzonata di Thor: Ragnarok?

MM: Tra la versione “shakespeariana” e quella “stile commedia”, diciamo che preferisco decisamente la prima versione, perché era un po’ più “del personaggio” secondo me, il personaggio è quello, a mio avviso, questo di “Ragnarok” è stato un po’ riveduto e corretto per renderlo un po’ più spiritoso e un po’ più simpatico, però ci siamo un po’ allontanati da quello che poi è il personaggio di Thor e dall’epicità anche di Thor e dove si sviluppa tutto il contesto insomma, quindi decisamente di più la versione “shakespeariana”.

DC: In realtà a me piacciono tutte e due le versioni: ho apprezzato la prima, appunto un po’ più “shakespeariana”, epica, seria, però mi sono divertito moltissimo anche con l’ultimo Ragnarok…

Non c’è niente da fare, i film li sanno fare proprio bene gli americani, che scelgano di fare una cosa o un’altra, alla fine comunque il risultato è sempre soddisfacente, poi dipende sempre dall’obiettivo che vogliono raggiungere con il pubblico, o come si vogliono divertire loro, che cosa vogliono dare al film, che atmosfera gli vogliono dare…

Io, da spettatore, sinceramente, me li sono goduti entrambi ed anche da doppiatore me li sono goduti entrambi, quindi diciamo che non ho preferenze.


Qual è stata la scena più divertente da doppiare nei film Marvel a cui avete lavorato?

 MM: Sicuramente le scene più divertenti sono state quelle di quest’ultimo film, dove Thor viene ripetutamente abbattuto da Hulk ed in ogni circostanza viene picchiato selvaggiamente, insomma si sono create delle scene molto divertenti e purtroppo non ho potuto fare la stessa cosa con l’attore in sala, perché lavorando a colonne separate… (ride n.d.r.)

Diciamo che quelle sicuramente sono le scene che più mi hanno divertito.

Per quello che mi riguarda, in sala, lavorando a colonne separate, non è che poi ce ne stanno tante di scene, perché non hai modo di lavorare con altri, quindi più che altro per quello che ho visto, che per quello che ho fatto.

DC: Non saprei, ce ne sono state tantissime divertenti, mi ricordo quella con Hulk, quando gli dice “…Io sono un dio, creatura ottusa…” e poi viene rivoltato come un calzino, è divertente anche nell’ultimo film, quando il Dott. Strange lo fa sparire e poi lui riappare mentre Dott. Strange parla con Thor e dice “…Stavo precipitando da trenta minuti…”, mi faceva molto ridere, come la scena fra Thor e Loki “Chiamate aiuto!”, insomma ce ne sono così tante divertenti, che è difficile scegliere.


Doppiate Thor e Loki, ma quali sono i vostri personaggi Marvel preferiti?

MM: Dovrei dire decisamente Thor, per portare l’acqua al mio mulino, però in assoluto il personaggio che più mi piace è Iron Man: è quello che più mi diverte, è quello che…

Insomma, è quello in cui mi riconosco un po’ di più, non che io sia un Supereroe, per carità, anzi tutt’altro, però insomma è quello che poi mi è piaciuto di più.

DC: Prima di doppiarlo, non sapevo che Loki fosse così figo come personaggio, quindi diciamo che è il mio preferito al momento, però, se devo pensare a quale sia sempre stato il mio preferito, io ho sempre avuto un debole per Spider-Man, perché da bambino mi guardavo i cartoni, lo seguivo, era il supereroe che sentivo più vicino a me, perché era un ragazzino adolescente come ero io, che si sente un po’ “sfigatino” e allora, così, forse era quello in cui riuscivo ad identificarmi di più, quindi era il mio preferito.