Per chi non ha dimestichezza con i fumetti Marvel e ha incontrato il personaggio di Doctor Strange solo al cinema, sa che egli è comparso per la prima volta neanche due anni fa (in realtà vi fu una serie tv a lui dedicata, circa una quarantina di anni fa, ma non se ne fece più nulla per colpa degli scarsi ascolti). Eppure, nei fumetti, è spesso presente.
Forse, dapprima considerato personaggio (creato da Stan Lee in persona) poco degno di un film da assoluto protagonista, al suo esordio ha decisamente puntato il piede e si è fatto valere.

Nell’ottobre del 2016 i cinefili (non o poco seguaci dei fumetti), hanno conosciuto Stephen Strange, un neurochirurgo di fama mondiale e con un ego più grande di lui, costretto a fare i conti con la sua vita (e non solo) dopo un incidente automobilistico che lo priva dell’uso delle mani. In una zona remota del Nepal, va alla ricerca di cure non convenzionali che lo aiutino a tornare quello di prima.
Quello che Strange, anzi, Doctor Strange, non si aspetterà, sarà apprendere le arti mistiche e come praticarle, grazie all’aiuto e agli insegnamenti di un Vecchio Stregone, l’Antico. Da qui in avanti la scelta si complicherà per il nostro dottore: tornare alla vita di prima o usare tutte le sue qualità e virtù per salvare il mondo?

Film psichedelico, scenografie studiate con precisi rigori geometrici, Doctor Strange è forse uno dei pochi film Marvel che riesce a rendere il supereroe stesso più umano che mito, con una dimensione psicologica sfaccettata, dilatata e studiata a fondo mai vista, forse, così, in altri film Marvel precedenti.

E poi, c’è Benedict Cumberbatch. Esteticamente identico alla versione fumetto, Cumberbatch immette quella dose di ironia verbale e non, che solo lui potrebbe dare e Stephen Strange.

Comparso in Thor: Ragnarok, Stephen Strange comparirà presto in Avengers: Infinity War, che uscirà nelle nostre sale il 25 aprile. Siamo certi che, essendo in possesso della Gemma del Tempo, il dottore sarà tra i grandi protagonisti del blockbuster Marvel.