LA TRAMA DI MOLLY’S GAME

Uscito nelle nostre sale il 19 aprile, Molly’s Game, film scritto e diretto dal pluripremiato Aaron Sorkin, si basa sull’omonimo romanzo di Molly Bloom, racconto autobiografico di una giovane ragazza che da promettente atleta olimpica diventa regina degli incontri clandestini di poker.

Molly Bloom è la più grande di tre fratelli (tutti e tre promesse sportive), e fin da piccola viene spronata dal padre, a volte in modo eccessivo, a perfezionare la sua tecnica sciistica, tanto che a soli vent’anni è una campionessa del freestyle.

Durante una gara, a causa di una serie di (sfortunate) coincidenze, perde il controllo degli scii ed in seguito ad una lesione fisica è costretta ad abbandonare definitivamente la carriera sportiva.

Lascia quindi il Colorado e si trasferisce a Los Angeles dove ottiene un lavoro estivo come segretaria tutto fare.

Occupata a realizzare e soddisfare le richieste assurde del suo capo, si trova, dopo l’orario lavorativo, ad aiutarlo a gestire incontri clandestini di poker tra uomini potenti e famosi: politici, stelle di Hollywood, sportivi e uomini d’affari (di cui le identità nel film rimangono rigorosamente riservate).

Durante i vari tornei Molly si avvicina al mondo del poker ed inizia ad interagire con i giocatori diventando un punto di riferimento durante gli incontri: è lei che gestisce il portafoglio delle partite e grazie al suo carisma guadagna la fiducia e le attenzioni, a volte anche troppo insistenti, di tutti i partecipanti.

Licenziata senza una giusta causa, decide quindi di organizzare a sua volta incontri di poker riservati a giocatori d’élite, sfruttando i contatti conosciuti in precedenza.

Grazie alla sua intelligenza e alla sua caparbietà, in breve tempo diventa la principessa del Poker di Los Angeles e in seguito di New York: questo le porterà rendiconti economici non indifferenti ma anche problemi legali che affronterà grazie all’aiuto di un ottimo avvocato.

Il film segna il debutto alla regia di Aaron Sorkin, premio Oscar per la miglior sceneggiatura non originale per The social network.

Nel cast una straripante Jessica Chastain, Idris Elba, Kevin Costner, Graham Green, Michael Cera, Jeremy Strong, Bill Camp, Chris O’Dowd e Brian d’Arcy James.

UNA MANO FORTUNATA A POKER…

Con questo film Sorkin vuole raccontare la verità, vuole dare voce ad una donna accusata in modo iniquo dalla giustizia americana e dipinta come un’approfittatrice senza scrupoli dai tabloid di tutto il mondo.

Molly, seppure responsabile di reati federali, rappresenta un modello per le giovani donne: intrigante, intelligentissima, forte e onesta. Dopo la caduta dagli sci e la brusca interruzione della carriera sportiva non si arrende, al contrario si rimbocca le maniche e sfrutta le sue capacità per sfondare in un mondo totalmente diverso dal suo.

La Bloom si ritrova ad essere la regina di un mondo di uomini potenti e importanti, interpretata dalla Chastain in maniera impeccabile, tra seduzione, bravura, caparbietà e bellezza.

Le due figure maschili principali vedono Idris Elba nel ruolo di Charlie Jaffey e Kevin Costner nel ruolo del padre di Molly.

Charlie Jaffey, l’avvocato che prenderà le parti di Molly,  è un Idris Elba dosato e raffinato, la cui argutezza e umanità caratterizzano perfettamente il personaggio.

Kevin Costner invece ricopre le parti del padre autoritario, psicologo di professione, che gioca un ruolo fondamentale nella formazione del carattere di Molly e nelle sue scelte di vita.

Sorkin per tutta la durata della pellicola riesce a mantenere vivo e acceso l’interesse dello spettatore con dialoghi arguti e sarcastici – seppur nel film manchi la suspense e l’azione – coordinati da performance eccellenti e da un’ottima scrittura dei personaggi.

Per rimanere in tema, regia e attori rendono questo film indubbiamente una scala reale.