Jamie Dornan e Dakota Johnson riprendono i loro ruoli di Christian Grey e Anastasia Steele in Cinquanta Sfumature di Nero, questo tanto atteso secondo capitolo della serie bestseller, “Cinquanta Sfumature”.
Sulla scia degli eventi messi in moto nel 2015 dal film che ha incassato più di 560 milioni di dollari in tutto il mondo, questo nuovo episodio ci invita ad abbracciare un lato più romantico e allo stesso tempo più oscuro.

Anastasia se n’è andata e non ritorna più. Si inizia così, dove eravamo rimasti. Anastasia ha detto stop e ha abbandonato Christian Grey perchè, seppur follemente innamorata, non poteva diventare una sua sottomessa. Christian e Anastasia soffrono, lei non mangia e dimagrisce. Ma l’affascinante miliardario – dai gusti sessuali “particolari” – è disposto a tutto pur di riaverla al suo fianco, così, dopo averci angosciato con un valzer di “contratto sì, contratto no, contratto boom” durante tutto il primo film, a pochi istanti dall’inizio del secondo adattamento cinematografico viene risolto il mistero: il contratto non c’è più.
Per far sì che la loro storia funzioni, Anastasia gli ha dato un ultimatum: nessun segreto. Voleva, doveva sapere, ma di fronte ad alcune verità, si sentirà ferita. Ma continua ad amarlo, consapevole degli sforzi che lui dovrà fare per lei.

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Le premesse erano buone. Erano perchè, anche in questo secondo episodio della saga erotica, a farla da padrone sono una sceneggiatura che ci ha lasciati interdetti e una regia poco convincente.
Non siamo qui a fare il processo alle intenzioni e ai progetti cinematografici. Ci sono aspetti negativi e positivi e, per una volta, partiamo da quelli positivi.
Se in Cinquanta Sfumature di Grigio avevamo assistito a due performance poco persuasive di Dornan e Johnson, in Cinquanta Sfumature di Nero (finalmente) i due attori sono complici, meno imbarazzati, accompagnati da scene di sesso alla “vaniglia” che, rispetto al primo capitolo, sottolineano la chimica dei protagonisti, ma che non esplorano troppo il lato hard dei libri, finendo inevitabilmente nel porno-harmony che tanto piace a quelle romanticone che correranno al cinema.
Costumi, abiti e lingerie da urlo, sontuose location e un’intimità spinta poco esplorata. Ma allora, dove sono finite le Cinquanta Sfumature? Assistiamo ad un cambiamento notevole: Anastasia è ormai disinibita e determinata, conosce la sua sessualità. Christian è un po’ troppo remissivo per i nostri gusti e con il suo profondo oceano di segreti ci sembra quasi un cucciolo smarrito.
Se la prova degli attori può essere considerata buona, meno lo è quella dello sceneggiatore.
Niall Leonard, marito dell’autrice della saga E.L. James, cui prova ha il risultato di un dilettante, scrive sequenze disarmoniche, scene che ci vengono presentate sullo schermo senza un filo logico anche per coloro che il libro lo hanno letto. Una narrazione forzata e poco fruibile dallo spettatore.

Non convincono nemmeno i comprimari: una Kim Basinger da soap opera che da esperta dominatrice che ha iniziato Christian Grey ancora adolescente alle pratiche del BDSM, diventa praticamente inesistente; così come la ex-sottomessa di Christian, Bella Heathcote, sull’orlo dell’omicidio/suicidio, ma che in realtà viene travolta dall’amore della coppia, facendo cadere le sfumature nere che dovevano padroneggiare.
Finisce così. Finisce quel peccato che tanto aveva appassionato le casalinghe, finisce in tantissima vaniglia e tanto amore. Un grande merito, ad ogni modo, va al coraggio di E.L.James, autrice di un fenomeno mondiale ed è per questo che il film va visto, con le vostre amiche, con i vostri compagni o con chi volete. E se non vi dovesse entusiasmare, state sereni, vi farete qualche risata tra un giro di lenzuola e una palpatina in ascensore.

A cura di Erika Gargano
Photo e Video Credits: Universal Pictures International Italy