Dopo la partenza musicale del 2016 con La La Land, la 74esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia ha aperto oggi i battenti presentando alla stampa e al pubblico, in anteprima mondiale,
Downsizing, il nuovo film di Alexander Payne.

Downsizing, diretto da Alexander Payne e sceneggiato insieme a Jim Taylor, è una black comedy composta da satira e fantascienza sociale. Un’opera che punta il dito contro i problemi del mondo: la sovrappopolazione, il riscaldamento globale, il consumismo e le risorse naturali in esaurimento. Il protagonista di Downsizing è Matt Damon nei panni di Paul Safranek, accompagnato da una veloce performance della simpatica Kristen Wiig (qui in un ruolo decisamente più drammatico rispetto a quelli a cui ci ha abituati), dall’insostituibile Christoph Waltz e dall’attrice rivelazione Hong Chau.

Paul Safranek decide di rimpicciolirsi per raggiungere i comfort e il lusso di una vita fatta di sfarzi e per poter vivere di rendita. L’esperimento, che consiste proprio nel miniaturizzare le persone fino a circa 12 cm di altezza, viene venduto come un’arma per combattere l’eccessivo consumo e salvare il pianeta.

Downsizing vanta una fantascienza sociale che sostanzialmente funziona e cerca di parlarci dei dilemmi esistenziali con umorismo e, a volte, con retorica. Il corpo del film e la sua morale possono vantare molteplici interpretazioni, una su tutte sottolineare la grandezza della natura nei confronti dell’essere umano sempre più “piccolo”, meschino e indifferente. Un film che si espone politicamente ma non troppo, che indaga i pro e i contro di un esperimento singolare e originale con una vena malinconica.

Al centro di Downsizing, in fondo, è ben palesata la mediocrità dell’essere umano, le sue insicurezze e la sua psicologia: Matt Damon, che di lavoro fa il terapista occupazionale, conduce una vita che si colloca tranquillamente nella bassa borghesia e, messo davanti ad un bivio, sceglie di prendere la strada che lo condurrà alla patinata vita lussuosa che da sempre sogna per se stesso e per la sua compagna.

Alexander Payne cavalca l’onda del capitalismo dei buoni sentimenti sfruttando la giocosità di questo futuro improbabile e alternando pessimismo e ottimismo. Matt Damon, dal canto suo, fa ciò che gli viene meglio: interpreta un personaggio che potremmo definire il “ragazzo della porta accanto” con la calma e ingenuità, ma l’identità di Paul Safranek poteva essere più tridimensionale.

Degne di nota le interpretazioni dei comprimari Hong Chau e Christoph Waltz: la prima, nei panni di una dissidente vietnamita dal cuore d’oro, brilla per simpatia e spontaneità, il secondo è un adorabile e indispensabile Lucignolo, un vicino di casa a cui piace la vita mondana. Christoph Waltz veste il suo personaggio con ironia e incarna un perfetto mascalzone. 

Downsizing è un film ben sceneggiato ed esteticamente piacevole, ma si perde in un finale troppo poco egoistico e banale.