Gifted – Il Dono del Talento arriva al cinema dal 1° Novembre.
Qui la nostra recensione.

Entrare a far parte della cinematografia di genere può essere un’arma a doppio taglio. E con cinematografia di genere si intende quella “fantastica” che porta con sè elementi particolarmente amati dalla massa popolare, il cinecomic per esempio.

Lo sa bene il protagonista di Gifted Chris Evans: da anni (re)legato nei panni di Captain America, a Steve Rogers deve molto. Catapultato nell’Olimpo di Hollywood grazie al franchise Marvel che lo vede protagonista, l’affascinante biondino nato a Sudbury rischiava di essere lo stereotipo dell’attore bello e capace solo di ricoprire un determinato ruolo. Non Chris Evans. Non per chi, come me, lo segue da anni. Il protagonista di Gifted aveva già mostrato le sue doti drammatiche in film come Snowpiercer (thriller fantascientifico distopico e apocalittico del 2013) e in Puncture.

gifted

Un curriculum che parte dalla commedia, passa dal fantasy e arriva fino al dramma, senza dimenticare l’esperienza in regia (Before We Go del 2014): Chris Evans ha talento e Gifted ne è l’ennesima conferma.

Abbandonati per un attimo scudo e armatura, in questo film Evans dimostra che si può essere supereroi utilizzando solo la forza dei sentimenti.

GIFTED: IL DONO DEL TALENTO

La storia di Gifted è ambientata in una cittadina nei pressi di Tampa, in Florida, dove la piccola Mary Adler (Mckenna Grace) cresce sotto le cure non convenzionali dello zio Frank (Chris Evans), fratello della madre morta suicida sei anni prima. A sette anni compiuti, Mary dimostra di possedere un talento naturale (ereditato dalla mamma) per i numeri e la matematica, un’autentica “gifted” che riesce a risolvere da sola equazioni quasi impossibili.

Ben presto però il suo enorme dono desta l’attenzione dell’insegnante Bonnie e della preside: entra così in scena la glaciale e british nonna materna Evelyn (Lindsay Duncan). La donna, colpita dal suo genio precoce, pretende per la nipote una formazione appropriata nel moderno Massachusetts, in ambiente accademico e con un team di insegnanti specializzati a disposizione.

Lo zio Frank, invece, vuole rimanere fedele alla promessa fatta alla sorella: garantire alla piccola Mary un’infanzia normale, spensierata e in compagnia dei suoi coetanei.

I due modi diversi di immaginare il futuro della nipotina troveranno (forse) una soluzione dopo una straziante battaglia legale per l’affido.

UNCLE LOVE

La regia emozionale di Mark Webb si unisce alla sceneggiatura coinvolgente di Tom Flynn. Chris Evans e McKenna Grace sono i padroni assoluti della scena e, complice un’ottima scrittura dei personaggi, sono in grado di destreggiarsi con precisione millimetrica tra i toni del dramma e quelli della commedia. Webb costruisce Gifted come un lungo duetto tra i due interpreti non dimenticando, però, le performance eccellenti dei comprimari: da una parte l’amica fidata Roberta (una straordinaria Octavia Spencer) e dall’altra la dolce Jenny Slate nei panni della maestra Bonnie Stevenson. Gifted ruota intorno a due temi che ancora oggi affliggono la società: l’affidamento e l’adozione. L’amore unconventional che sa di famiglia tra zio e nipote, e che poco differisce da quello tra un padre e una figlia, pone l’attenzione su questioni ben più grandi e critica la legge, troppo spesso dalla parte del potere. Frank Adler è un misterioso e problematico ragazzo che fa il meccanico nautico, ha in fondo rinunciato parzialmente alla sua libertà per prendersi cura della nipote: in che modo un padre biologico – che non conosce nemmeno il secondo nome della figlia – ha più diritti di uno zio che ha cresciuto per sei anni una bambina non semplice da gestire? La risposta a questa e ad altre domande vi farà emozionare e non poco.

L’ENFANT PRODIGE

Mckenna Grace interpreta Mary Adler dimostrando di essere lei stessa una gifted. Vecchia conoscenza dei fan della serie fantasy Once Upon a Time – la piccola, infatti, ha interpretato Emma Swan nei flashblack della sua infanzia – l’attrice, a soli 11 anni, dimostra di possedere un talento fuori dal comune. Naturale nei momenti tristi, ironica al punto giusto, ingenua e vulnerabile, il suo è un personaggio ben caratterizzato complice anche l’estrema familiarità creatasi sul set tra i protagonisti.

 

Il regista ha spiegato più volte, durante il tour promozionale, di voler raccontare le vicende di una famiglia nella quale non contassero né l’effettivo grado di parentela né il colore della pelle. Obiettivo raggiunto, dico io, perchè Gifted è un film che vi farà battere il cuore e per una volta non sarà grazie alla storia tra il bello o la bella di Hollywood, Gifted vi piacerà perchè stracolmo di emozioni e di verità.