Baby è disponibile dal 30 novembre su Netflix

Come recita la sinossi ufficiale: “Liberamente ispirata a una storia vera, la serie segue le vicende di un gruppo di adolescenti del quartiere Parioli che sfidano la società ricercando la propria identità e indipendenza, sullo sfondo di amori proibiti, pressioni familiari e segreti condivisi. Ognuno intraprenderà il suo viaggio, alla ricerca dell’amore e della felicità.”

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Diretta da Andrea De Sica e Anna Negri, con Benedetta Porcaroli, Alice Pagani, Riccardo Mandolini, Isabella Ferrari, Claudia Pandolfi, Paolo Calabresi e altri attori italiani, Baby racconta in 6 episodi una storia scritta dai GRAMS, un nuovo collettivo di scrittori composto da cinque giovani autori: Antonio Le Fosse, Eleonora Trucchi, Marco Raspanti, Giacomo Mazzariol e Re Salvador, cui si sono uniti Isabella Aguilar e Giacomo Durzi.

Grazie a Netflix abbiamo assistito alla proiezione dei primi due episodi di Baby. Ecco il nostro commento agli episodi: Superpoteri e Burattino.

Seppur non avessimo partecipato alla conferenza stampa di presentazione a Roma, guardando i primi due episodi di Baby avremmo comunque capito come l’intento della serie fosse quello di parlare a un pubblico giovane e contemporaneamente ai loro genitori.

Quello che inizia oggi su Netflix potrebbe sembrare un viaggio che, spinto da un caso di cronaca (quello riguardante le Baby-Squillo dei Parioli che qualche anno fa ha galoppato su giornali e rete, facendo parlare e indignare il nostro intero paese), ha come traguardo la visione di un evento nascosto, vile, squallido e meschino, che sveglia i desideri più reconditi dell’uomo.

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Ma quello che gli autori sembrano avere in mente è tutt’altro. Il fatto di cronaca, per quanto importante, è solo un pretesto per presentare una generazione che vive gli stessi problemi di quella precedente e di quella prima ancora. In più hanno solo un telefono, con tutti i pro e i contro che un nuovo mezzo può portare o amplificare. Il contrasto tra l’esser figlio o l’esser genitore, tra le responsabilità e le frivolezze, tra l’amore e la solitudine, tra le luci e le ombre, sembrerebbe esser il vero perno della serie che riunisce un ottimo cast che ha solo iniziato a mostrarci quello che è in grado di fare.

Eccelsa la cura delle inquadrature, degli abiti e della musica, tre aspetti che il pubblico di riferimento vive quotidianamente.

Se i restanti quattro episodi riusciranno a portare avanti questa qualità fino all’evento culmine di cui abbiamo parlato prima non fatichiamo a credere che il futuro di questa nuova collaborazione sia roseo.

L’unico compito dello spettatore, almeno sembra, sarà quello di porsi le giuste domande.