Già premiato con l’Orso D’Oro al Festival del Cinema di Berlino, è il documentario di Gianfranco Rosi il film scelto per rappresentare l’Italia e che, qualora giungesse nella rosa dei 5 finalisti, potrebbe aggiudicarsi l’Oscar come Miglior Film Straniero nella prossima edizione degli Academy Awards che si terrà a Los Angeles la notte del 26 febbraio 2017.

Noi ci speriamo. C’era anche da aspettarselo, non tanto perchè gli altri film concorrenti non fossero all’altezza, anzi, ma perchè questo documentario è, come definito dallo stesso regista, di tutti.
La scelta è stata fatta dalla commissione dell’ANICA (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive Multimediali) composta da giornalisti, produttori, distributori del panorama italiano e dal regista Paolo Sorrentino.

Fuocoammare” non fa affidamento sull’estetica, non si aggrappa a dialoghi infiniti o indefiniti, non è finzione, è un film documentario ambientato a Lampedusa, l’isola della speranza. Di sicuro non si tratta di giornalismo investigativo perchè quello che fa Rosi è riportare con immagini e racconti la vita quotidiana di chi il dramma dell’immigrazione lo vive in “casa”. Si parla di pescatori, di medici e soprattutto di migranti.
La vita di Lampedusa ha poco a che vedere con la quella del resto dell’Italia perchè lì i protagonisti sono natura e mare: senzi di essi probabilmente l’isola non avrebbe mai potuto sopportare il peso dell’immane tragedia delle traversate che si ripetono con frequenza preoccupante e devastante.
Un plauso agli altri sei candidati: Perfetti Sconosciuti di Paolo Genovese, Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti, Suburra di Stefano Sollima, Pericle il Nero di Stefano Mordini, Indivisibili di Edoardo De Angelis e Gli ultimi saranno ultimi di Massimiliano Bruno, opere diverse ed eccezionali che hanno fatto rinascere l’Italia in questa stagione cinematografica mai così ricca ed eterogenea.

Da bravi italiani noi in questo Oscar ci speriamo, ma la speranza ancora più grande è che la tragica realtà dell’isola siciliana non venga mai dimenticata.

Photo Credits: 01 Distribution
Fonte: La Repubblica