Manca poco e finalmente arriverà anche nei nostri cinema Green Book, il film interpretato dalla coppia Viggo Mortensen/Maheshala Ali

Green Book ovvero la nuova strana coppia. No, non quella famosa composta da Jack Lemmon e Walter Matthau del 1968 , ma quella che vede protagonisti Viggo Mortensen e Mahershala Ali.
I due, infatti, sono i protagonisti del nuovo film di Peter Farrelly (Scemo & più scemo e, insieme a suo fratello Bobby, ha realizzato film come Tutti pazzi per Mary) che, discostato dal fratello, ha diretto in totale solitaria una di quelle commedie così brillanti come non si vedevano da anni.

Presentato al Toronto Film Festival prima e alla Festa del Cinema di Roma poi, il film è ambientato nei primi anni ’60 e racconta la storia del vero incontro e della vera amicizia nata tra Tony Lip e Don Shirley.
Frank Anthony Vallelonga, soprannominato Tony Lip, è uno di quei buttafuori che sa il fatto suo e che lavorava per uno dei migliori club di New York. Purtroppo, una sera con l’altra, il locale chiude e Tony si trova senza lavoro. Le bocche da sfamare non sono poche e Tony non si dà per vinto, accettando anche un lavoro che non è esattamente quello dei propri sogni: seguire Don Shirley, apprezzato e famoso pianista afroamericano, nel suo tour per il sud degli Stati Uniti. I due non potrebbero essere più diversi tra loro, ma il legame che si crea data dopo data, concerto dopo concerto, diventa così profondo quanto indimenticabile.

Il viaggio che i due compiono è tra gli stati del sud e tra i decenni, perché le tematiche sono, ahinoi, riconducibili al presente.
Il percorso della strana coppia, è totalmente capovolto perché è Tony a guidare ed è Don a esserne il passeggero, deve affidarsi alla Negro Motorist Green Book: questo manuale, che fu pubblicato fino agli anni ’60 inoltrati, richiudeva tutta una serie di informazioni utili e annotazioni varie dedicate ai neri americani per salvaguardarsi da possibili guai e spiacevoli dinamiche. Un libro che condiziona le vite di chi ne deve fare tesoro.
Green Book è un film che fa dell’opposto e dell’inusualità il suo centro: Don è quello benestante, acculturato, aggraziato, che segue solo un tipo di musica alto e che ha dei modi di fare totalmente borghesi. Eppure lui è quello di colore, a cui tocca dormire in alberghi di bassa lega e comportarsi in “maniera opportuna”. Tony, invece, è un uomo alla mano, caciarone, da rutti e pollo fritto da consumare al volante, grezzo ma con un cuore grande così e pronto ad accogliere qualsiasi persona solo perché persona, e cioè con gli stessi diritti e doveri suoi. E lui sarà l’autista di Don, un lavoro di una certa bassezza per la maggior parte della società che non gode di particolare attività cerebrale.
Green Book, fresco vincitore di tre Golden Globe (Miglior Film Commedia o Musicale, Miglior Sceneggiatura e Miglior Attore non Protagonista a Mahershala Ali) è tutt’altro che un film leggero come potrebbe sembrare all’apparenza, inserendo nella sua trama lineare contenuti politici forti, argomentando tematiche che sembrano così lontane e, invece, sono così vicine.