È grosso, è verde ed è consigliabile non farlo arrabbiare: parliamo di Hulk, secondo protagonista del viaggio editoriale che abbiamo intrapreso per conoscere meglio i supereroi e i film che compongono il Marvel Cinematic Universe. Percorso che ci accompagnerà fino al 25 aprile, data di uscita del blockbuster più atteso dell’anno: Avengers: Infinity War.  

Psicologicamente disturbato e fragile, genio incompreso della fisica nucleare, Bruce Banner e il suo alter ego verde occupano un posto d’onore nell’Olimpo dei superheroes nati dalla matita di Stan Lee.

Hulk vs Bruce Banner: l’identità nascosta di ogni uomo

Ideato da Stan Lee e Jack Kirby, The (Incredible) Hulk appare per la prima volta nel 1962.

Il protagonista è, appunto, Bruce Banner, geniale fisico nucleare dedito allo studio dei raggi gamma. Durante un esperimento in un laboratorio del Nuovo Messico, a causa di un incidente,  Banner subisce una mutazione genetica che lo trasforma, se sottoposto a stress e rabbia, in una enorme creatura verde dalla forza incontrollabile.

Ispirato a “Lo strano caso del Dr. Jekyll e di Mr. Hyde” e “Frankenstein“, Hulk ingloba molti aspetti delle tre creature. Al suo esordio , infatti, ha la pelle grigia come Frankenstein e la trasformazione avviene solo di notte come per Hyde.

In origine era il grigio (ma non le cinquanta sfumature), un colore che però rendeva la vita difficile ai tipografi. Stan Lee allora decide di trasformarlo in un gigante verde, nuance sgargiante che ben si presta allo stile fumettistico.

Dai comics al grande schermo: l’esordio cinematografico

Impossibile oggi parlare di Hulk senza pensare a Mark Ruffalo,  diventato per tutti l’unico Dottor Bruce Banner possibile. Eppure, come accaduto nei fumetti in cui Hulk ha avuto molte personalità, anche Banner sullo schermo ha avuto diversi interpreti.

Dopo la prima apparizione televisiva degli anni ’70 con la serie cult “L’incredibile Hulk“, interpretato da Bill Bixy e da Lou Ferrigno, nel 2003 approda sul grande schermo.

La Universal Pictures, allora proprietaria dei diritti d’autore su Hulk, affida al regista Ang Lee il compito di portare per la prima volta al cinema il gigante verde dei fumetti. Il film, con protagonista Eric Bana, però, non entusiasma il pubblico ed è un flop al box office.

Nel 2008 la Marvel ci riprova e lancia la sua versione di Hulk chiamando il camaleontico Edward Norton a vestire i panni – spesso sfilacciati – di Bruce Banner.

Nonostante la buona interpretazione di Norton, anche questo film non suscita il successo sperato. Gli incassi sono buoni ma il pubblico non si affeziona al personaggio.

E venne Mark Ruffalo…

Con l’arrivo della fine della fase uno dell’Universo Cinematografico Marvel, il personaggio di Hulk subisce un re-casting. Al posto di Edward Norton, a cinque anni di distanza da “L’incredibile Hulk”, il ruolo di Bruce Banner viene affidato allo strepitoso Mark Ruffalo.

La scelta, rivelatasi vincente, regala un’interpretazione delicata e fortemente emotiva, e mostra al pubblico tutte le fragilità del Dr. Banner e i danni che la trasformazione genetica in Hulk ha portato con sè. Mark Ruffalo con la sua dolcezza, l’entusiasmo e il talento che lo contraddistinguono,, ha conquistato un posto speciale nel cuore del pubblico diventando per tutti l’unico e solo Hulk.

La sua versione convince e diverte: complice la caratterizzazione infantile data al personaggio dallo script di Joss Whedon prima e da Taika Waititi poi, fatta di gag buffe che lo vedono protagonista (come lo sbatacchiamento del Dio Loki o il pugno a tradimento dato a Thor in The Avengers) l’interpretazione di Mark Ruffalo è ineccepibile.

Non essendo possibile dedicare un nuovo stand-alone ad Hulk, data la posizione della Universal Pictures, Hulk ha comunque trovato un suo arco narrativo all’interno degli altri film Marvel che gli permetterà di avere una sua personale trilogia. 

La Marvel ha infatti trovato un escamotage per raccontare la storia di Bruce Banner inserendola all’interno di altri film dell’Universo Cinematografico Marvel aggirando così il vincolo con la Universal. La prima parte della storia dedicata al gigante verde è stata quindi inserita nel già citato The Avengers, in Avengers: Age of Ultron e in Thor: Ragnarok. Si svilupperà in Avengers: Infinity War e si concluderà in Avengers 4 (film di cui non è ancora noto il titolo).

L’amore del pubblico

Mark Ruffalo, come dimostrano gli immancabili bagni di folla presenti ad ogni apparizione pubblica, è  amato dal pubblico che non manca di dimostrargli il suo calore e affetto.

Una cosa che non tutti sanno, però, è l’adorazione che molti fan hanno per la coppia Tony Stark/Bruce Banner, resa ottimamente sullo schermo dall’alchimia tra Robert Downey Jr. e Mark Ruffalo. I personaggi che interpretano sono affini e la chimica tra loro è evidente sullo schermo. Questo rapporto ha permesso la nascita di una subcultura web fanmade che ha ribattezzato la coppia Science Bros o Lab Bros ed ha ispirato una vasta collezione di fanart e meme legate al rapporto dei due personaggi, reso via via sempre più intimo.

Mark Ruffalo si è dichiarato entusiasta della Science Bros e ha affermato di appoggiarla al 100%, dimostrando ancora una volta il suo impegno sociale che lo vede schierato in prima linea contro le discriminazioni di ogni tipo.