Cattivissimo Me è arrivato nei cinema italiani nel 2010 stravolgendo in poco tempo il mondo dell’animazione e trasformandosi in un simbolo cinematografico e d’intrattenimento per tutta la famiglia.

L’enorme successo di Cattivissimo Me è probabilmente riconducibile alla sua semplice struttura, sia per quel che concerne la narrazione, sia per il design dei suoi personaggi: partendo da Gru fino ad arrivare ai Minions, Illumination Entertainment ha deciso di puntare sull’elementarità, caratteristica che è stata visibilmente mantenuta anche per Cattivissimo Me 2 e 3.

Sono qui ora chiamata a dare un giudizio sul terzo capitolo della saga; se non lo ricordate, Cattivissimo Me 3 uscirà nelle nostre sale il 24 agosto. Il film è stato proiettato in anteprima alla stampa nazionale qualche settimana fa e l’operazione di marketing della Universal Pictures si sta facendo, pian piano, sempre più strong. A partire dalla colonna sonora, firmata ancora da Pharrell Williams e dalla new entry Álvaro Soler, questo nuovo episodio che vede protagonista Gru e un inedito fratello gemello (Dru), ha tutte le carte in regola per poter rappresentare l’antagonista del film Disney Cars 3, in uscita a settembre. Insomma, al box office ne vedremo delle belle.

Gru e Dru: i Gemelli Diversi

Nei precedenti capitoli abbiamo avuto modo di conoscere l’irascibile mamma di Gru, la colonia di Minions – umanodi gialli che da sempre popolano la sua casa trangugiando banane – e abbiamo visto il protagonista smussare gli angoli più appuntiti della sua personalità, trasformandosi da leader dei Supercattivi a papà di tre adorabili bambine adottive. Dopo aver trovato anche l’amore in Cattivissimo Me 2, Gru in questo capitolo, scopre di avere un fratello gemello, rimasto nascosto per tutti questi anni. Dru, questo il nome del twin brother, ha gli stessi lineamenti aguzzi dell’originale ma esibisce in più una folta chioma bionda, una voce stridula e una casa da sogno. Il nuovo componente della famiglia spalleggerà Gru contro il cattivo Balthazar Bratt, ex bambino prodigio rimasto intrappolato nel personaggio che egli interpretava negli anni ’80. Due fratelli allontanati forzatamente dai genitori e inevitabilmente vittime della più semplice tragedia famigliare: il divorzio.

“You were a baaaad boy”: Vi presentiamo Balthazar Bratt

Il territorio di cui compone un sequel è spesso instabile e impervio: è pericoloso avventurarsi in una storia che ha già riscosso successo in precedenza e che potrebbe rappresentare un flop nel caso in cui il suo pubblico ne uscisse insoddisfatto, forse stanco di ciò che non rappresenta una novità. Un elemento sul quale sono pronta a scommettere è che il villain di Cattivissimo Me 3, Balthazar Bratt, nulla ha da invidiare a Vector o El Macho, anzi, se possibile, li supera per creatività e dinamicità. Doppiato nella versione originale da Trey Parker, il cattivo di turno in italiano ha la voce del “perfido” Paolo Ruffini. Un villain imprigionato negli anni ’80 che farà divertire grandi e piccini. Bratt è un ex bambino prodigio del mondo dello spettacolo: negli anni ’80 era il dispettoso protagonista di un popolare show televisivo. Con l’arrivo dell’adolescenza e dell’acne, la sua carriera è destinata a concludersi, così come il suo show, che viene chiuso. Balthazar Bratt chiama quindi vendetta per aver assaporato il gusto della vita da celebrità e per essere stato gettato nella polvere come una meteora di Hollywood.

L’aspetto più intrigante e spassoso di questo personaggio è proprio il suo look: progettato dalla testa ai piedi per poter divertire il pubblico adulto, tutto di lui rimanda agli anni d’oro degli indimenticabili ’80s. La capigliatura e i baffi anni ’80, la tuta viola con spalline, un Mega BigBabol come arma, movenze che ricordano il miglior Michael Jackson da moonwalk, uno yo-yo, un cubo di Rubik e una keytar come fedele compagna. Nostalgia e divertimento perfettamente miscelati.

I Minions e Lucy

In Cattivissimo Me 3 ritornano anche i valori già esplorati, uno su tutti quello della famiglia allargata, non troppo tradizionale. In questo la protagonista è la moglie di Gru, Lucy, alle prese con le 3 fanciulle da crescere e la volontà di diventare una mamma a tutti gli effetti, con i pro e i contro che il bagaglio genitoriale si porta appresso. Un aspetto affrontato forse troppo velocemente in un film che ha un grande potenziale ma che forse rimane ancorato agli aspetti tipici dei due capitoli precedenti. Paura di rischiare?

Ritroviamo anche la banda di quelle simpatiche canaglie dei Minions che, delusi dall’improvvisa bontà del loro capo Gru, decidono di prendersi un po’ di libertà. Ingrediente segreto del film è la loro comicità: banale ma piacevole, buffa e quasi indispensabile. I Minions saranno i protagonisti di una performance canora che strizza l’occhio al penultimo lavoro di casa Illumination – Sing – che vi farà ridere a crepapelle.

Difficile trovare un serio difetto a Cattivissimo Me 3: da un lato lo si potrebbe accusare di giocare con elementi dal sicuro successo, sfruttandoli al massimo delle loro potenzialità, ma dall’altro non posso far altro che apprezzare la genialità di Balthazar Bratt e la metafora che egli rappresenta. E poi, come si fa a non amare i Minions?

Vi lasciamo al trailer di Cattivissimo Me 3