HARRY POTTER E I DONI DELLA MORTE – PARTE 2, STASERA SU ITALIA UNO

Siamo giunti all’ultimo martedì della maratona potteriana di Italia Uno. Ciò significa due cose: la prossima settimana sarà molto difficile e questo è il nostro ultimo articolo di approfondimento [momento lacrime]. Per queste ragioni vogliamo finire col botto!

Abbiamo deciso di dedicare l’ultimo pezzo ai personaggi che animano il mondo magico di J.K. Rowling. Ce ne sono moltissimi e ognuno di loro, in un modo o nell’altro, ci ha trasmesso qualcosa. Parlare di tutti sarebbe stato preferibile ma, ammettiamolo, praticamente impossibile, quindi ne abbiamo selezionati cinque. È stata dura, ma crediamo che i personaggi che seguono incarnano molti messaggi che mamma Rowling ha voluto comunicarci: valori rivoluzionari che ci hanno fatto diventare persone migliori.

Hermione Granger – un’emblema di femminismo

Non ho mai creduto alle femministe che sostengono che “le donne si devono comportare da uomini”. Penso che le donne siano dotate di certe caratteristiche che dovrebbero emergere proprio perché diverse rispetto a quelle degli uomini. Ad esempio la loro capacità di essere allo stesso tempo forti e sensibili, gentili e coraggiose; la loro cura e attenzione nell’occuparsi delle cose che amano; la loro capacità di prendere le decisioni contemporaneamente con la testa e con il cuore. Questa è Hermione: una giovane donna che incarna forze e debolezze del genere femminile, una guerriera che si batte per ciò in cui crede, un’amica che si prende cura di chi ama. Per la generazione di bambine che sono cresciute con Harry Potter, la figura di Hermione è stata un esempio di femminismo sano e contemporaneo, una persona a cui ispirarsi nel percorso che le ha portate a diventare donne. Poi, diciamocelo, se non ci fosse stata Harry sarebbe morto nel primo libro 😀

Neville Paciock – la forza di crescere e cambiare

Diciamocelo: Neville ci ha sempre fatto un po’ ridere. Fin dalla lettura dei libri ce lo siamo immaginato impacciato, insicuro, uno che dice sempre la cosa sbagliata nei momenti sbagliati, uno che in fondo ha un ruolo pressoché insignificante nella trama. Si scopre poi il suo passato turbolento: i genitori erano stati torturati dai Mangiamorte fino alla pazzia e lui era costretto a vivere con la nonna, la quale non si risparmiava nel farlo sentire un incapace. Vivere questa situazione non è stato certo facile, ma Neville ha dimostrato un’incredibile capacità di sopportazione oltre che una forte volontà di crescere. Il cambiamento che ha percorso dal primo all’ultimo capitolo della saga è impressionante. Era un bambino con gli incisivi troppo sporgenti che risultava inadeguato in qualsiasi occasione; è diventato un valoroso Grifondoro che si batte per il bene comune e distrugge l’ultimo pezzo di anima di Voldemort, contribuendo a salvare il mondo magico.

Luna Lovegood – il coraggio di essere diversi

Luna compare nel quinto capitolo della saga; è una studentessa di Corvonero, amica di Ginny Weasley. Se dovessi scegliere una parola per definirla mi appellerei all’inglese e direi ”weird”: bizzarra. Lunghi capelli biondi e indomabili, aria distratta, vestiti sempre troppo eccentrici e quando apre bocca dice cose tipo “ricciocorno schiattoso”, “nargilli”, “gorgosprizzi”, già strane per gli appartenenti al mondo magico, figuratevi per noi Babbani. Chiaramente queste sue particolarità portano la maggior parte degli studenti di Hogwarts ad assumere nei suoi confronti atteggiamenti di critica e presa per i fondelli. La cosa interessante di Luna è che, nonostante le continue battute e il tentativo degli altri di emarginarla, non cerca di modificare la sua personalità a favore del conformismo, ma al contrario rimane esattamente com’è: diversa e unica.

Albus Silente – saggezza e umanità

È il preside che tutti vorremmo: non solo una figura istituzionale che fa i suoi doveri burocratici e di rappresentanza, ma soprattutto una persona che ha a cuore il bene della propria scuola e degli studenti che la popolano. Silente viene descritto fin da subito come uno dei più grandi maghi mai esistiti, capace di eccellere in qualunque arte e di risolvere i problemi più complessi. In tutti i capitoli della saga ci sono almeno quattro/cinque momenti in cui ci delizia con citazioni che Platone levati 😀 Cose come: “Non sono le nostre capacità che dimostrano chi siamo davvero, sono le nostre scelte”… e ho detto tutto. Ma ciò che mi piace ancora di più di Silente è la sua umanità. Dopo la sua morte esce un libro che racconta i suoi segreti oscuri (firmato ovviamente da Rita Skeeter), nel quale si scopre che il grande mago non era poi così perfetto come tutti pensavano. E meno male, dico io! Il personaggio di Silente dimostra che la perfezione non esiste, che siamo tutti esseri umani: commettiamo errori, ogni tanto cadiamo, ma la bellezza che ci contraddistingue sta nella forza che ci fa rialzare.

Severus Piton – l’amore sopra ogni cosa

Professore di Pozioni nei primi cinque capitoli, di Difesa contro le Arti Oscure nel sesto e preside nell’ultimo, Piton è probabilmente il personaggio più controverso della saga. Fin dal primo libro si percepisce un certo astio tra lui e Harry e poco dopo si capisce il motivo: durante i suoi anni da studente, Piton era stato terribilmente bullizzato da James Potter. Perlomeno la sua fedeltà a Silente sembrava indiscussa, fino al sesto libro in cui uccide il preside e rivela la sua devozione a Voldemort. Al che tutti hanno creduto fosse un mostro, un assassino ipocrita, finché non sono giunti alla lettura del capitolo 33 dell’ultimo libro: La storia del Principe. Non voglio togliervi la possibilità di scoprire la bellezza contenuta in quelle pagine, quindi non ve le racconto e vi consiglio di andare in biblioteca a leggerle. Piton è un simbolo di redenzione, è un uomo che ha commesso gravi errori e che ha dedicato la sua vita a ripararli. Piton ci insegna il valore della perseveranza e dell’amore che dà la forza per fare qualsiasi cosa.