Dopo la notte più spaventosa e misteriosa dell’anno, è arrivato il momento
di parlare di un genere cinematografico che appassiona milioni di cinefili.
Quali sono i film horror che hanno fatto la storia del cinema?

Una piccola premessa, devo fare coming-out: non sono amante del genere, anzi, se mi hanno costretta ad andare al cinema a vedere un horror o se l’ho visto per caso in tv, è stato contro la mia volontà e state pur certi che avrò trascorso tutto il tempo a nascondermi gli occhi con le mani o tapparmi le orecchie per non sentire rumori molesti.
Scherzi a parte, il cinema dell’orrore ha origini ben lontane.
Sempre caratterizzato dalla presenza oscura di demoni, mostri, forze soprannaturali, un film horror ha lo scopo di suscitare nello spettatore emozioni quali la paura, il terrore, il brivido e il disgusto.
Se queste caratteristiche sono poi accompagnate da presunte storie vere o attingono da leggende metropolitane più o meno verificate, state pur certi che a tremare non saranno solo le vostre gambe.

UN PO’ DI STORIA: DAGLI ANNI ’60 AD OGGI

Scorrendo velocemente le pagine della storia del cinema dell’orrore, è negli anni ’50 che vengono introdotti nuovi concetti e personaggi: i film horror cominciano realmente ad assimilare le paure diffuse così da divenire lo specchio più credibile dello sviluppo della società. Infatti è proprio a partire da questi anni che notiamo l’introduzione degli alieni (con accezione spesso negativa) e figure archetipe dell’immaginario collettivo, spesso mutuate dalla letteratura di genere, concetto preso da Frankenstein ovviamente, ma che viene ripreso a seguito del rapido sviluppo tecnico e scientifico di quegli anni.

Negli anni sessanta il genere si spostò verso l’ “horror psicologico”, con thriller come Psyco (1960) di Alfred Hitchcock e Che fine ha fatto Baby Jane? (1962) di Robert Aldrich, che spostavano l’effetto suspense dai soliti “mostri” alle psicosi umane che sfociavano in efferati delitti.
I fantasmi e i mostri continuarono comunque a rimanere popolari: Suspense (1961) e Gli invasati (1963) furono due horror psicologici tinti di soprannaturale. Gli uccelli (1963) di Alfred Hitchcock fu il primo esempio di “natura che impazzisce” combinata con un horror psicologico.
Negli settanta, però, si raggiunse un grande successo, grazie al film del 1973, L’Esorcista, diretto da William Friedkin e scritto da William Peter Blatty, che scrisse anche il romanzo. Fu quindi introdotto al cinema il concetto dell’ “Anticristo”, il Diavolo che prende possesso di corpi di donne e bambini. Se ad Hollywood ci si poteva vantare delle opere del maestro del brivido, Alfred Hitchcock, in Italia, il 7 marzo del 1975, usciva la pellicola Profondo Rosso, che segnò in positivo la carriera di Dario Argento, regista che era considerato dallo stesso Hitchcok suo legittimo erede.
Durante gli anni ottanta i film horror originali continuarono ad apparire sporadicamente: Hellraiser (1987) di Clive Barker e La bambola assassina (1988) furono entrambi lodati dalla critica, e diedero inizio anche ad una serie di sequel altrettanto di successo.
Nel 1980 uscì uno dei più importanti ed influenti film horror di tutti i tempi, Shining, tratto dall’omonimo romanzo di Stephen King e diretto da Stanley Kubrick. Il film vedeva come protagonista uno straordinario e spaventoso Jack Nicholson.

Un esempio di film horror metafisico e apocalittico altrettanto valido (ma meno fortunato riguardo al successo di pubblico) è Possession diretto da Andrzej Żuławski, metafora apocalittica sulla separazione di un uomo e una donna che si amano ma non riescono a comprendersi: la macabra storia si svolge in una Berlino immaginaria, deserta e spettrale divisa ancora dal muro di due diverse fazioni.

Nella prima metà degli anni novanta, il genere continuò con i temi degli anni ottanta. Ci furono alcuni film che ebbero particolare successo come Nightmare, Venerdì 13 e Halloween. Tutti ebbero dei seguiti negli anni novanta, molti dei quali ricevettero un discreto successo al botteghino, nonostante sia la critica che il pubblico considerassero i film di basso livello, con l’eccezione di Nightmare – Nuovo incubo di Wes Craven.
Oltre ai popolari film horror in lingua inglese degli ultimi anni novanta, solo il film indipendente The Blair Witch Project (1999) provocò spaventi notevoli collocandosi nel genere dei falsi documentari. Il successo internazionale Ring (1998) di Hideo Nakata, lanciò una serie di film horror che si concentravano su temi psicologici piuttosto che sul sangue.
Ci sembra doveroso citare un capolavoro del 1999, Il sesto senso di M. Night Shyamalan. Questo film fu un successo di pubblico e critica tanto da ottenere ben 6 candidature agli Oscar.
La storia del genere horror degli anni duemila attinge anche da animazioni di origine orientale e giapponese. C’è anche spazio per successi britannici: l’horror britannico torna in auge con film come 28 giorni dopo (2002), Dog Soldiers (2002), L’alba dei morti viventi (2004) e The Descent (2005).

Oltre a citare alcuni (pochi) titoli che possono aver vagamente segnato la storia dell’horror, è nostro dovere accompagnare questo genere all’ambientazione gotica: atmosfere notturne, inquietanti e spaventosamente cimiteriali hanno sempre fatto da cornice. Tim Burton è senz’altro uno dei registi cardine del cinema gotico contemporaneo, ma non del gotico classico poiché ne offre una versione contaminata da influenze glam e pop e da una forte ironia.

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Tim Burton Movies

Ma quali sono, allora, i 10 film che possono essere considerati tra i più spaventosi della storia del cinema? Abbiamo stilato una classifica con due dei nostri fan, Alessio e Stefano, amanti del cinema dell’orrore.

1) L’Esorcista
2) Psyco
3) Profondo Rosso
4) Shining
5) The Blair Witch Project
6) The Grudge
7) The Ring
8) Nightmare
9) The Witch
10) Omen: La Saga

Voi siete amanti dei film dell’orrore? Fateci sapere quali sono i vostri preferiti.

Photo Credits: Pinterest
Testo: My Red Carpet – Fonte: Cinemadelsilenzio
Ringraziamenti: Alessio Di Gioia – Stefano Di Gioia