Affascinante, coinvolgente, spettacolare. La diciottesima edizione di View Conference, che si è conclusa venerdì 27 ottobre, si conferma un evento unico in Italia, capace di radunare ogni anno a Torino i più grandi nomi del cinema digitale e migliaia di appassionati.

La chiusura di View Conference è stata affidata – rullo di tamburi – ai Marvel Studios. L’ultimo talk è toccato a Christopher Townsend e Simone Kraus che hanno raccontato l’incredibile lavoro del team degli effetti speciali e dell’animazione dietro la realizzazione del cinecomic Guardiani della Galassia Vol.2

Secondo film dedicato al gruppo di improbabili salvatori dell’Universo, Guardiani della Galassia ha sancito un cambio necessario nella cinematografia di genere fondendo l’ironia all’azione. La totale e simpatica irriverenza di Star Lord, Rocket Raccoon e di tutta la squadra ha imposto un cambio di registro: a partire dai dialoghi, dal primo capitolo di Guardiani della Galassia, i cinecomic non sono stati più gli stessi. Ha risposto la Fox con Deadpool e ancora ha replicato l’esperienza la stessa Marvel con Thor: Ragnarok, film appena uscito nelle sale italiane.

Ma come si realizza stilisticamente un cambiamento?

Il talk di Christopher Townsend e Simone Kraus è iniziato con un racconto sui colori utilizzati per Guardiani della Galassia Vol.2. Gli eroi nel primo film del franchise hanno ottenuto un grandissimo successo ed erano ormai una famiglia. L’intento con questo secondo capitolo era quello di sorprendere ancora di più il pubblico ipnotizzandolo con colori e musica. Lasciatecelo dire, Guardiani della Galassia Vol.2 è un “really colourful movie”, una pellicola dotata di una palette di colori sensazionale. La grande fortuna di chi lavora nel reparto degli effetti speciali è la collaborazione del regista, in questo James Gunn è il migliore che si possa immaginare. Cineasta dotato di estrema passione visiva, James Gunn ha trascorso un anno e mezza a lavorare alla scrittura del film: partendo da illustrazioni dettagliate, Gunn è stato fondamentale per la fase di pre e post-produzione.

Le sfide affrontate per la realizzazione di questo cinecomic sono state moltissime, basti pensare che il 98% delle scene è stato realizzato utilizzando la computer graphics. Passiamo ora in rassegna le varie fasi delle scene più complesse e degli iconici personaggi Marvel.

EGO – IL PIANETA VIVENTE

Kurt Russell, guest star del sequel di Guardiani della Galassia, appare ringiovanito nelle primissime scene del film. Come è stato possibile tutto questo? Christopher Townsend spiega che, nonostante l’attore durante il tour promozionale del film avesse dichiarato di essersi affidato ai make-up artist, il percorso che ha portato alla trasformazione del viso di Kurt è stato piuttosto complicato. Per le riprese è stato utilizzato un giovane attore che potesse assomigliare all’interprete di Ego e, in post-produzione, è stato realizzato un volto digitale applicato al corpo dell’attore più giovane… “Quindi sì, tutto make-up”, scherza Christopher Townsend.

ROCKET RACCOON

È di sicuro uno dei personaggi più amati della saga (anche da noi), si tratta del procione spaziale Rocket. Nella versione originale è doppiato dall’affascinante Bradley Cooper, ma si comporta come un animale ed è molto difficile da animare. Rocket è così distante da cosa ci aspettiamo da parte di un procione eppure ci aspettiamo che si comporti come un animale antropomorfo. Il suo personaggio aveva una storia già conosciuta e indagata nel primo film, ma era necessario un restyling: è stata variata la forma del muso e la struttura muscolare. Sono quattro le aziende che hanno contribuito a questo cambio: Framestore, Weta, Trixter e Method. James Gunn conosceva i suoi personaggi e non li trattava come realizzazioni digitali, ma come attori in carne e ossa. Gunn aveva bene in mente come realizzarli pertanto il lavoro su Rocket è stato agevolato dallo stesso regista. Il lavoro di Cooper nel doppiaggio, poi, è stato di grande ispirazione.

BABY GROOT

Amato dai fan Marvel di tutto il mondo per la sua dolcezza e il suo timido coraggio, il piccolo Groot è forse il più grande protagonista del lavoro del Supervisor dei Visual Effects di questa pellicola così impegnativa. Dal punto di vista della scrittura del personaggio poco si sapeva: quale rapporto aveva con Groot? James Gunn ha confermato che Groot dei Guardiani della Galassia è morto e Baby Groot è un nuovo personaggio. La sua animazione è stata studiata sulla base dei comportamenti di un bambino (anche nella maniera in cui corre) e la sua texture è, ovviamente, quella di una corteccia di un albero.

Baby Groot è il protagonista di una scena epica, una scena definita dallo stesso regista “THE GREATEST TITLE SEQUENCE EVER” (la migliore scena dei titoli di testa di sempre); come dargli torto? Guardiani della Galassia Vol.2 inizia travolgendo lo spettatore con musica e colori, Baby Groot balla sulle note di Mr Blue Sky e finalmente trova il suo ritmo. Una curiosità in più: per realizzare la coreografia di Baby Groot proprio il regista James Gunn si è filmato per ispirare il lavoro di post-produzione (il video qui sopra).

Christopher Townsend termina il suo talk sottolineando che, nonostante i VFX compongano la pellicola per un 98%, ciò che sta alla base di tutto sono le storie dei personaggi e i loro sentimenti. Lo storytelling, in fondo, è arte del raccontare storie impiegata come strategia di comunicazione e in questo Marvel & Co. sono imbattibili.

Photo Credits: Marvel Entertainment