Attesa, già discussa e tutta italiana, Baby è la serie originale prodotta da Fabula Pictures dal 30 novembre su Netflix, in ben 190 paesi

Ma com’è iniziata questa collaborazione?

Ce l’ha raccontato Nicola De Angelis, uno dei produttori, durante la conferenza stampa che si è tenuta poco fa a Roma alla presenza del giovane cast, dei registi, degli sceneggiatori e di Kelly Luegenbiehl, responsabile delle produzioni originali della piattaforma.

“Quando ci siamo incontrati con Kelly, ormai un anno fa, abbiamo iniziato a parlare di come pianificare qualcosa insieme ed è arrivato naturale a una tipologia di prodotto come Baby. Per noi, per via della distanza e delle diverse influenze sociali, potrebbe esser complicato capire cosa vuole Netflix. Ma alla fine ragionando sul prodotto è stato naturale cosa avremmo dovuto fare.” Il loro percorso è iniziato a maggio del 2017 e hanno realizzato il tutto in pochissimo tempo. Kelly Lughenville ha aggiunto “Volevamo qualcosa di autentico, per un pubblico young-adult e come tutte le nostre serie anche questa ha quello che cerchiamo sempre: la specificità, il senso di appartenenza ai quartieri, alle città, alle comunità che scopri guardandola, grazie ai grandi personaggi.”

La direzione della serie è stata affidata ad Andrea De Sica e Anna Negri. Il primo ha ricevuto il compito con grande meraviglia avendo girato un film molto particolare, qualche anno fa, come I Figli di Una Notte ed è stato felicissimo di veder trasformare 3 pagine di soggetto in 6 episodi. La seconda, invece, doveva apportare uno sguardo più femminile al tutto, ma anche al contrasto tra due generazioni ben evidenziato.  

In questo contesto abbiamo anche avuto il piacere di conoscere Giacomo Durzi ed Eleonora Trucchi, i due sceneggiatori che hanno affiancato i GRAMS, un collettivo di scrittori composto da Antonio Le Fosse, Re Salvador, Eleonora Trucchi, Marco Raspanti e Giacomo Mazzariol che si è occupato della scrittura della serie: È stato intenso e straordinario. Abbiamo cercando un equilibrio interessante che creasse un’adesione narrativa. In fondo i 16 anni li ricordiamo tutti e sono universalmente diffusi. I giovanissimi ragazzi, poi, si son detti molto grati perché In Italia non vengono date queste possibilità a persone della loro età.

Il cast, invece, ci ha parlato delle luci e ombre che caratterizzeranno i loro personaggi:

  • Benedetta Porcaroli/Chiara: Il mio personaggio è molto particolare, mi sono subito innamorata di lei quando ho letto la sceneggiatura. È come se vivesse per favorire le aspettative delle persone. Ma lei non è così. Ci sarà una svolta che rivela come è davvero, com’è quando fa delle proprie scelte. Sue e di nessun altro.
  • Alice Pagani/Ludovica: Ludo è molto fragile, è luce e buio al contrario di Chiara e per questo si trovano così tanto. Cerca rapporti autentici, sicurezza perché è insicura. Vuole una stabilità con la sua famiglia e non averla la tormenta. Quando ho letto per la prima volta com’è in sceneggiatura mi sono commossa e spero di esser riuscita a passare tutto.
  • Isabella Ferrari/Simonetta: La mia “mamma” è una donna ingenua, fragile, incapace nel prendere in mano le cose pratiche della vita. È buona anche quando sbaglia. Mi è rimasta molto simpatica.
  • Claudia Pantolfi/Monica: Monica non si svela. La devi interpretare. Non è più vicina alle ragazze alle quali insegna Educazione Fisica ma è continuamente stimolata dalla disinibizione dei ragazzi, in contrasto con l’ambasciatore che ha sposato e con il quale comunica poco e solo su alcune cose. Sarà in grado di sorprendervi e interessarvi.
  • Riccardo Mandolini/ Damiano: Il mio è un personaggio nuovo anche all’interno del Collodi, il liceo dove si svolgono alcune delle scene. Ma è un pesce fuor d’acqua ovunque si trovi. Sia a scuola che a casa. E si aprirà grazie a Chiara…
  • Mirko Trovato/Brando: Mirko è un ragazzo che viene da una buona famiglia, anche lui studia al Collodi. Vuole avere la situazione sotto controllo, dettare legge, fare il matto. E ci riesce benissimo. Spacco anche con l’apparecchio.
  • Brando Pacitto/Fabio: Il mio personaggio ha un gigante senso di oppressione che spesso sfocia in una vita segreta. Come accadde su tutti i personaggi.

  • Chabeli Sastre Gonzalez/Camilla: È il personaggio apparentemente più in luce. Sembra una ragazza determinata, ambiziosa a primo impatto ed è quello che la allontana da quelle influenze e da quel mondo. Ma allo stesso tempo questo la fa chiudere, senza rendersi conto cosa provano le persone intorno a lei. Per questo sembra egoista. Ma non è cattiva, è dolce. Per quanto ha i suoi lati oscuri…

In conclusione, poi, c’è stato modo di parlare dell’importanza della cronaca e dei fatti che hanno dato ispirazione alla serie. Parliamo delle vicende riguardati le baby-squillo dei Parioli.

I registi e gli sceneggiatori hanno così confermato la presenza di questi riferimenti ma hanno tenuto a sottolineare il fatto che non abbiano voluto giudicare alcuna scelta o decisione e soprattutto non sia stati interessati a mostrare fin da subito il fatto di cronaca da tutti conosciuto ma abbiamo voluto creare dei personaggi forti che portassero lo spettatore alla vicenda.