I Fantastici 10 e gli Indelebili del 2017 sono opere che rimangono nel nostro cuore e ci hanno fatto spalancare gli occhi con un senso di meraviglia. Sebbene siano chiare al pubblico cinefilo le 10 pellicole più belle dell’anno appena trascorso, sono molti i film che sentirete ripetere più e più volte durante la stagione dei premi e abbiamo pensato di dare un nostro personalissimo contributo.

La prima lista che trovate qui comprende i 10 film che, secondo noi, si sono distinti in questo anno e che hanno davvero qualcosa in più rispetto agli altri. Alcune pellicole non sono ancora uscite in Italia, ma hanno già avuto una distribuzione americana e sono state presentate durante i festival cinematografici europei.

Tranquilli, non siamo di colpo diventati matti: manca La La Land all’appello. Ma c’è un motivo: il musical di Damien Chazelle dominava la nostra classifica dei film del 2016 poichè, nonostante sia uscito in Italia a gennaio 2017, è stato presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2016, così come Arrival. E chi ci segue da tempo sa che La La Land, per noi, è la massima espressione d’amore per il cinema.

Veniamo ora alla prima classifica generica, la nostra TOP 10 2017:

The Shape of Water: tutte le forme, oltre a quella dell’acqua, portano all’amore;

Three Billboards Outside Ebbing, Missouri: fare grande cinema non significa sedersi e filmare il mondo di oggi che va alla deriva, per fare il grande cinema bisogna credere nella forza del dialogo;

Blade Runner 2049: un miracolo di sequel;

Dunkirk: Nolan esalta, estremizza, turba ed emoziona. Nolan è epico;

Chiamami col tuo nome: l’amore ai tempi della borghesia;

Logan: l’ultimo viaggio di Wolverine;

Baby Driver: il musical vestito da action movie;

mother!: l’incubo delirante e apocalittico che sconvolse Venezia;

Coco: voglio vivere a colori. Cantando e piangendo;

Loving Vincent: il cinema e l’arte si prendono per mano e dipingono insieme un capolavoro d’altri tempi. 

La seconda parte del nostro articolo, invece, è molto più intima. Ci siamo riuniti e ognuno ha descritto a modo suo la pellicola che ha preferito, quella di cui sicuramente acquisterà il DVD o quella che merita di vincere tutti i premi che il pubblico o la critica non hanno saputo riconoscere. Che parli la redazione di My Red Carpet

I, Wonder! – di Kiara Emanuele

Diverso perché? Diverso per chi? Tra tutti i film che ho visto in questo 2017 ho deciso di portare con me per sempre Wonder, trasposizione cinematografica del meraviglioso libro di R. J. Palacio. Wonder sceglie la gentilezza, sceglie di parlare della diversità con delicatezza affrontando più punti di vista. La grande e vera meraviglia è la capacità di questo film di commuovere, di far riflettere e di dividere e diffondere un problema. Che poi in fondo problema non sarebbe se a questo mondo non esistessero l’indifferenza e l’ignoranza.

La favola subacquea – di Laura Casagrande

The Shape Of Water è il mio film dell’anno. È un lungometraggio curato dei minimi particolari: dai personaggi, alla scelta degli attori, dalla regia, alla colonna sonora. Ma ciò che ho più amato di questa pellicola è la storia che racconta. Una favola gotica che descrive perfettamente l’amore, quello vero, profondo, passionale. Le storie romantiche descritte nel cinema sono tendenzialmente tutte tra esseri umani, di solito di bell’aspetto. Questa, invece, ha come protagonisti una ragazza muta e una creatura mostruosa simile a un rettile. La cosa sorprendente è che, nonostante i due personaggi siano quanto di più lontano dall’immaginario classico di “storia romantica”, esprimono meravigliosamente le emozioni tipiche dell’innamoramento, travolgendo lo spettatore e lasciandolo senza parole, con una quantità indecifrabile di lacrime sul viso.

IsabELLE! – di Francesca Antoniutti

Elle è un film geniale che gioca coi generi e con diversi registri narrativi in maniera sbalorditiva. Così si passa dal tragicomico, al noir dall’alto tasso erotico fino all’horror, solo per citarne alcuni. È quasi un omaggio alla sua stessa interprete, Isabelle Huppert, sulla bravura della quale le parole sono quasi sprecate: camaleontica e glaciale nel ruolo di Michelle, è sicuramente una delle migliori attrici degli ultimi 20 anni. A 77 anni Verhoeven ci consegna un lungometraggio importante e rivoluzionario che per quanto mi riguarda entra di prepotenza nella lista di film che bisogna vedere almeno una volta nella vita.

Una famiglia spaziale – di Barbara Santise

A un film, per diventare indimenticabile, chiedo poche cose: una trama coerente, il senso dell’avventura, la profondità dei temi importanti trattati con leggerezza calviniana, due deltoidi degni di nota e una colonna sonora indimenticabile. Tutto questo, e tanto altro, ha I Guardiani della Galassia vol. 2, il mio film preferito del 2017, l’unico che è riuscito a sorprendermi e commuovermi, lasciandomi fuori dalla sala con la voglia matta di comprarmi un walkman. Pur essendo un blockbuster, una pellicola dal budget faraonico, pur essendo un figlio Marvel, I Guardiani della Galassia vol. 2 è bello, più bello del numero 1.

Oh My Mother! – di Andrea Bonino

mother!: l’ultimo film di Aronofsky è il più diabolico e distruttivo. Una perfetta squadra di attori dove spicca la performance difficilissima ma trionfante della Lawrence.
mother! lascia un segno indelebile nello spettatore, diventando così indimenticabile. Ne esci stordito, come da un incubo. mother! è il mio indelebile 2017. 

Te lo dico io come si fa un sequel – di Valentina Fiorino

Perchè Blade Runner 2049? Un sequel che è come una sinfonia riadattata in chiave moderna ma diretta da mani capaci e dalla bacchetta dello stesso direttore d’orchestra. Dai replicanti alla continua ricerca dell’essenza dell’umanità: noi connessi alla rete e appesi alla tastiera di uno smartphone viviamo storie d’amore sempre meno reali. E poi il tema del sogno come mappa da seguire per trovare se stessi e il proprio destino. Un sequel credibilissimo potente ed incredibilmente bello da vedere.

L’animalista di Alessandro Gerardi

Okja è una favola animalista. Racconta il disperato tentativo di una ragazzina coreana di tutelare un amico animale (un maiale dalle enormi dimensioni) dagli interessi perversi di una corporation che vorrebbe mettersi un abito eco-friendly, mantenendo la sua anima dark. Ma Okja è, soprattutto, il film che ho amato di più. Okja è targato Netflix e questo è un punto a suo favore: in barba a quanto affermato a Cannes, io sposo lo streaming legale. La pellicola è poi una grande polemica sul capitalismo e punta il dito contro lo sfruttamento delle risorse naturali. Ma siamo sicuri che nella sofferenza della condizione animale non si rispecchi anche un po’ la nostra, di sofferenza?

Un film che è un MANIFESTO – di Roberta Panetta

La verità è che da quando l’ho visto in anteprima a Venezia non ho mai smesso di pensare ai Tre Manifesti. Avrei scelto The Shape of Water – perchè in fondo io scelgo sempre l’amore – ma Three Billboards Outside Ebbing, Missouri è la storia di un amore, l’amore di una madre coraggio.
Quella che definiamo dramedy (ovvero una pellicola nella quale dramma e commedia si incontrano a metà strada) è ciò che Martin McDonagh mette in scena, raccontando una storia disperata di vendetta, redenzione, umanità e sensi di colpa senza mai dimenticare una buona dose di umorismo. E lo fa utilizzando uno stile e una narrazione che rasentano la perfezione facendosi aiutare da attori di prim’ordine e dal potere inesauribile del dialogo. Non solo è indelebile, è un tatuaggio.

Sempre più Wonder, sempre più Woman – di Marika Santise

Per una patita di cinecomics come me questo 2017 è stato un vero e proprio “Paese dei Balocchi”: Logan, Guardiani della Galassia Vol 2, Spiderman – Homecoming, Thor Ragnarok, Justice League… ma il mio preferito in assoluto è senza dubbio Wonder Woman. Da quanto aspettavamo un film incentrato su una supereroina? Dopo muscoli al vento e braccia possenti finalmente è arrivata una vera amazzone a salvare il mondo! In body e stivali, senza contare una purezza d’animo che ormai sembra possibile solo nei fumetti.
Gal Gadot, l’attrice protagonista, è prova di femminilità e forza anche fuori dallo schermo, avendo portato avanti la sua carriera come modella parallelamente a quella di soldatessa delle Forze di difesa israeliane. Insomma, in un anno segnato dal girl power non potevo che premiare questo film!