SAMUEL L. JACKSON è L’UOMO DI VETRO IN GLASS, ORA AL CINEMA

A ben 19 anni di distanza da Unbreakable – Il Predestinato, Mr. Glass è tornato. Samuel L. Jackson, che ha al suo attivo 182 film ed è un grande pezzo di storia del cinema, ci regala una nuova, magistrale performance. E, mentre è nelle nostre sale con Glass, si prepara a raccogliere il successo planetario di Captain Marvel e Avengers: Endgame.

In fondo, anche Glass parla di supereroi. Supereroi intesi come Shyamalan li intende. Il regista, in una recente intervista, ha dichiarato:

“Credo nel piccolo pezzo di Dio che c’è in ciascuno di noi. Lo chiamano sovrannaturale, non so se è la parola giusta, credo che ci sia qualcosa oltre ciò che possiamo vedere. Ma non ho le prove quindi continuo a fare film che raccontano: e se?”.

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Quel “se” è lo stesso se di Unbreakable–Il Predestinato. Il film narrava la storia di David Dunn (Bruce Willis), guardia giurata e unico sopravvissuto di un incidente ferroviario.

Il film fu un precursore in campo culturale poichè, realizzato molti anni prima dell’esplosione dei film sui supereroi Marvel e DC, che oggi dominano l’industria cinematografica, aveva al centro una domanda: e se i supereroi fossero reali?

Cedendo all’insistenza di un misterioso collezionista di fumetti rari, Elijah Price (Samuel L. Jackson), vittima di una patologia che fa sì che le sue ossa si spezzino al benché minimo urto (proprio come il vetro), Dunn finisce per convincersi di essere dotato di una forza sovrumana che lo rende immune a incidenti o malattie. Non solo, ha anche la facoltà di vedere o percepire le azioni malvagie degli altri semplicemente sfiorandoli. Venuto a patti con questa sua nuova realtà e iniziando a esercitarne i suoi (super)poteri, Dunn diventa un vigilante, che salva gli innocenti e punisce i criminali,e nel contempo scopre la sua vera vocazione.

Nella scena finale del film, Dunn si reca da Price per ringraziarlo, ma nel momento in cui ha un contatto fisico con lui, scopre che era stato proprio Price a causare il disastro ferroviario a cui lui era sopravvissuto e ad aver commesso anche altri atti di terrorismo, e tutto ciò nel tentativo di trovare Dunn. Lo scopo? Perché se Dunn è un supereroe indistruttibile e Price è il suo opposto, allora finalmente Price saprà con certezza chi egli sia: un super-cattivo, Mr. Glass.

Alla sorprendente storia di Unbreakable, va aggiunto il pezzo del puzzle che Shyamalan ha regalato ai suoi spettatori nel 2016 con Split. Opera geniale e sinistra, aveva come protagonista un eccezionale (ora come allora) James McAvoy, attore incredibilmente poliedrico in grado di adattare tono di voce e body language alle personalità multiple che abitano il corpo e la mente del suo personaggio, Kevin Wendell Crumb. L’uomo “fa cose orribili perchè ha subìto cose orribili”. La vera sorpresa di Split, oltre al ritmo incalzante della pellicola e alla trasformazione fisica di McAvoy, fu la scena finale, un plot twist che apriva le porte al sequel che vediamo oggi in sala.

La scena conclusiva di Split si svolge in un piccolo ristorante di Philadelphia, dove vediamo gli avventori apprendere dalla tv la notizia che una delle ragazze rapite è sopravvissuta, ma che Crumb è ancora a piede libero. Mentre il notiziario prosegue, vediamo un uomo al bancone, ripreso di profilo. Con stupore, quando si volta, scopriamo che si tratta di David Dunn (Willis). La sua comparsa apriva le porte dell’inattesa trilogia di Shyamalan, diversa da qualunque altra mai realizzata prima, dove ogni opera ha un suo linguaggio e una sua forza.

Come i gradini di una scala, se Unbreakable – Il Predestinato analizzava un uomo che impara a comprendere il suo vero potere e Split esplorava il potere letale di una Bestia generata da una mente danneggiata e scossa, Glass arriva fino alle radici del concetto di identità.

Ritornando a Samuel L. Jackson, il suo Elijah Price, in Glass, appare inizialmente come un surrogato di ciò che era prima. Rimasto nel reparto psichiatrico dell’ospedale Raven Hill dalla fine di Unbreakable, egli sembra essere una sorta di fantasma dallo sguardo assente, incapace di interagire. Ma questa è solo una calma apparente perchè, come dichiarato dallo stesso attore, “È praticamente lo stesso di prima. Elijah è ancora un grande calcolatore, un acuto osservatore, è ancora forte. Ha solo vissuto in isolamento, ma questo gli ha permesso di avere molto più tempo per formarsi delle opinioni, per elaborare piani, per approfondire ulteriormente le sue convinzioni”.

Ciò che lo rende estremamente pericoloso è il fatto che nessuno sappia cos’ha in mente, e l’arrivo di Dunn e Crumb è l’opportunità che cercava. Glass sorprende dal punto di vista narrativo perchè lo spettatore è in grado di cambiare, gradualmente, la percezione che ha di Price: un personaggio che dai margini diventa eroe, fino a dare il nome al film. Sarà questo, in fondo, il suo superpotere?

Photo Credits: Universal Pictures, distribuito da Disney Italia