Valeria Golino dirige in modo egregio Riccardo Scamarcio e Valerio Mastandrea, nella sua opera seconda, Euforia, presentata in anteprima a Roma

Arriverà nelle nostre sale il 25 ottobre, dopo l’avventura al Festival di Cannes  – in concorso nella sezione Un Certain RegardEuforia, opera seconda di Valeria Golino che vede come protagonisti Riccardo Scamarcio e Valerio Mastandrea.

Euforia segue le vicende di Matteo (Riccardo Scamarcio) un giovane imprenditore di successo, spregiudicato, affascinante e dinamico, e del fratello Ettore (Valerio Mastandrea), un uomo cauto, integro, che vive ancora nella piccola cittadina di provincia dove entrambi sono nati. Due persone apparentemente lontane, la cui vita li obbliga, ad un certo punto, a riavvicinarsi per affrontare una situazione difficile.

Euforia è stato presentato a Roma martedì 16 ottobre, al cinema Caravaggio. Presenti la regista, le sceneggiatrici Francesca Marciano e Valia Santella, e i protagonisti: Scamarcio, Mastandrea, Isabella Ferrari, Valentina Cervi e Andrea Germani.

Valeria Golino si è avvicinata a questa storia nel tentativo di tratteggiare, insieme ai protagonisti, la contemporaneità: “L’etica del quotidiano delle nostre vite, piccole, con tutti i nostri problemi ed i nostri dubbi, mi interessa molto. Porsi quelle domande, raccontare una storia in questo modo. Trovo che sia molto difficile raccontare l’oggi, questo momento storico. Cerco qualcosa che trascenda dai semplici fatti, per arrivare a qualcosa di cui non ho le risposte.”

I due attori protagonisti si scambiano battute divertite e si dicono entusiasti di aver lavorato tra loro e con la Golino: “Ero molto felice di lavorare con Valeria in una veste diversa di come avevamo fatto come attori tanti anni fa. La curiosità di Valeria e la sua capacità di sorprendersi e di sorprendere andrebbe insegnata nelle scuole di cinema. E’ portatrice sana di passione per questo mestiere, cosa che sia io sia Riccardo stiamo perdendo lentamente. Lavorare insieme poi ci stava dando il colpo di grazia.” Interviene, quindi, sorridendo Scamarcio: Cosa aggiungere a questa analisi rispetto, appunto, all’euforia? Fare un film non può prescindere dai compagni di viaggio, perchè si mette in scena qualcosa che è stato scritto in un altro momento. Quindi questa alchimia che si è creata sul set comprende anche tutto quello che è successo a me, ma anche agli altri, durante il periodo delle riprese e di come le abbiamo affrontate.”

Ma che cos’è l’euforia? Risponde a questa domanda Valia Santella: “L’euforia è uno schermo su un fiume di ansie, di paure. La gioia e l’allegria sono un’altra cosa. L’euforia nasconde anche il suo contrario. Il mondo degli euforici che viene raccontato è una specie di farmaco per allontanare il dolore, la realtà che li circonda.”

Per quanto riguarda l’estetica del film, la Golino fa un paragone con la sua opera prima Miele: “Miele era un film più univoco nei contenuti quindi era più facile fare un film dal gusto estetico che mi somigliasse. In questo caso, invece, raccontavamo si una storia dolorosa ma volevamo dare ai nostri protagonisti anche la possibilità di sorridere di quello che capitava. Non ho potuto quindi utilizzare un’estetica obliqua ma dovevo rientrare nei contenuti. C’era bisogno di trovare l’unione tra toni estremi tra loro, perciò ho fatto inquadrature che mi piacessero ma che fossero comunque convenzionali.”

Photo Credits: La Repubblica