Le feste non sono solo luccichii, vangate di cibo, calzini e mutande sotto l’albero, famiglie riunite e perdite milionarie a tombola. Il trittico Natale-Capodanno-Befana vuol dire riposo, vuol dire divano e telecomando. Vuol dire: maratone di cinema!

Ora, lo sappiamo tutti che le reti nazionali, satellitari, mondiali e interplanetarie hanno una programmazione standard per coccolare i cinefili in panciolle. Dilettanti, loro.

Noi invece ve ne offriamo 6, sei ipotesi di maratone per sei diversi tipi di spettatori: il tradizionalista, il bambino (anche solo inside), il romantico, il single, il disagiato, il disagiato che ama i musical.

Il tradizionalista

Con lui si va sul sicuro: le pietre miliari della programmazione gli faranno luccicare gli occhi di gioia e si siederà lì, alca seltzer in mano, per gustarsi i grandi classici:

  • Mamma ho perso l’aereo (no, non ha bisogno di riassunti per rinfrescarvi la memoria).
  • Una poltrona per due (ogni volta si spera che i due vecchiardi che, per scommessa, sconvolgono le vite del ricco e del povero, muoiano di colpo apoplettico. Ma non succede mai).
  • Miracolo sulla 34ª strada (per tutto il film non sai se Kris, il Babbo Natale del centro commerciale, sia davvero lo spargitore di regali o un mitomane. Ma con quella barba gli si perdona tutto).
  • Il Grinch (Identikit: cattivo, verde come Hulk ma senza pettorali, odia tutti e per colpa dei bulli a scuola, detesta pure il Natale. Praticamente il Grinch siamo noi, porcospino!).
  • A Christmas Carol (Natale porta a bilanci e lo sa bene quel taccagno di zio Scrooge a cui tocca incontrare i fantasmi del suo passato, del suo presente e del suo futuro per capire che è una brutta brutta brutta persona).

Il bambino (anche solo inside)

Un po’ cartoni animati, un po’ favole che scaldano il cuore, i film della maratona dedicati ai fanciulli sono tanti, troppi per sceglierne qualcuno in particolare senza essere consapevoli che la selezione sarà ingiusta e parziale. E proprio per questo, è necessario farla:

  • Elf (quando parti dal Polo Nord alla ricerca di tuo padre che vive a New York, città in cui vaghi vestito da elfo e nonostante tutto, trovi pure una fidanzata).
  • Jack Frost (la sfida è nel non piangere quando il papà morto, per qualche tempo diventato pupazzo di neve, saluta la moglie e il figlio e sale in cielo. Provateci, a non piangere. Mostri).
  • The Polar Express (quando basta una campanella per decidere che credere alle favole è meglio che vivere di ciniche consapevolezze).
  • L’apprendista di Babbo Natale – Il Natale di Nicolas (Se sei orfano, buono, ti chiami Nicolas e sei continuamente bullizzato, hai buone possibilità di essere il prossimo Babbo Natale).
  • Il drago invisibile (Se riuscite a resistere alla botta allo stomaco dell’inizio, quando i genitori del protagonista si capottano in auto e lo lasciano superstite, crescere da solo in bosco adottato da un gigante drago invisibile, allora potere arrivare fino alla fine. E fare i marines).

Il romantico

Ogni scusa è buona per spargere cuori e amare il mondo, la vita e il cioccolato. Anche una maratona di film romantici che farebbero cariare i denti anche al Gollum. Come per i film per i bambini, la selezione di commedie romantiche non potrà che essere parziale e ingiusta.

  • Love Actually (il film che ha la maggior responsabilità sull’uso e abuso di cartelloni e pennarelli per raccontare messaggi d’amore senza parlare. Ma quanti cuori per Mark…).
  • Notting Hill (lui sembra sfigato, lei è un’attrice bellissima e famosa. Lui la fa innamorare con gaffe e aranciate versate addosso. S’inseguono per anni prima, poi sole, cuore e ammmore).
  • L’amore è una cosa meravigliosa (prendete una colonna sonora capolavoro, un giornalista sposato e affascinante insieme a una dottoressa anglocinese intelligentissima. Mettete tutto a Hong Kong, anni ’50. Scoppierà un amore tormentato, con tanto di finale disperato. E buon Natale).
  • Harry ti presento Sally (Una donna per amico e la difficoltà nel capire i propri sentimenti. La scena del finto orgasmo al ristorante consigliamo di farla partire durante la tombola con i parenti).
  • Your name (Mitsuha vive in campagna e di notte sogna di essere un ragazzo di Tokio. Taki, a sua volta, sogna di essere Mitsuha. S’incontrano tutte le notti, nei sogni, senza mai ricordare i propri nomi. Una poesia che diventa anime).

La nemesi del romantico, il single. Che vorrebbe limonare duro guardando i film di cui sopra, e che invece per quest’anno si puppa un’altra maratona. Tinder permettendo:

  • Bridget Jones (DI CO-SA STIA-MO parlando?!?).
  • Serendipity (il bisogno di credere che, se non stiamo con nessuno, è perché la nostra metà sta vagando per il mondo alla nostra ricerca. E cullarci nell’illusione).
  • Thelma & Louise (tu, un’amica e una cabrio in giro per il mondo, pronte a lenire le proprie pene d’amore raccattando Brad Pitt per strada. Ma senza suicidio finale, possibilmente).
  • Se mi lasci ti cancello (meglio non aver amato mai che aver sofferto per amore? Domanda senza risposta, ma voi concedete un’opportunità a questa chicca dal titolo improponibile).
  • French Kiss (ovvero, quando sei bella ma goffa e il tuo fidanzato ti molla per una francese ma tu, in aereo, capiti vicino a quel manzo di Kevin Kline e il fidanzato muuuuuto).

Passiamo adesso ai disagiati, ai fintocinici, a quelli che hanno un piede in questo mondo e un altro incollato al Brooklin bianco masticato alle medie, negli anni ’80-’90. Siamo tutti disagiati e nostalgici, e anche noi meritiamo una maratona su misura per noi e le nostre introspezioni:

  • I Gremlins (quando a Natale mamma e papà ti regalano il cagnolino che chiedevi da anni e, invece, è la reincarnazione dell’anticristo affamato. Cult assoluto).
  • Babbo Bastardo (se davanti hai un Babbo Natale figo ma puzza di alcool, non ha una casa, si accoppia ripetutamente e va spesso in galera, come regalo chiedi di scappare via da lui).
  • Nightmare before Christmas (Un po’ come quando sei triste e ami il prossimo come Charles Manson, ma ti obbligano a partecipare alle feste natalizie aziendali e di famiglia. Tutto in stop-motion e sceneggiato da Tim Burton).
  • I Goonies (da una parte ragazzini ai quali tanto devono i fratelli Duffer, dall’altra dei criminali evasi, la mancanza di soldi e l’adolescenza. Indimenticabili i protagonisti, tra cui il mitico Slot, per un capolavoro totale).
  • Donnie Darko (la fortuna di essere in un campo da golf in Virginia mentre cade il motore di un aereo nella tua camera. O forse no. Serve vederlo almeno 5 volte prima di far pace con questo film culto che racconta multiuniversi e conigli giganti).

Cosa c’è peggio dei disagiati? I disagiati cui piacciono i musical. Come direbbe Rosalino Cellamare “non abbiam bisogno di parole” e quindi lasciamo cantare i titoli scelti:

  • Tutti insieme appassionatamente (se sei una baby sitter e ti capita di dover accudire a 7 bambini, figli di padre scorbutico, non puoi che cantare).
  • Moulin Rouge! (la rivisitazione pop e glam della Traviata di Verdi nella Parigi degli anni ’20 in cui tutti noi abbiamo desiderato vivere. Ma con lo sciroppo della tosse dei giorni nostri).
  • Mary Poppins (vederlo almeno una volta l’anno dovrebbe essere il minimo sindacale per ottenere il diritto di voto).
  • Cantando sotto la pioggia (un gioco di equivoci e di cose dette mentre scroscia la pioggia, batti i tacchi, sali sui divani e scopri che la vita sa essere uno spettacolo sempre).
  • Cabaret (se Kit-kat non è uno snack ma uno stile di vita, se come vicina di casa hai una che ti inizia ai piaceri del sesso, allora tu sarai un pianeta che diventerà una stella).