Può il cinema salvare l’ambiente?
Al via la 21a edizione di CinemAmbiente a Torino

Inaugurata ieri sera nella sala Uno del Cinema Massimo di Torino la 21a edizione del Festival CinemAmbiente, evento del capoluogo piemontese che si impegna a sensibilizzare il pubblico attraverso film dal contenuto significativo appartenenti alla cinematografia ambientalista.

Diverse le categorie di cui si compone CinemAmbiente: i film selezionati tra gli oltre 3200 iscritti testimoniano l’evoluzione della scienza, della tecnologia, ci parlano di tutela e salvaguardia dell’ambiente e denuncia sociale.

Gaetano Capizzi, Direttore di CinemAmbiente, ha presentato l’edizione del festival introducendo il tradizionale Ecotalk di Luca Mercalli, noto meteorologo, divulgatore scientifico e climatologo italiano. 

Le risorse del nostro Pianeta non sono infinite e i repentini cambiamenti climatici derivati dall’aumento di CO2 sono un problema oggettivo. Il 2017 è stato il terzo anno più caldo della storia (dal 1850): ne hanno risentito i ghiacchiai, che continuano a perdere ghiaccio antico, diventando sempre più fragili. E ne risente, ovviamente, il livello del mare, con consequenze disastrose per isole e atolli.

ANOTE’S ARK (L’Arca di Anote): salviamo Kiribati

La pellicola d’apertura del Festival CinemAmbiente è stata Anote’s Ark, docufilm diretto da Matthieru Rytz presentato al Sundance Film Festival.

Lo stato di Kiribati, arcipelago del Pacifico centrale, rischia di scomparire a causa dell’innalzamento del livello del mare e dei continui cambiamenti climatici. A denunciare la situazione catastrofica del suo paese è proprio l’ex Presidente Anote Tong, già comparso nel famoso documentario Before the Flood di Leonardo DiCaprioospite della serata di CinemAmbiente e protagonista di un Q&A alla fine della proiezione.

Sullo sfondo di Anote’s Ark si sviluppa il dibattito internazionale a tutela dell’ambiente, di cui Anote Tong si fa portavoce girando il mondo per i diritti del suo popolo. Ma non è solo il clima a preoccupare Kiribati: le migrazioni causate dal “climate change” scatenano una serie di argomenti sociali, politici ed economici davvero preoccupanti.

Su questa base il film vive un parallelismo: mentre in primo piano, con tenacia e coraggio, il Presidente Anote Tong sostiene i negoziati internazionali sul clima incontrando le personalità più influenti al mondo (Papa Francesco e Obama per citarne alcuni), dall’altra il regista Matthieru Rytz ci racconta la storia di Semerary, una giovane ragazza, madre di sei figli, che lascia Kiribati in cerca di fortuna in Nuova Zelanda. Due linee narrative destinate ad incrociarsi per dipingere il ritratto di un popolo determinato a salvare la sua nazione.

Anote’s Ark è una testimonianza ricca di valore documentaristico: nel suo debutto alla regia, il rinomato fotografo canadese Rytz porta uno stile visivo potente, tanto nella riproduzione della vita quotidiana degli abitanti di Kiribati, quanto nella strada percorsa dal Presidente tra apparizioni pubbliche e lotte personali.

Attraverso gli occhi stanchi di Tong e il coraggioso sforzo per un futuro cambiamento, Anote’s Ark crea uno studio avvincente sulla situazione di un uomo per combattere il riscaldamento globale e il nostro bisogno collettivo di rispondere. In caso contrario, la previsione vede miliardi di persone alla deriva e senza una casa.

Quanto in alto deve salire il livello del mare prima che qualcuno si svegli?