Gypsy, serie televisiva americana creata da Lisa Rubin, è disponibile su Netflix dal 30 giugno 2017.

Protagonista è Jean Holloway, terapista di professione, sposata e con una bambina. Ognuno dei pazienti che segue è affetto da disturbi psichici di un certo rilievo, chi dall’ossessione nei confronti di ex fidanzate, chi da dipendenza dalle droghe; le sedute con la dottoressa Jean, durante le quali ciascuno è ancor più esposto e vulnerabile, diventano però il pretesto per la donna per intessere con loro relazioni pericolose e intime.

A rivestire il ruolo di Jean è Naomi Watts, attrice di fama internazionale, la cui interpretazione è a dir poco convincente. Al suo fianco, nel ruolo di suo marito, ritroviamo Billy Crudup. Sidney, l’affascinante barista che esercita un certo ascendente su Jean e la cui storia pare intrecciarsi a quella di uno dei suoi pazienti, è Sophie Cookson, attrice britannica classe 1990.

EPISODIO 1 – THE RABBIT HOLE

Dal primo episodio è evidente un certo alone di mistero che avvolge la vita della terapista Jean Holloway, le cui abitudini appaiono sicuramente insolite agli occhi delle sue amiche o di suo marito. Un certo stato di assenza perenne la contraddistingue, anche mentre svolge la sua professione – fatto, questo, che lascia perplessi, considerato che la prerogativa di un terapista è proprio quella di ascoltare il proprio interlocutore.

Nella sua abitudine di frequentare sempre lo stesso bar, si legge il suo tentativo di entrare in contatto con la una giovane barista che lì lavora e nei confronti della quale sente un’attrazione particolare. A lei si presenta sotto lo pseudonimo di Diane, fingendo una vita che non le appartiene. Nei tentativi di approccio alla ragazza si intravede un risvolto sessuale che la regista dei primi due episodi della serie, Sam Taylor-Johnson, non nega affatto e anzi rimarca: l’ambiguità sessuale di Jean è una delle conseguenze della sua doppia personalità. La regista, nota al grande pubblico per la firma di Cinquanta sfumature di grigio, cerca però di non toccare gli stessi picchi di erotismo, per evitare i cliché sulle donne che purtroppo continuano ad essere proiettati al cinema.

Gypsy si rivela un thriller psicologico molto interessante, riconfermando la tendenza di questi ultimissimi anni, che vede gli autori più brillanti dedicarsi alle serie tv con più piacere, a discapito dei film da grande schermo.

Photo Credits: Netflix