La saga di Hotel Transylvania è al cinema con una nuova, travolgente avventura. 

Nel nuovo film della Sony Pictures Animation: Dracula decide di concedersi una crociera con la famiglia e prendersi finalmente una pausa estiva dal lavoro. Il resto del gruppo si unisce a loro e, a bordo della sontuosa nave, i mostri si divertono moltissimo e partecipano a tutte le attività e le attrazioni organizzate a bordo: dalle partite di pallavolo, ai colossali buffet e alle insolite escursioni. Ma la vacanza da sogno è pronta a trasformarsi in un incubo quando Mavis scoprirà che Drac si è innamorato di Ericka, il misterioso capitano della nave, che nasconde un pericoloso segreto che potrebbe distruggere la razza dei mostri”.

Insomma, come la sinossi vi ha anticipato, Hotel Transylvania 3 sembra essere il film per famiglie perfetto per affrontare il rientro dalle vacanze. Ma non è la trama la sola ragione per andare a vederlo. In realtà, in termini puramente critici, questa è proprio l’ultimo dei motivi che dovrebbe spingere il pubblico in sala, e non perché non sia scritta sufficientemente bene (o perché non ci siano grandi spunti originali, parliamo pur sempre del terzo capitolo di un franchiee forte dal punto di vista degli incassi) quanto perché finalmente questo film non risulta solo essere passivamente diretto da Genndy Tartakovsky: al contrario è la sofferta trasposizione della sua stessa anima.

Dopo aver dato vita all’idea di un hotel diretto e gestito da mostri e solo per mostri, nel 2012, il papà della SuperChicche, de Il Laboratorio di Dexter e di Samurai Jack è finalmente riuscito a portare sul grande schermo il meglio di sé e del suo stile (forte e iconico in 2D), tanto nel modo di animare i personaggi, quanto nell’umorismo rappresentato.

Se avete avuto modo di vedere almeno un episodio di una di queste serie, dovreste ben sapere come il regista russo ami la comicità slapstick, fondata sul linguaggio del corpo e sulla semplicità, caratteristiche che ben si adattano ai personaggi da lui creati ormai sei anni fa.

Non più solo regista ma finalmente anche sceneggiatore, il poliedrico animatore (perché questo resta prima di ogni altro ruolo) è riuscito a far sottostare le leggi dell’animazione 3D alla propria visione, a un modo unico di vedere il mondo e le produzioni animate, creando qualcosa che non sarà solo apprezzato dai bambini, sempre più svegli e vogliosi di risate e di velocità, ma anche da chi è cresciuto con le sue serie e che fiducioso, per anni, è entrato in sala sperando di ritrovarvi anche il suo estro creativo.

Questi sforzi sono stati finalmente ripagati, dopo aver fornito ai Sony Pictures Studios un franchisee nel quale farsi riconoscere e da poter sfruttare sul mercato in un momento storico nel quale i Walt Disney Animation Studios e i Pixar Animation Studios sono ben identificabili, mentre Dreamworks Animation sta subendo una rivoluzione interna al pari di quella dei Blue Sky Studios (entrambi acquistati da grandi major).

Con questo film potrebbe aprirsi uno spiraglio di luce per seguire una strada vincente non solo dal punto di vista dei guadagni, ma anche da quello dell’originalità stilistica.

Cavalcando la modernità, tra tecnologia, musica e problemi sociali (sfruttando la lotta tra “diversi”, in questo caso umani e mostri, e il rapporto padre-figlia tra Drac e Mavis), Hotel Transylvania 3 – Una Vacanza Mostruosa sarà per queste ragioni il film perfetto per famiglie per affrontare il rientro dalle vacanze, non di certo solo per la trama, una volta tanto.